Nel mercato europeo delle borse carichi esistono da anni diverse piattaforme digitali che mettono in contatto domanda e offerta di trasporto, ma Claudio Carrano – fondatore e Ceo di Golia360 - l’evoluzione tecnologica e i problemi di sicurezza che stanno emergendo nel settore richiedono strumenti diversi rispetto al passato. Con questo obiettivo la società ha sviluppato, insieme con Trans.eu, Golia Exchange, una nuova piattaforma che punta a integrare borsa carichi, pianificazione operativa e servizi digitali per le imprese di autotrasporto. Questo progetto s’inserisce nell’ecosistema di servizi sviluppato dal Gruppo 360Pay.
Carrano ricorda che le prime piattaforme hanno avuto il merito di aprire il mercato e far comprendere agli operatori i vantaggi di questi strumenti. Con il tempo però sono emersi anche alcuni problemi strutturali: “le due parti tipiche di una relazione su una borsa carichi non si vedono, non si conoscono e non hanno elementi utili per pesarsi reciprocamente”, osserva. In un settore come quello del trasporto, aggiunge, capire rapidamente chi sia l’interlocutore è un fattore essenziale.
Per questo motivo il progetto di Golia Exchange ruota attorno a quello che Carrano definisce una “borsa carichi relazionale”. L’obiettivo è ridurre la distanza tra gli operatori e mettere la relazione al centro del sistema. Un ruolo importante è svolto anche dall’integrazione con gli strumenti digitali già utilizzati dalle imprese. Secondo Carrano oggi una borsa carichi non può più essere un sistema isolato ma deve essere inserita in un ecosistema più ampio di servizi digitali, capace di dialogare con le piattaforme operative delle aziende.
Un altro elemento centrale del progetto riguarda la composizione della rete di operatori. L’idea è popolare la piattaforma con imprese già conosciute dal gruppo e con un livello di affidabilità verificato nel tempo. Molte di queste aziende, per esempio, utilizzano già servizi finanziari e operativi del gruppo, come quelli legati al pagamento dei pedaggi: “Quando paghi i pedaggi per conto di un’azienda devi conoscerla e lavorare con lei da anni”, spiega Carrano. Questo consente di costruire una base di utenti con un livello di affidabilità già accertato. L’obiettivo è anche spostare l’attenzione dal prezzo ad altri fattori che incidono sulla qualità del servizio: “Il prezzo non sparisce, ma diventa secondario rispetto a elementi come affidabilità, qualità del servizio e valore della relazione”.
Il tema della sicurezza ha avuto un peso rilevante nello sviluppo della piattaforma. Negli ultimi anni sono aumentati in Europa i casi di frodi realizzate attraverso le borse carichi, con aziende inesistenti o identità falsificate che si inseriscono nelle piattaforme digitali. Carrano sottolinea che la selezione preventiva degli operatori rappresenta una prima barriera contro questi fenomeni. Tuttavia, la strategia prevede anche strumenti successivi di tutela. Golia360 sta infatti lavorando alla digitalizzazione degli aspetti contrattuali e legali della relazione tra le parti. L’obiettivo è tracciare le trattative e formalizzare i passaggi dell’accordo in modo digitale, così da rendere più semplice la gestione di eventuali contenziosi. “Dove l’attività preventiva non è stata sufficiente, abbiamo già preparato il terreno per poter affrontare e risolvere eventuali distorsioni”, spiega Carrano.
Dal punto di vista tecnologico, la piattaforma è stata sviluppata internamente da Golia360. Matteo Maselli, direttore tecnico operativo del gruppo, spiega che uno degli obiettivi principali è avvicinare la fase di pianificazione operativa alla borsa carichi, sfruttando i dati già disponibili nei sistemi delle aziende. In precedenza Golia offriva un’integrazione con la piattaforma Timocom, ma si tratta principalmente di una visualizzazione dei carichi disponibili all’interno della mappa operativa del sistema. Con Golia Exchange, invece, è stata realizzata un’integrazione più profonda con Trans.eu: “Abbiamo creato un database condiviso e una vera integrazione dei dati”, spiega Maselli.
La piattaforma introduce un modello a due livelli. Il primo è una borsa carichi privata, accessibile agli utenti certificati di Golia Exchange e ai clienti dei servizi 360. In questo ambiente ristretto gli operatori possono pubblicare e negoziare i carichi con aziende che hanno già superato una fase di verifica. Il secondo livello è la borsa pubblica di Trans.eu, a cui è possibile accedere quando il carico non trova corrispondenza nella rete ristretta. Secondo Maselli questo modello consente di combinare controllo e ampiezza del mercato. “Nella borsa privata so che le aziende sono state certificate da noi o da 360Pay e ho un livello di fiducia più alto”, spiega. Se necessario, l’operatore può comunque pubblicare il carico sulla piattaforma pubblica, mantenendo però un elemento distintivo: gli utenti di Golia Exchange sono identificati con un badge che segnala l’appartenenza alla rete.
Un’altra caratteristica della piattaforma riguarda l’utilizzo dei dati operativi per supportare la negoziazione del prezzo. Il sistema utilizza informazioni come la tipologia del veicolo, il tempo residuo di guida dell’autista, le finestre temporali di carico e scarico, il costo chilometrico, il costo orario e i consumi. Su questa base elabora una stima del costo potenziale del trasporto. “Facciamo una proiezione dei costi e suggeriamo un intervallo di prezzo all’interno del quale negoziare”, afferma Maselli. Il valore non rappresenta una tariffa vincolante, ma un riferimento che aiuta il trasportatore a valutare la sostenibilità economica dell’operazione.
Il sistema utilizza anche dati di telemetria e geolocalizzazione dei veicoli, quando disponibili, per migliorare l’accuratezza delle stime. Maselli precisa che la piattaforma analizza le rotte abituali, i veicoli disponibili e l’area geografica in cui opera l’impresa per proporre in modo prioritario i carichi più pertinenti. L’obiettivo è ridurre il tempo necessario per individuare le opportunità di trasporto all’interno di un’offerta molto ampia. In futuro è prevista l’introduzione di algoritmi d’intelligenza artificiale per suggerire automaticamente i carichi più coerenti con le rotte e le caratteristiche operative dell’azienda.
La prima fase di sviluppo è destinata soprattutto a raccogliere riscontri dagli utilizzatori e a perfezionare le funzionalità della piattaforma. Le fasi successive prevedono un’integrazione progressiva con gli altri servizi del Gruppo 360. Tra le possibili evoluzioni potranno esserci l’integrazione con i servizi di prenotazione dei traghetti o con le attività doganali. In uno scenario futuro, acquisendo un trasporto internazionale, l’utente potrebbe ricevere direttamente dalla piattaforma anche le proposte relative ai servizi necessari per completare il viaggio.
Un’altra area di sviluppo riguarda la condivisione dei dati operativi con i committenti. In collaborazione con Trans.eu, Golia360 sta valutando l’integrazione della geolocalizzazione dei veicoli per certificare automaticamente le fasi di ritiro e consegna delle merci. Nel lungo periodo, l’accumulo di dati potrebbe consentire di sviluppare modelli più avanzati di calcolo dei costi di trasporto. Secondo Maselli questa è una delle sfide principali, perché il costo effettivo di una tratta dipende da numerosi fattori che cambiano nel tempo, come il prezzo del carburante, i pedaggi, i costi dei tunnel o le condizioni contrattuali con i fornitori di servizi.
M.L.




































































