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Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Undici associazioni firmano l’agenda dell’autotrasporto

    Agli Stati Generali di Roma le associazioni rappresentate nel Comitato Centrale per l'Albo degli autotrasportatori hanno firmato un documento unitario che chiede controlli di regolarità estesi al fisco, lettera di vettura elettronica obbligatoria anche nei trasporti nazionali, più flessibilità sui tempi di guida e una Cqc più semplice.

    Iran annuncia intesa con Oman su Hormuz

    Immagine: TrasportoEuropa IA

    Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica annunciato il 26 agosto 2026, tramite l'agenzia di stato Sepah News, di aver raggiunto un'intesa con l'Oman sulla ripartizione delle acque e delle entrate generate dalla navigazione nello Stretto di Hormuz, al termine di circa un mese di negoziati bilaterali. Il portavoce dei Pasdaran, Hossein Mohebbi, ha parlato di "risultati accettabili per entrambe le parti", subordinando però la riapertura effettiva della rotta all'accettazione, da parte statunitense, delle condizioni poste da Teheran. Il ministero degli Esteri iraniano non però ha ancora confermato l'annuncio.

    Secondo quanto riferito dai Pasdaran, gli accordi riguardano sia la rispettiva quota di acque dello Stretto, sia la divisione dei ricavi tra Iran e Oman. Il comunicato congiunto diffuso martedì 25 agosto dai due ministeri degli Esteri, tuttavia, non cita esplicitamente la ripartizione delle entrate: parla invece di un quadro interinale per far riprendere i transiti, di un corridoio temporaneo congiunto, di un progetto di sminamento e di ulteriori negoziati su rotta permanente, scambio di informazioni e gestione del traffico. La distinzione tra i due piani è importante, perché il corridoio provvisorio ha una base negoziale bilaterale pubblicamente riconoscibile, mentre la spartizione dei ricavi resta per ora una dichiarazione unilaterale dell'Irgc.

    Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha precisato che il tracciato temporaneo sarebbe largo circa sette miglia nautiche, con l'ingresso e parte dell'uscita che attraversano acque territoriali iraniane. Il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi, ha aggiunto che sulla rotta viaggeranno solo navi commerciali, escludendo i mezzi militari, e che un accordo permanente dovrebbe essere negoziato entro sessanta giorni. Gharibabadi ha anche sostenuto che l'attivazione del nuovo corridoio richiederebbe la chiusura del passaggio meridionale aperto dagli Stati Uniti, un passaggio che Teheran considera in violazione dell'articolo 5 del memorandum siglato il 18 giugno tra le parti per porre fine al conflitto avviato il 28 febbraio.

    Resta aperta la questione di cosa indichino esattamente le "entrate" evocate dai Pasdaran: un pedaggio per il semplice transito, corrispettivi per servizi resi alle navi come pilotaggio o assistenza al traffico, pagamenti contrattuali per l'uso del corridoio protetto, oppure introiti legati a una futura gestione congiunta? La differenza non è solo di termini: la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare tutela il transito continuo attraverso gli stretti internazionali e non ammette, in linea di principio, un pedaggio obbligatorio per la sola traversata, mentre tariffe riferite a servizi concreti resterebbero più difendibili sul piano giuridico. L'Oman ha interesse a evitare che l'intesa transitoria sia letta come il riconoscimento di un diritto bilaterale a imporre pedaggi generalizzati, tanto più che il sistema di separazione del traffico oggi in vigore fu proposto proprio da Iran e Oman e adottato dall'Organizzazione Marittima Internazionale nel 1968.

    Donald Trump ha scritto su Truth Social il 25 agosto che la Marina ha rimosso o fatto detonare tutte le mine nelle acque internazionali dello Stretto, ribadendo un annuncio analogo diffuso il 18 agosto, e ha avvertito che eventuali nuove imbarcazioni impegnate nella posa di ordigni saranno colpite in base a una politica di "tolleranza zero". Il presidente ha aggiunto che lo Space Force sta sorvegliando l'area insieme ai siti nucleari iraniani. La posizione statunitense, che considera la rotta già transitabile, resta incompatibile con la lettura di Teheran, secondo cui lo Stretto rimarrebbe chiuso fino a un'intesa politica complessiva.

    Parallelamente ai negoziati con l’Oman, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha lanciato lunedì 24 agosto l'operazione Economic Outcast, che prevede cinque nuove determinazioni settoriali su assetti digitali, tecnologia, oro, aviazione e shipping, e sanzioni verso quasi 60 tra entità, individui e imbarcazioni accusati di sostenere l'economia iraniana. La misura amplia la base giuridica per colpire anche soggetti non statunitensi attivi in quei settori, rendendo più oneroso per armatori e operatori terzi qualsiasi coinvolgimento nella gestione del traffico attraverso lo Stretto. Per le compagnie di navigazione, l'annuncio dei Pasdaran non risolve però alcune questioni operative: non è chiaro chi debba autorizzare i transiti, con quali regole di sicurezza, né come si ripartirebbero eventuali oneri tra le compagnie.

    M.L.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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