La filiale italiana di Ceva Logistics è ancora nel mirino della Procura di Milano per presunte irregolarità fiscali e nella somministrazione di manodopera. I magistrati hanno disposto il 27 febbraio 2026 un sequestro preventivo per oltre 27,3 milioni di euro, eseguito tra il 2 e il 3 marzo dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, nei confronti di Ceva Logistics Italia e Ceva Ground Logistics Italy. L’ipotesi di reato è dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, nell’ambito di un sistema di appalti ritenuti simulati che avrebbero celato una somministrazione irregolare di manodopera nel settore della logistica.
Il periodo oggetto di contestazione riguarda gli anni d’imposta dal 2020 al 2024. Secondo gli inquirenti, le società avrebbero fatto ricorso a una rete di cooperative e società appaltatrici, descritte come “serbatoi di manodopera”, formalmente titolari di contratti di appalto per servizi di movimentazione, facchinaggio e gestione operativa di magazzino. Nella ricostruzione della Procura, tali soggetti avrebbero avuto una struttura organizzativa limitata e una durata spesso contenuta, fungendo da filtro nella gestione del personale impiegato nei siti logistici.
Il meccanismo ipotizzato prevede che le società appaltatrici emettessero fatture a fronte di contratti ritenuti giuridicamente inesistenti. In questo modo, la committente avrebbe potuto dedurre i costi e detrarre l’Iva, mentre la fornitura di forza lavoro sarebbe avvenuta in modo sostanzialmente diretto, eludendo le regole in materia fiscale, previdenziale e giuslavoristica. Il sequestro per equivalente è parametrato al presunto profitto derivante dal sistema contestato. Contestualmente al sequestro, i finanzieri hanno effettuato perquisizioni locali e informatiche in diverse sedi sul territorio nazionale per acquisire documentazione contrattuale, contabile e informatica relativa ai rapporti con i fornitori di servizi e alle modalità di gestione del personale.
L’operazione rappresenta un ulteriore sviluppo del filone investigativo avviato negli ultimi anni dalla Procura milanese sul comparto della logistica, in particolare nell’area dell’hinterland sud del capoluogo lombardo. Negli anni recenti provvedimenti analoghi hanno interessato altri operatori di grandi dimensioni, con sequestri di importo rilevante fondati su schemi ritenuti simili: catene di appalto articolate su più livelli, cooperative a bassa patrimonializzazione e rotazione frequente dei soggetti giuridici coinvolti.
La stessa Ceva Logistics è stata coinvolta nel 2019, quando sempre il Tribunale di Milano dispose l’amministrazione giudiziaria della divisione Contract Logistics di Ceva Logistics Italia, nell’ambito dell’inchiesta sul consorzio Premium Net, attivo nella gestione della piattaforma di Stradella, in provincia di Pavia. Nel corso del 2020 il Tribunale di Milano revocò anticipatamente la misura, riconoscendo alla società un rilevante impegno collaborativo e un intervento strutturale sulla catena degli appalti. Nel provvedimento di chiusura, Ceva venne indicata come un esempio di riorganizzazione della filiera in un contesto caratterizzato da diffuse criticità nel settore.
Il nodo centrale resta la distinzione tra appalto genuino e somministrazione di manodopera. Nel primo caso, l’appaltatore organizza in autonomia mezzi e personale, assumendosi il rischio d’impresa; nel secondo, il personale opera sotto il potere direttivo e organizzativo del committente, configurando una fornitura di lavoro che richiede specifici requisiti e autorizzazioni. La qualificazione del rapporto incide sia sul piano fiscale, in termini d’Iva e deducibilità dei costi, sia su quello contributivo e retributivo, con possibili responsabilità in capo al committente.
P.R.








































































