La Maritime and Coastguard Agency (Mca), l'agenzia britannica per la sicurezza marittima e la guardia costiera, ha invitato armatori, operatori navali, porti, Autorità portuali e fornitori di servizi marittimi a prepararsi a lavorare quando i segnali dei sistemi satellitari di navigazione diventano inaffidabili o assenti. L'indicazione è contenuta nella Marine Guidance Note Mgn 719 (M+F), intitolata "Operating in Gnss Denied and Degraded Environments", pubblicata il primo ottobre 2026 sul sito del Governo britannico. Il documento riguarda l'insieme dei sistemi Gnss (il Gps statunitense, Galileo, Glonass e BeiDou) e i servizi di posizionamento, navigazione e sincronizzazione temporale che ne dipendono. La nota ha la forma di una raccomandazione: l’agenzia invita a individuare le dipendenze dai dati satellitari, aggiornare le valutazioni del rischio, predisporre procedure di emergenza e conservare le competenze per navigare con informazioni alternative, senza introdurre nuovi obblighi, né suggerire l'abbandono del Gps.
L'iniziativa nasce dal forte aumento delle segnalazioni d’interferenza registrato negli ultimi anni a causa dei conflitti, concentrate nel Mar Nero, nel Mar Baltico, nella regione del Golfo e in alcune aree dell'Asia orientale. La Mca non attribuisce gli episodi a uno Stato specifico e non ne fornisce un conteggio, però un'attribuzione esplicita fu diffusa il 26 gennaio 2026 da quattordici Paesi europei, che in un documento congiunto avevano indicato nella Federazione Russa l'origine delle interferenze che compromettono la sicurezza della navigazione nelle acque europee, in particolare nel Baltico.
Le minacce descritte sono due. Il disturbo intenzionale del segnale (jamming) ne degrada o ne impedisce la ricezione e la falsificazione (spoofing) trasmette invece al ricevitore dati alterati, che generano una posizione errata ma apparentemente utilizzabile. Le interferenze possono compromettere anche gli apparati di bordo che utilizzano direttamente o indirettamente dati satellitar e tra quelli maggiormente interessati la Mca elenca le carte elettroniche Ecdis, i ricevitori Gnss, le plance integrate, l'Ais, i radar che ricevono ingressi satellitari, i sistemi di governo della rotta e gli autopiloti, il posizionamento dinamico, i sistemi di pianificazione e controllo del viaggio, le girobussole, il Gmdss e i dispositivi portatili dei piloti. L'agenzia chiede di verificare caso per caso architetture, flussi di dati e interfacce tra sistemi, considerando che anche reti di comunicazione e sistemi di controllo possono basarsi sulla sincronizzazione temporale fornita dai satelliti.
L’orizzonte della nota va oltre la nave e comprende i servizi di controllo del traffico navale, i sistemi informativi portuali, la gestione del pilotaggio, il coordinamento della ricerca e soccorso, il tracciamento a lungo raggio, la logistica automatizzata e la gestione di flotte e mezzi. La Mca richiama uno studio britannico del 2023 che stima in 1,5 miliardi di sterline (circa 1,7 miliardi di euro) le perdite per il Regno Unito in caso di interruzione dei servizi Gnss per sette giorni. La quota maggiore ricadrebbe sulle operazioni portuali, con 1,309 miliardi di sterline (circa 1,5 miliardi di euro), a fronte di 183 milioni (circa 210 milioni di euro) per il trasporto marittimo e di 8 milioni (circa 9 milioni di euro) per la pesca.
L'agenzia indica cinque famiglie di tecniche alternative alla navigazione satellitare, da scegliere in base alla nave, all'area di navigazione e alle dotazioni di bordo: determinazione del punto con il radar, navigazione visuale, navigazione astronomica, navigazione stimata e uso di sensori indipendenti con tecniche di navigazione integrata. A queste competenze la nota affianca esercitazioni, procedure per riconoscere le interferenze, formazione del personale di plancia e piani di continuità operativa. La stessa Mca spiega di puntare sulle risorse già disponibili perché diverse tecnologie Pnt alternative o complementari sono ancora in sviluppo e difficilmente arriveranno su larga scala nel breve periodo.
La questione venne già sollevata a livello internazionale il 25 marzo 2025, quando Imo, Icao e Itu espressero in una dichiarazione congiunta "grave preoccupazione" per la crescita di jamming e spoofing. L'Imo aveva richiamato il rischio di collisioni e incagli, mentre le tre organizzazioni avevano chiesto agli Stati di proteggere le frequenze della radionavigazione satellitare, rafforzare la resilienza dei sistemi, mantenere infrastrutture di navigazione convenzionali per le emergenze e segnalare le interferenze.
M.G.



































































