La terza guerra del Golfo – con la conseguente limitazione degli aeroporti della penisola araba e la chiusura degli spazi aerei d’Iran e Iraq – ha ridisegnato le rotte passeggeri tra Europa e Asia e di conseguenza di quello merci nelle stive belly. Si stima che la capacità belly lungo il corridoio Asia–Medio Oriente–Europa si sia ridotta di quasi il 40%, causando effetti immediati su affidabilità delle consegne e tariffe.
I grandi aeroporti del Golfo - in particolare Doha e Dubai - prima del conflitto erano diventati snodi fondamentali per il consolidamento soprattutto di merci deperibili, farmaci, moda e componenti ad alto valore, che viaggiavano in gran parte proprio nelle stive dei wide-body passeggeri dei grandi vettori dell’area. La loro esclusione causata dalla guerra ha creato un vuoto di capacità. Quindi, merci bloccate nelle cargocity, ritardi nei transiti e riprotezioni forzate via scali alternativi nel Caucaso, in Asia centrale o via Africa, con tempi più lunghi e coincidenze meno fluide.
Il risultato è un’ondata di congestione e riallineamento forzato delle catene logistiche: parte dei flussi più urgenti è spinta sui pochi aerei tuttomerci disponibili, un’altra parte torna sul mare, soprattutto per l’export meno sensibile alla necessità di raggiungere rapidamente i mercati, mentre gli spedizionieri si contendono lo spazio rimasto sul belly delle compagnie europee e turche. Nello stesso tempo, i noli del cargo aereo sulle principali direttrici da e per l’Asia hanno registrato balzi fino al 90-95% in poche settimane, trainati sia dalla carenza di capacità, sia dal raddoppio dei costi carburante.
Per gli aeroporti europei a forte vocazione cargo, la combinazione fra cancellazioni dei tuttomerci e minor offerta belly sta già lasciando il segno: nei primi dieci giorni di marzo si sono registrati cali nell’ordine del 25% dei movimenti tuttomerci e di oltre il 10% dei volumi trasportati in stiva sui voli passeggeri, con ricadute dirette su handler, spedizionieri e filiere che dipendono dal just-in-time aereo. Oggi è difficile prevedere le conseguenze della guerra sul trasporto aereo delle merci nel lungo periodo, che dipenderà soprattutto dalla durata del conflitto stesso e nessuno, neppure i protagonisti della guerra, sono oggi in grado di determinarla.
M.L.








































































