- La domanda mondiale di cargo aereo è ancora cresciuta nella prima settimana di febbraio 2026, con un +2% rispetto alla precedente, secondo le rilevazioni di WorldAcd. È il quinto aumento consecutivo dopo la flessione di fine anno. Nord America e Mesa trainano l’incremento, mentre il Centro e Sud America rientra dopo il picco legato a San Valentino.
- Dall’Asia Pacifico i volumi aumentano dell’1% su base settimanale, con andamenti differenziati tra Paesi e direttrici. Le tariffe spot dalla Cina verso Stati Uniti ed Europa tornano a salire, compensando ribassi da Giappone e Corea del Sud, in un contesto segnato dall’avvicinarsi del Capodanno lunare.
- Nel 2025 il mercato nordamericano ha chiuso con un +2,5% annuo, ma con forti differenze tra Stati Uniti, Canada e Messico. Gennaio 2026 conferma un’espansione del +2,7% su base annua, con il Messico in recupero e il Canada penalizzato dalle tempeste invernali.
Nella sesta settimana del 2026, dal 2 all’8 febbraio, la domanda globale di trasporto aereo merci ha registrato un ulteriore aumento del 2% rispetto a quella precedente, segnando il quinto aumento consecutivo dopo la consueta contrazione di fine anno. Lo rileva WorldAcd Market Data, sulla base di oltre 500mila transazioni settimanali. L’andamento si inserisce in una fase di progressiva normalizzazione della capacità, con il rientro dei voli cargo dal Centro e Sud America dopo il picco stagionale dei fiori per San Valentino del 14 febbraio e le prime riduzioni di offerta da parte dei vettori in alcune aree della Grande Cina in vista del Capodanno lunare del 17 febbraio.
Il contributo più evidente alla crescita settimanale è arrivato dal Nord America, dove i tonnellaggi sono aumentati dell’8% su base settimanale. Secondo l’analisi di WorldAcd, il rimbalzo è legato al ripristino della capacità dopo l’attenuazione delle tempeste invernali che nelle settimane precedenti avevano comportato tagli ai servizi aerei in varie aree del continente. Anche il Medio Oriente e Sud Asia, indicato come Mesa, ha registrato un incremento sostenuto, pari al 7% rispetto alla settimana precedente, dopo le perturbazioni operative connesse alle tensioni tra Stati Uniti e Iran che avevano inciso sulla regolarità dei voli.
Dal Centro e Sud America i volumi hanno invece iniziato a ridursi, con un -4% su base settimanale, dopo il +24% registrato la settimana precedente. Il calo segue il superamento del picco legato alle spedizioni di fiori in vista di San Valentino, un’operazione logistica che ogni anno mobilita centinaia di voli di aerei tutto merci e migliaia di tonnellate di merce da Colombia ed Ecuador verso Miami, Los Angeles e altri hub nordamericani. La flessione non segnala un indebolimento strutturale della domanda, ma la conclusione di una fase stagionale particolarmente intensa.
Dall’Asia Pacifico i tonnellaggi sono cresciuti dell’1% rispetto alla settimana precedente, ma con un quadro eterogeneo per destinazione. I flussi verso Stati Uniti ed Europa risultano complessivamente stabili. Verso gli Stati Uniti, gli aumenti dal Giappone (+11%), da Hong Kong (+6%) e dalla Cina (+2%) sono stati compensati dai cali dalla Corea del Sud (-16%), dal Vietnam (-10%) e da altre aree del Sud-Est asiatico. Sul piano tariffario, le tariffe spot dalla Cina verso gli Stati Uniti sono aumentate del +6% su base settimanale, raggiungendo 4,69 dollari al chilo, pari a circa 4,34 euro al chilo, mentre da Giappone e Corea del Sud si sono registrati ribassi rispettivamente del -10% e -14%.
Sulla direttrice Asia Pacifico–Europa i volumi complessivi risultano stabili, ma con differenze marcate tra Paesi di origine. Le spedizioni da Taiwan verso l’Europa sono cresciute del 6% su base settimanale, per la quinta settimana consecutiva dopo la flessione di fine anno, mentre dal Vietnam si osserva un ulteriore incremento del 10%. Dalla Cina i volumi restano invariati, mentre Giappone e Corea del Sud registrano contrazioni. Le tariffe medie spot dall’Asia Pacifico verso l’Europa segnano il terzo aumento consecutivo, pari al 2% su base settimanale, sostenute soprattutto dal rialzo del 6% dalla Cina, fino a 4,09 dollari al chilo, circa 3,78 euro.
Particolarmente dinamica la direttrice Mesa–Stati Uniti, dove i volumi sono aumentati del 12% nella settimana 6. Il dato riflette un +20% da Dubai verso gli Stati Uniti, dopo il -26% della settimana precedente legato alle restrizioni di volo connesse alle tensioni geopolitiche, e un +14% dall’India, che segue un -8% precedente. Dal Bangladesh si registra un +17%, dopo il +10% della settimana precedente, confermando un recupero avviato a inizio anno. Anche verso l’Europa i flussi da Mesa crescono del +6%, pur in un contesto di elevata volatilità che rende complessa l’individuazione di una tendenza consolidata.
L’analisi su base annua del mercato nordamericano evidenzia un 2025 caratterizzato da turbolenze ma chiuso in crescita del 2,5% per i volumi complessivi in entrata e in uscita. Gli Stati Uniti, che rappresentano quasi il 90% del totale regionale, segnano un +2,6%, il Canada un +8% e il Messico una contrazione prossima al -5%. La crescita risulta equilibrata tra flussi in entrata (+2,6%) e in uscita (+2,3%), con gli Stati Uniti rispettivamente a +2,8% e +2,2%. Più marcate le differenze per il Canada, con +9% in entrata e +6% in uscita, e per il Messico, con -6% in entrata e -1% in uscita. Il confronto con il 2024, quando il Nord America aveva registrato un +9% in entrata e un +4% in uscita, evidenzia un rallentamento del ritmo di espansione.
Nel gennaio 2026 la regione nel suo complesso registra un ulteriore incremento del 2,7% su base annua. Tuttavia, le tempeste invernali che hanno colpito Stati Uniti e Canada possono aver inciso sui risultati, in particolare sulle esportazioni canadesi, scese di quasi il 7% su base annua nel mese. Di segno opposto il Messico, che dopo il -5% dell’intero 2025 registra a gennaio un +5% su base annua, trainato da un +14% dei flussi in uscita e da un più contenuto +1,5% in entrata.
A.M.B.









































































