Oltre sette tonnellate di sigarette di contrabbando, nascoste dietro un carico apparentemente regolare di caffè, sono state sequestrate a gennaio 2026 dalla Guardia di Finanza di Padova durante un controllo serale lungo la tangenziale nord della città. L’operazione, condotta dai militi del nucleo mobile del gruppo Padova, si è conclusa con l’arresto del conducente del camion, un cittadino moldavo, accusato di contrabbando aggravato di tabacchi e contraffazione.
Il fermo è avvenuto intorno alle 20.00, quando l’andatura incerta dell’autoarticolato ha attirato l’attenzione della pattuglia impegnata nei controlli sui trasporti internazionali su strada. Alla richiesta di chiarimenti, il conducente ha esibito documenti di viaggio che indicavano un carico composto da macchine usate per il caffè espresso, imballaggi e chicchi di caffè arabica, destinati a una società con sede a Bruxelles e provenienti, secondo quanto dichiarato, da una torrefazione padovana.
L’apertura dei portelloni del semirimorchio ha però rivelato una situazione diversa. Dietro le macchine per il caffè, disposte come carico di copertura, era nascosta altra merce avvolta da teli. La rimozione delle protezioni e l’apertura di alcuni colli hanno portato alla scoperta di una grande quantità di tabacchi lavorati esteri: 35.082 stecche di sigarette prive dei contrassegni dei Monopoli di Stato e recanti marchi contraffatti come Marlboro Red, Marlboro Gold e Lm.
Insieme alle sigarette i finanzieri hanno sequestrato l’intero autoarticolato e le macchine per il caffè utilizzate per mascherare il carico illecito. Secondo la Guardia di Finanza, si tratta di uno dei sequestri su strada più rilevanti mai effettuati in Veneto per quantità di tabacco intercettato. Alla luce dell’entità del carico, delle modalità di occultamento e delle dichiarazioni ritenute poco attendibili, il conducente è stato arrestato. Il tribunale di Padova ha successivamente convalidato il provvedimento, disponendo nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. Oltre al contrabbando, è stato contestato anche il reato di contraffazione aggravata. Le sigarette, se immesse sul mercato illegale, sarebbero state vendute al dettaglio senza autorizzazione, con un’evasione fiscale stimata in circa 1,4 milioni di euro tra accisa e imposta sul valore aggiunto.

































































