Un’indagine per presunta corruzione nei controlli doganali è in corso nel porto di Brindisi. All’inizio di febbraio 2026, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi ha disposto perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di sei persone, ritenute indiziate, in ipotesi d’accusa, di reati contro la Pubblica Amministrazione. Cinque dei soggetti coinvolti sono funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in servizio nello scalo portuale, mentre il sesto è un soggetto esterno. La Finanza non ha comunicato il nome degli indagati.
I provvedimenti sono stati eseguiti dagli ufficiali del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Brindisi, su delega dell’Autorità giudiziaria procedente. L’inchiesta s’inserisce in un filone di indagine complesso avviato dalla Procura e sviluppato con la collaborazione della stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al cui centro c’è l’ipotesi di una corruzione legata allo svolgimento delle attività doganali.
Secondo gli inquirenti, alcuni funzionari avrebbero favorito l’introduzione in Italia di merci provenienti dall’estero in cambio di beni o altre utilità di natura economica o materiale. Le investigazioni avrebbero consentito di ricostruire diversi episodi, collocati principalmente nel corso dell’ultimo anno, senza che al momento siano stati resi noti né i Paesi di provenienza delle merci né le tipologie merceologiche interessate, anche perché le indagini sono ancora in una fase istruttoria. Non risultano misure cautelari personali, come arresti o sospensioni dal servizio, nei confronti degli indagati, che restano a piede libero.









































































