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Il trasporto aereo delle merci sotto la lente degli spedizionieri

La parte dedicata all’Italia dalla seconda ricerca dell’Osservatorio Cargo Aereo, presentata il 26 ottobre 2020 dal Cluster Cargo Aereo (Anama, Assaereo, Assohandlers e Ibar), conferma la cargocity della Malpensa come principale hub aereo italiano e non potrebbe essere altrimenti visto l'enorme stacco nei confronti degli altri scali nazionali. Lo scalo lombardo ha mosso infatti nel 2019 il 54% delle merci aeree italiane, con un guadagno di quattro punti rispetto al 2008. Dietro Malpensa troviamo Roma Fiumicino (che nel 2019 è rimasto il principale scalo passeggeri) con circa il 20%, seguito da Bergamo Orio al Serio (12%), Venezia (6%) e Bologna (5%). Nel 2019, il traffico cargo è complessivamente diminuito in Italia del 3,2% rispetto all’anno precedente, con Malpensa che ha una perdita minore della media nazionale (-2,5%) e Fiumicino maggiore (-5-5%).

Oltre le semplici percentuali, la ricerca mostra importanti differenze tra gli scali italiani per destinazione e origine del trasporto. Così, Malpensa non ha praticante alcuna incidenza nel trasporto aereo nazionale ma l’84% delle merci in ingresso e uscita viaggia su rotte extra-comunitarie e il restante 16% su quelle internazionali interne all’Unione. Ancora maggiore (94%) è la quota delle merci extra-UE di Fiumicino, che del restante sei percento ne riserva il 4% all’internazionale comunitario e i 2% al nazionale. Completamente diversa è la situazione di Bergamo, che muove il 72% delle sue merci all’interno della UE, il 15% in Italia e il 13% fuori dall’Unione. Bisogna però precisare a Orio al Serio è specializzato nel trasporto espresso di pacchi.

Un altro punto di vista della ricerca è l’evoluzione dei traffici merci negli ultimi dieci anni. Dal 2008 al 2018 Malpensa mostra una crescita da 414mila a 558mila tonnellate, con un aumento del 35% (ma nel 2018 ha raggiunto le 557mila tonnellate). Più contenuta la crescita percentuale (+27%) di Fiumicino, passata da 153mila a 195mila tonnellate, mentre Bergamo è addirittura scesa del 3% (da 122mila a 119mila tonnellate). Seppur con quantità nettamente minori, è interessante sottolineare il balzo di Venezia e Bologna: il primo scalo è cresciuto del 218% (da 10mila a 64mila tonnellate) il secondo dell’89% (da 26mila a 49mila tonnellate).

Poiché Malpensa è il principale scalo per le merci dirette fuori dall’Italia, l’Osservatorio ha analizzato quali sono le principali destinazioni od origini delle merci di questa cargocity. La prima destinazione in volumi assoluti è gli Stati Uniti, con circa 80mila tonnellate. Seguono con valori introno alle 50mila tonnellate ciascuno il Qatar, la Russia (poco più di 50mila tonnellate) e Hong Kong. Nel 2019, Gli Usa hanno mostrato un lieve aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente, mentre il Medio Oriente mostra una contrazione.

Quali sono le tipologie di merce che viaggiano in esportazione più frequentemente negli aeroporti italiani? La ricerca distingue tra volumi e valore, perché la graduatoria cambia. Per quanto riguarda i volumi, al primo posto (col 23%) troviamo la meccanica e i componenti e non sorprende visti pesi e dimensioni. È seguita a distanza dai componenti elettrici (7%), dal pelli e cuoio (5%) e al 5% ciascuno da lavori in ghisa, ferro e acciaio e apparecchi medici e ottici. La graduatoria relativa al valore mostra invece al primo posto i prodotti farmaceutici a pari con meccanica e componenti (15% ciascuno) seguiti da perle, pietre e metalli preziosi (9%), apparecchi medici e acustici e indumenti e accessori, entrambi all’8%.

La presidente di Fedespedi, Silvia Moretto, auspica il potenziamento del trasporto aereo delle merci, mentre il presidente di Confetra, Guido Nicolini, precisa che per farlo bisogna rendere concreti gli interventi già decisi per il settore, ribadendo anche la richiesta di Anama di riprendere i lavori del Tavolo sul cargo aereo e aggiornare la position paper del 2017. L’intero comparto chiede alla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, di rendere intermodali gli aeroporti italiani, rendere più veloci ed efficienti le procedure di autorizzazione nella spedizione e sviluppare il cargo nella nuova compagnia che nascerà dall’Alitalia con un forte intervento pubblico.

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