La recente circolare del ministero dei Trasporti sui tempi di attesa per le operazioni di carico e scarico interviene su un tema centrale per il trasporto su strada, la logistica e i traffici portuali, definendo un quadro di regole più chiaro e uniforme. Il provvedimento stabilisce la distinzione tra tempi effettivi di carico e scarico e tempi di attesa, fissando una franchigia di novanta minuti oltre la quale scatta un indennizzo automatico pari a 100 euro per ogni ora o frazione di ritardo. L’obiettivo è rafforzare la tutela del vettore e aumentare la trasparenza nei rapporti tra committenza, operatori logistici e terminal.
Sogedim sottolinea che la circolare del ministero, la nuova disciplina vuole ridurre le attese improduttive che incidono sui costi operativi e sulla puntualità delle consegne, elementi che negli ultimi anni hanno pesato in modo crescente sull’efficienza della catena di fornitura industriale. La certezza delle regole introduce un incentivo concreto alla programmazione delle finestre operative, spingendo tutti gli attori coinvolti a una gestione più rigorosa dei flussi in entrata e in uscita dai siti logistici, dagli stabilimenti produttivi e dalle aree portuali.
In questo contesto, lo spedizioniere interpreta la normativa come uno strumento per aumentare l’efficienza operativa. Secondo l’azienda, la chiarezza introdotta dal ministero può tradursi in benefici misurabili se accompagnata da una pianificazione strutturata delle operazioni. “La chiarezza normativa è fondamentale per ridurre i tempi improduttivi e migliorare puntualità e qualità del servizio”, osserva Valentin Dima di Sogedim, rilevando come una gestione corretta delle finestre di carico e scarico consenta di migliorare l’impiego dei mezzi e delle risorse.
L’impatto della normativa è molto rilevante nel settore alimentare e bevande, dove il fattore tempo è strettamente legato alla qualità del prodotto e alla continuità della catena del freddo. Nei trasporti a temperatura controllata, ritardi e soste non programmate possono incidere sulla durata di conservazione e sull’affidabilità delle consegne. “Per freschi e surgelati, il tempo è un parametro di qualità”, spiega Tommaso Torri, Chief Commercial Officer – Food & Beverage di Sogedim. “Ridurre i tempi di attesa significa tutelare la catena del freddo e il livello di servizio offerto ai clienti”.
Effetti importanti emergono anche nel contesto portuale e nei traffici mare–terra, dove la puntualità delle operazioni di carico e scarico condiziona la regolarità dei flussi e la continuità delle attività nei terminal. Una regolamentazione più precisa dei tempi di attesa favorisce una migliore sincronizzazione tra trasporto stradale, operazioni portuali e collegamenti intermodali. “Una disciplina chiara sui tempi di attesa migliora la pianificazione nei terminal e aumenta il controllo operativo su tutta la filiera”, evidenzia Simone Morelli, Chief Operating Officer – Overseas di Sogedim, richiamando l’attenzione sull’affidabilità complessiva dei traffici.
Sogedim conclude che la riduzione delle inefficienze legate alle soste non operative contribuisce a una pianificazione più ordinata dei flussi d’import-export, con ricadute positive sulla competitività dei porti e dei corridoi logistici nazionali rispetto ai principali hub europei. In questo scenario, l’adozione di soluzioni organizzative e digitali dedicate alla gestione delle finestre di carico e scarico diventa un fattore chiave per trasformare l’obbligo normativo in un vantaggio operativo.


























































