I contributi Ferrobonus per i servizi ferroviari di trasporto combinato strada-rotaia concessi per il periodo tra il 21 ottobre 2024 e il 20 ottobre 2025 saranno ridotti proporzionalmente per tutti i beneficiari. Lo ha comunicato Ram il 7 ottobre 2026, che società collega il ricalcolo alla riduzione delle risorse disposta dal Decreto Legge 27 luglio 2026, numero 133, in vigore dal 28 luglio e convertito con modificazioni dalla Legge 25 settembre 2026, numero 166. A ciascuna impresa beneficiaria arriveranno via Pec l'importo aggiornato e il relativo saldo, da erogare compatibilmente con la disponibilità di cassa. Ram non quantifica il taglio: mancano sia l'importo complessivo sottratto sia la percentuale applicata ai singoli beneficiari.
La seconda annualità è già stata oggetto di due provvedimenti di pagamento: il Decreto direttoriale 175 del 24 luglio 2026, a valere su risorse di bilancio 2024, e il 185 del 31 luglio, su risorse del 2026. Il ricalcolo interviene dunque a istruttoria conclusa, su servizi già effettuati. In attuazione del Decreto 185, Ram aveva erogato l'89,31% del contributo complessivamente spettante a ciascun beneficiario, indicando come causa un'assegnazione di cassa inferiore al fabbisogno, con il residuo subordinato a successive integrazioni. A luglio, quindi, il contributo riconosciuto non era cambiato: mancavano soltanto le risorse per liquidarlo interamente e ora è ridotto anche l'importo spettante. Il 10,69% rimasto da liquidare non indica quindi l'entità del nuovo taglio, che Ram non ha comunicato.
Il Ferrobonus spetta alle imprese utenti di servizi ferroviari e gli operatori del trasporto multimodale (Mto) che acquistano treni completi dalle imprese ferroviarie. Il contributo si calcola sui treni-chilometro prodotti sul territorio italiano per traffici intermodali o trasbordati, e Ram precisa che si tratta di servizi a trazione elettrica in arrivo e partenza da nodi logistici italiani. Il ministero dei Trasporti ricorda che gli Mto devono trasferire ai propri clienti il 50% del contributo ricevuto, per cui la revisione può modificare anche il beneficio destinato alla clientela.
Antonio Illariuzzi









































































