Il 15 settembre 2026 la Commissione Europea ha adottato il pacchetto Fair Labour Mobility, composto da una comunicazione politica e cinque proposte legislative per rendere più semplice, per lavoratori e imprese, muoversi e operare all'interno del mercato unico. Per il trasporto l'iniziativa non introduce, come talvolta viene presentata, una procedura specifica per assumere più facilmente conducenti, ma è un pacchetto orizzontale su previdenza, qualifiche e controlli del lavoro, dal quale l'autotrasporto può ricavare benefici soprattutto nelle attività transfrontaliere e nel reclutamento di personale extra-comunitario.
Le cinque proposte comprendono il Regolamento che istituisce l'European Social Security Pass (Esspass), lo Skills Portability Act sulle credenziali digitali comparabili, la revisione delle norme sul riconoscimento delle qualifiche professionali, una direttiva sul riconoscimento dei titoli dei cittadini di Paesi terzi e un Regolamento per rafforzare l'Autorità Europea del Lavoro (Ela). Il testo, spiega la Commissione, non introdurrà obblighi immediati e dovrà essere negoziato da Parlamento Europeo e Consiglio dell'UE. Solo dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale Europea entreranno in vigore le prime scadenze attuative.
Il calendario comunicato da Bruxelles è scaglionato su più anni. Il documento previdenziale A1, che attesta la legislazione applicabile al lavoratore distaccato, sarà digitalizzato un anno dopo l'entrata in vigore del regolamento Esspass e la tessera europea di assicurazione malattia e gli altri documenti seguiranno entro tre anni. Il riconoscimento semplificato delle qualifiche extra-UE è previsto entro due anni dall'adozione, mentre credenziali digitali e procedure più rapide per le professioni regolamentate arriveranno entro tre anni. Per l'Autorità del Lavoro rafforzata i primi miglioramenti operativi sono attesi tra il 2028 e il 2030.
La Commissione stima per l'intero pacchetto benefici fino a cinque miliardi di euro entro il 2040, di cui un miliardo legato alla sola semplificazione amministrativa. Per le professioni regolamentate – come medici, infermieri, ingegneri, insegnanti - la procedura di riconoscimento dovrebbe scendere da tre mesi a cinque settimane. Per il riconoscimento dei titoli conseguiti fuori dall'Unione la riduzione media prevista è invece da quattordici a quattro mesi, con un dimezzamento dei costi amministrativi di assunzione.
Nel trasporto internazionale il beneficio più immediato riguarda la gestione amministrativa del distacco. L'A1 certificherà in quale Stato sono versati i contributi previdenziali del conducente impegnato in un'attività transfrontaliera e la Commissione propone requisiti informativi comuni, oltre alla possibilità di riutilizzare dati già presenti nei portali UE per il distacco, inclusi quelli relativi ai conducenti stradali. Resteranno tuttavia invariate le principali norme del settore: disciplina del distacco, salario applicabile, cabotaggio, tempi di guida e riposo, registrazioni del cronotachigrafo e dichiarazioni attraverso l'Imi, il sistema di scambio informativo sul mercato interno. Il vantaggio riguarda quindi la semplicità delle verifiche e non un allentamento dei vincoli normativi.
Per quanto riguarda le qualifiche, l'autista di veicolo industriale non rientra automaticamente nella categoria delle professioni regolamentate per cui la Commissione promette una procedura digitale obbligatoria. Il beneficio per il settore è indiretto e consiste in credenziali più facilmente verificabili, maggiore comparabilità tra titoli, standard comuni per valutare le qualifiche ottenute fuori dall'UE e un costo amministrativo più contenuto per le imprese che vogliono assumere conducenti già formati in un Paese terzo. L'Autorità Europea del Lavoro riceverà strumenti più incisivi per sostenere ispezioni coordinate, valutazione del rischio e gestione delle controversie transfrontaliere e per un settore come l’autotrasporto, caratterizzato da alta mobilità e prassi applicative diverse tra Stati, ciò potrà favorire maggiore uniformità, ma anche intensificare i controlli.
La riforma della mobilità del lavoro non va confusa con la revisione delle patenti di guida, approvata con la Direttiva UE 2025/2205 ed entrata in vigore il 25 novembre 2025. Oggi una patente comunitaria rilasciata in conversione di quella di un Paese terzo porta il codice 70 e non deve essere automaticamente riconosciuta dagli altri Stati membri in caso di cambio di residenza del titolare. La nuova Direttiva introdurrà il riconoscimento in tutta l'Unione delle patenti convertite da Paesi terzi con un quadro di sicurezza stradale comparabile a quello comunitario, dopo valutazioni caso per caso della Commissione e degli Stati membri. Ma si applicherà solo dal 26 novembre 2029, un orizzonte che esclude qualsiasi liberalizzazione immediata delle patenti extra-comunitarie.
Nell'autotrasporto la pressione demografica rende la questione delle patenti più urgente. L'Iru, sulla base della sua rilevazione 2025, stima circa 502mila posizioni di conducente scoperte in Europa: il 13% della forza lavoro del settore. Il 65% degli autotrasportatori europei indica la carenza di autisti come principale preoccupazione, al punto da rinunciare a nuovi contratti per l'impossibilità di reperire personale. L'Iru accoglie con favore il pacchetto, in particolare l'Esspass e la semplificazione del riconoscimento delle qualifiche extra-UE, e chiede che la riforma produca strumenti concreti per il riconoscimento dei conducenti professionali di Paesi terzi, accompagnati da certezza giuridica e indicazioni preventive sulle retribuzioni applicabili ai conducenti distaccati.
Antonio Illariuzzi










































































