Il 3 maggio 2026 Amazon ha annunciato il lancio di Amazon Supply Chain Services (Ascs), un'offerta commerciale che mette a disposizione di aziende esterne l'intera infrastruttura logistica del gruppo di Seattle. Non più un servizio riservato ai venditori del proprio marketplace, ma una proposta aperta a qualsiasi operatore industriale o commerciale che abbia necessità di trasportare merci, gestire magazzini o spedire pacchi.
L'offerta si articola in tre categorie. La prima, denominata Freight, copre il trasporto di merci e materie prime. La seconda, Distribution and fulfillment, include lo stoccaggio e la distribuzione di prodotti finiti. La terza, Parcel shipping, riguarda la consegna di pacchi al destinatario finale. Tra i primi clienti annunciati figurano Procter & Gamble, 3M, Lands' End e American Eagle Outfitters, aziende di grandi dimensioni con flussi logistici complessi e volumi rilevanti. Procter & Gamble utilizza i servizi di trasporto Amazon per spostare materie prime verso gli stabilimenti produttivi e per distribuire prodotti finiti attraverso la rete del gruppo; 3M li impiega per movimentare prodotti dai siti di produzione ai centri di distribuzione globali.
La notizia ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. Secondo Bloomberg, nella giornata del 4 maggio 2026, le azioni di FedEx hanno ceduto fino al 10%, con alcune fonti che indicano un calo del 7,4%. Ups ha registrato perdite analoghe, comprese tra l'8,9% e il 10%. Questi dati si riferiscono a cali massimi intraday o ai cali di chiusura. Le contrazioni hanno riguardato anche altri operatori del settore: Forward Air e Gxo Logistics hanno subito cali a doppia cifra, mentre Old Dominion Freight Line ha perso oltre il 5-6%. Si tratta di movimenti di borsa di entità considerevole, che riflettono la preoccupazione degli investitori per le conseguenze strutturali del nuovo servizio Amazon sul mercato nordamericano della logistica.
La mossa non giunge del tutto inattesa. Da anni Amazon opera nella logistica, prima progressivamente internalizzando le proprie esigenze logistiche, costruendo una rete capillare di centri di distribuzione, flotte aeree e servizi di consegna all'ultimo miglio. Secondo i dati di ShipMatrix, nel 2025 Amazon ha consegnato oltre un quarto dei 23,9 miliardi di pacchi spediti negli Stati Uniti, superando di recente l'Usps come principale fornitore di consegne per volume nel Paese. FedEx e Ups insieme hanno gestito nello stesso periodo circa un terzo dei volumi complessivi.
Morgan Stanley ha definito l'annuncio "un momento spartiacque per le società nordamericane di trasporto merci", indicando che i maggiori effetti si concentreranno sulle compagnie aeree cargo e sui corrieri espressi. Gli analisti della banca d'affari sottolineano che la transizione era attesa da tempo: Amazon aveva già offerto porzioni della propria catena logistica come servizi ai venditori terzi del marketplace, e l'apertura al mercato esterno rappresenta l'evoluzione naturale di quella strategia. Il lancio di Ascs arriva in un momento di ridefinizione dei rapporti tra Amazon e i suoi tradizionali fornitori logistici. Ups annunciò già all'inizio del 2025 la decisione di ridurre di oltre il 50% i volumi di consegne per Amazon entro metà 2026, con l'obiettivo di orientarsi verso spedizioni più redditizie. Quella scelta, presentata allora come una strategia di diversificazione del portafoglio clienti, appare oggi anche come una risposta anticipatoria a uno scenario competitivo che il gruppo di Seattle stava già preparando.




































































