Maher Terminals, il più grande terminal container del porto di New York–New Jersey, è in vendita con una valutazione superiore ai tre miliardi di dollari, pari a circa 2,75 miliardi di euro. La notizia è ufficiosamente apparsa all’inizio di febbraio 2026, a breve distanza dal rinnovo della concessione da parte della Port Authority of New York and New Jersey, che ha esteso il contratto fino a settembre 2063. Il venditore è Macquarie Asset Management, che controlla l’assetto attraverso il proprio fondi infrastrutturale Macquarie Infrastructure Partners III.
Il terminal si trova a Elizabeth, nel New Jersey, e si estende su una superficie di oltre 1,82 chilometri quadrati. È dotato di banchine profonde e piazzali in grado di accogliere le grandi portacontainer impiegate sulle rotte transoceaniche. Maher movimenta oltre un terzo dei volumi di container dell’intero sistema portuale, con più di tre milioni di teu su circa 8,7 milioni di teu annui complessivi. Finora è l’unico tra i cinque principali terminal di questo bacino portuale a non essere controllato da una compagnia di navigazione.
Il processo di vendita non risulta formalmente avviato e non è stata definita una tempistica precisa, ma sono in corso contatti preliminari con potenziali acquirenti industriali e finanziari. Tra i soggetti interessati sono indicati grandi armatori globali e operatori terminalistici internazionali, affiancati da fondi infrastrutturali di grandi dimensioni. In alcuni casi si valuta la possibilità di operazioni congiunte tra investitori finanziari e operatori industriali, con l’obiettivo di combinare capitale e competenze operative.
La valutazione superiore ai tre miliardi di dollari riflette non solo la scala dell’assetto, ma anche la durata residua della concessione. L’estensione di 33 anni garantisce una visibilità di lungo periodo sui flussi di cassa, elemento centrale per l’interesse dei fondi infrastrutturali a profilo di rischio contenuto. La stabilità regolatoria e contrattuale rafforza il posizionamento di Maher tra gli assetti portuali più appetibili del mercato nordamericano.
Il principale termine di confronto è rappresentato dall’operazione conclusa nel 2023, quando due terminal del complesso, Port Liberty New York e Port Liberty New Jersey, sono stati acquisiti per circa tre miliardi di dollari, pari a circa 2,8 miliardi di euro. In termini di superficie e capacità operativa, Maher è più grande, elemento che contribuisce a sostenere una valutazione analoga o superiore, nonostante un contesto macroeconomico meno espansivo rispetto a due anni fa.
Il porto di New York–New Jersey serve il più grande mercato di consumo degli Stati Uniti ed è un nodo centrale per i traffici transatlantici e per i collegamenti Asia–East Coast via Suez e Panama. In un contesto di riallocazione dei flussi commerciali globali, con una crescente attenzione verso i porti della costa Est rispetto a quelli della West Coast, il controllo di un terminal chiave come Maher da parte di una compagnia di navigazione rappresenta un vantaggio competitivo rilevante.
Per Macquarie Asset Management, la possibile dismissione s’inserisce in una strategia di rotazione del portafoglio infrastrutturale. Per il fondo, questo assetto è considerato maturo, con profili di rischio ormai consolidati, e il momento di mercato consente di valorizzarlo sfruttando multipli elevati per le infrastrutture portuali strategiche, come già avvenuto in operazioni analoghe negli Stati Uniti.
L’eventuale cambio di proprietà avrebbe effetti anche sul governo del porto. Un’acquisizione da parte di un grande armatore ridurrebbe ulteriormente il numero di terminal indipendenti nel complesso NY/NJ, rafforzando una tendenza già evidente verso il controllo diretto delle infrastrutture da parte delle compagnie di navigazione. Questo scenario potrebbe incidere sulle condizioni di accesso e sulle dinamiche concorrenziali per gli altri vettori che utilizzano il terminal.
P.R.






























































