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Podcast K44

Cronaca

  • A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    A Parma 162 infrazioni nell’autotrasporto primi sette mesi 2026

    Nei primi sette mesi del 2026, la Polizia Locale di Parma ha controllato 65 veicoli industriali lungo le principali arterie, contestando 162 infrazioni tra cronotachigrafo, velocità e riposi. Tra i casi più gravi, la manomissione dei sigilli di un sistema Kitas.

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  • La navigazione a Hormuz resta ai minimi termini

    La navigazione a Hormuz resta ai minimi termini

    Il transito delle navi nello stretto di Hormuz mostra ancora numeri bassi. L’Iran ha esteso il numero delle navi bandite a 56 le navi bandite e ha colpito due petroliere saudite, uccidendo due marittimi filippini. Washington rivendica volumi il passaggio record di greggio, ma il tracciamento indipendente mostra maggiore cautela.

Autotrasporto

    Amazon ferma il robot Blue Jay dopo soli sei mesi

    Foto: Amazon

    Amazon ha annunciato l’interruzione del progetto Blue Jay, sistema robotico multi-braccio destinato ai magazzini di consegna in giornata negli Stati Uniti. Il fermo è avvenuto a gennaio 2026, a meno di sei mesi dalla presentazione pubblica avvenuta in ottobre. La decisione riguarda l’hardware del robot, mentre la tecnologia sviluppata sarà integrata in altri programmi di robotica della divisione Amazon Robotics. Blue Jay era stato concepito per operare nei centri same-day, strutture di dimensioni più contenute rispetto ai tradizionali fulfillment center e focalizzate su ordini con consegna in giornata. Il sistema era dotato di più bracci di presa e progettato per ordinare, spostare e consolidare colli lungo un’unica linea compatta, accorpando attività che normalmente richiedono stazioni distinte di picking, stoccaggio e smistamento. La sperimentazione pilota si è svolta in un impianto in South Carolina.

    Secondo quanto dichiarato da un portavoce di Amazon, Terrence Clark, Blue Jay era un prototipo e non un prodotto industrializzato su larga scala. L’azienda ha precisato che, pur interrompendo il programma hardware, riutilizzerà la tecnologia di base, in particolare il software di manipolazione, i sistemi di riconoscimento e gli algoritmi di controllo, in altri progetti già in corso. Gli ingegneri e i tecnici coinvolti sono stati riallocati su nuove iniziative interne, senza indicazioni di riduzioni di organico legate direttamente a questo progetto.

    Lo sviluppo di Blue Jay aveva richiesto circa un anno, un periodo ridotto rispetto ai cicli tradizionali della robotica di magazzino, grazie all’impiego di strumenti avanzati di simulazione e d’intelligenza artificiale. Tuttavia, secondo fonti di stampa statunitensi, il sistema avrebbe incontrato problemi connessi ai costi complessivi e alla complessità di produzione e implementazione. In particolare, l’architettura multi-braccio e la sensoristica associata avrebbero reso più costosa l’industrializzazione su larga scala e l’integrazione nei profili di magazzini esistenti.

    Il contesto in cui è sorta questa decisione è quello di un’evoluzione più ampia della rete logistica di Amazon. Il gruppo sta progressivamente abbandonando la precedente architettura dei magazzini same-day, indicata come Local Vending Machine, per adottare un nuovo modello modulare denominato Orbital. Quest’ultimo punta a una maggiore flessibilità e a una più agevole scalabilità anche in spazi ridotti, come strutture integrate in punti vendita Whole Foods. In parallelo, Amazon sta sviluppando soluzioni come Flex Cell, che potrebbero incorporare parte della tecnologia maturata con Blue Jay.

    Blue Jay era stato presentato come un supporto ai lavoratori di magazzino, descritto come “un paio di mani in più” per le attività ripetitive e fisicamente gravose. L’obiettivo era migliorare sicurezza ed ergonomia, non sostituire integralmente il personale. Amazon dispone già di centinaia di migliaia di robot operativi nella propria rete globale, frutto anche dell’acquisizione di Kiva Systems, e ha introdotto negli ultimi anni sistemi come Vulcan, robot bi-braccio per la movimentazione in scaffale. In questo quadro, l’interruzione di Blue Jay viene letta come un aggiustamento tattico all’interno di una traiettoria di lungo periodo orientata all’integrazione uomo-macchina.

    P.R.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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