A quasi due anni dall'incidente che ha paralizzato per oltre un anno uno dei corridoi ferroviari merci più trafficati d'Europa, la vicenda giudiziaria legata allo svio di un treno merci nella galleria di base del San Gottardo torna al centro dell'attenzione. Il pubblico ministero del Canton Ticino ha chiuso la propria inchiesta penale avvalendosi di una perizia tecnica indipendente, i cui contenuti - secondo la trasmissione "Rundschau" di Srf - aprono uno scenario di possibili responsabilità a carico delle Ferrovie Federali Svizzere. Il punto di partenza è l’incidente del 10 agosto 2023, quando il treno merci numero 45016 sviò all'interno della galleria di base del San Gottardo a causa della rottura della ruota destra del primo assile di un carro merci. Le conseguenze furono gravi: danni infrastrutturali stimati intorno ai 150 milioni di franchi svizzeri e la chiusura di una delle due canne del tunnel per oltre un anno, con la piena operatività ripristinata soltanto all'inizio di settembre 2024.
Ciò che ora la Procura ticinese mette in discussione non è tanto la causa meccanica dell'incidente - già accertata dal Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (Sisi) - quanto la gestione operativa nelle fasi che lo hanno preceduto e accompagnato. Secondo la perizia commissionata dal pubblico ministero, le Ffs avrebbero ricevuto segnali d'avvertimento chiari e avrebbero avuto la possibilità di fermare il convoglio in tempo, o almeno d’attivare misure tali da contenere l'entità del danno infrastrutturale. La mancata adozione di queste misure configurerebbe, sempre secondo la perizia, un possibile reato.
Le Ffs replicano con un comunicato ufficiale, in cui l'azienda definisce "falsa" l'interpretazione secondo cui avrebbe ignorato segnali di allarme, qualificando la perizia della Procura come una valutazione "isolata", non condivisa dagli organi tecnici federali competenti. La compagnia ferroviaria richiama le conclusioni del Sisi e dell'Ufficio federale dei trasporti (Uft), che attribuiscono la causa dello svio esclusivamente alla rottura del disco di una ruota del carro merci, senza riscontrare guasti ai sistemi ferroviari né errori operativi da parte del personale o della struttura gestionale.
Il rapporto finale del Sisi, dal canto suo, non formula rilievi nei confronti delle Ffs, ma rivolge raccomandazioni specifiche all'Agenzia ferroviaria europea e all'Uft, in particolare riguardo alla manutenzione di determinati carri merci in circolazione internazionale, categoria alla quale apparteneva il carro coinvolto nell'incidente. Una distinzione che le Ffs sottolineano con insistenza: il carro merci non era di loro proprietà né sotto la loro manutenzione diretta.
Nel frattempo, l'azienda ferroviaria afferma di aver tratto le conseguenze operative dall'evento. Dopo l'incidente sono stati intensificati i controlli sui carri merci e installati rilevatori di svio in circa dieci punti strategici lungo gli accessi alla galleria di base, in particolare prima dei cambi di binario presso i portali. Grazie a questi dispositivi, le Ffs hanno potuto revocare la riduzione temporanea di velocità all'imbocco del tunnel, sostenendo di operare oggi al di sopra dei requisiti minimi di legge in materia di sicurezza.







































































