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Podcast K44

Cronaca

Normativa

Autotrasporto

    Le novità per il trasporto marittimo globale nel 2026

    Dal 1 gennaio 2026 l’impianto regolatorio dell’Imo ha cambiato passo con un messaggio esplicito: la sicurezza della navigazione viene riletta includendo in modo strutturale il benessere e la dignità delle persone a bordo. La riforma, adottata dal Maritime Safety Committee nelle sessioni Msc 107 del 2023 e Msc 108 del 2024, aggiorna convenzioni e codici che toccano direttamente armatori, operatori logistici, terminal, enti di formazione, società di classificazione e amministrazioni nazionali. Il lavoro è stato sviluppato anche con il contributo dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) attraverso il gruppo tripartito congiunto Ilo Imo, con l’obiettivo di allineare gli strumenti marittimi con l’evoluzione delle tutele sul lavoro.

    La novità con maggiore impatto culturale e organizzativo è l’inserimento, nel Codice Stcw, di contenuti obbligatori nei corsi di formazione di base legati alla sicurezza personale e alle responsabilità sociali. Secondo la risoluzione adottata a Msc 108, i programmi devono includere il riconoscimento di violenza, molestie sessuali, bullismo e aggressioni sessuali, la comprensione delle conseguenze sulla sicurezza e sulla salute, l’analisi dei fattori che favoriscono gli episodi, le strategie di prevenzione e le modalità di risposta, fino a procedure di segnalazione sicure, accessibili e con protezioni rispetto a ritorsioni e violazioni della riservatezza. L’impostazione, per come è stata costruita, sposta il baricentro dalla sola reazione disciplinare alla gestione preventiva del rischio umano, con ricadute dirette sulla sicurezza operativa, sulla tenuta della guardia e sulla qualità della vita a bordo.

    Il Segretario Generale dell’Imo, Arsenio Dominguez, ha collegato questi interventi a un’esigenza sia etica sia industriale, sostenendo che un ambiente di lavoro rispettoso è condizione pratica per la sostenibilità del settore e per la capacità di trattenere competenze. La dimensione delle criticità richiamate nel materiale è supportata anche da evidenze citate in ambito scientifico e istituzionale: viene richiamato un quadro in cui una quota rilevante di marittimi risulta esposta a episodi di violenza sul lavoro, con impatti su salute mentale, coesione dell’equipaggio e gestione degli errori, mentre le donne risultano più esposte a discriminazioni e molestie. Per gli operatori, il punto non è soltanto l’adeguamento dei programmi formativi, ma la traduzione dei requisiti in procedure interne, canali di segnalazione credibili e pratiche di leadership coerenti, perché la norma incide sul comportamento a bordo solo se sostenuta da processi aziendali verificabili.

    Accanto al capitolo umano, il Pacchetto 2026 introduce obblighi che toccano direttamente la catena logistica, in particolare per il trasporto di container. Le modifiche a Solas e Marpol rendono globale l’obbligo di segnalare senza ritardo la perdita di container in mare, nonché l’avvistamento di container alla deriva. Il comandante deve informare le navi vicine e lo Stato costiero più vicino e, tramite lo Stato di bandiera, garantire la notifica all’Imo. Le informazioni richieste includono identità della nave, coordinate, data e ora in Utc, numero e tipologia dei container e l’eventuale presenza di merci pericolose con numeri Un. È previsto un meccanismo di segnalazione progressivo, con un rapporto iniziale anche incompleto e successive integrazioni fino alla relazione finale dopo ispezione approfondita; se la nave non è in grado di segnalare, l’obbligo ricade sulla compagnia. L’Imo ha anche approvato un modello uniforme di segnalazione tramite circolare del sottocomitato Competenza E Carico, in attesa di un modulo dedicato nel sistema Gisis.

    Per armatori, caricatori e gestori della catena di approvvigionamento, la conseguenza è un aumento della tracciabilità regolatoria degli incidenti di carico, con riflessi su gestione delle emergenze, comunicazioni verso clienti e autorità, e profili assicurativi. La presenza di un modello standard consente inoltre, nel tempo, una base dati più comparabile per valutare frequenza e dinamiche degli eventi, utile anche per le analisi di rischio su rotte, stagionalità e condizioni meteo-marine, pur restando determinante la qualità delle informazioni disponibili nelle prime ore.

    Sul fronte della sicurezza di bordo e della manutenzione, l’introduzione del nuovo Regolamento Solas Ii-1/3-13 definisce requisiti obbligatori per progettazione, costruzione, esercizio, ispezione, collaudo e manutenzione di apparecchi di sollevamento e argani, includendo le attrezzature sciolte. Per i nuovi impianti installati dal 1 gennaio 2026 è richiesta una certificazione prima dell’entrata in servizio, con approvazione dei piani, verifica materiali, ispezioni in fabbricazione e collaudi sotto carico a bordo. Per gli impianti già installati prima della data di entrata in vigore sono previsti collaudo ed esame approfondito entro la prima ispezione di rinnovo successiva al 1 gennaio 2026, oltre a marcatura permanente con Portata di Lavoro Sicura e documentazione probatoria. È inoltre fissata una periodicità minima di cinque anni dei collaudi sotto carico, o anticipata in caso di riparazioni e modifiche rilevanti. Le linee guida tecniche Imo, richiamate nel materiale, dettagliano criteri e prassi, creando un riferimento operativo anche per società di classificazione e auditor.

    Gli emendamenti includono anche interventi sulla prevenzione incendi e sulla qualità dei combustibili. Da un lato sono rafforzati gli obblighi documentali prima del rifornimento, con dichiarazione firmata del fornitore che attesti la conformità al requisito del punto di infiammabilità previsto da Solas e l’indicazione del metodo di prova, oltre a requisiti specifici nel documento di consegna del combustibile. Dall’altro lato, sul versante delle sostanze utilizzate nei sistemi antincendio, viene vietato l’uso o lo stoccaggio di agenti estinguenti contenenti Pfos in concentrazioni superiori a 10 mg/kg. La regola si applica alle navi nuove dalla posa della chiglia del 1 gennaio 2026, mentre per le navi esistenti l’adeguamento è richiesto entro la prima ispezione successiva al 1 gennaio 2026. Per la gestione tecnica e approvvigionamenti questo significa mappatura dei sistemi installati, analisi delle schede prodotto e programmazione delle sostituzioni in coerenza con finestre ispettive e disponibilità di soluzioni alternative.

    Per le navi passeggeri con spazi veicoli, categoria speciale e ro-ro, gli emendamenti introducono un rafforzamento sostanziale dei sistemi di rilevazione, allarme e controllo visivo, prevedendo rilevatori di fumo e calore con requisiti specifici di copertura e un sistema di videosorveglianza con capacità di riproduzione immediata e conservazione delle registrazioni per almeno sette giorni. L’applicazione è immediata per le nuove costruzioni dal 1° gennaio 2026, mentre per le navi esistenti è prevista una finestra fino alla prima ispezione successiva al 1° gennaio 2028. Qui l’impatto ricade sulla progettazione impiantistica, sulla continuità operativa del sistema e sull’integrazione con procedure di pattugliamento e risposta.

    Nella navigazione commerciale legata a container e rinfuse, le modifiche a Solas V/19 prevedono per nuove portacontainer e portarinfuse sopra 3.000 tonnellate di stazza lorda, costruite dal 1° gennaio 2026, l’adozione di un inclinometro elettronico o sistemi equivalenti per determinare, visualizzare e registrare il movimento di rollio, con registrazione anche nel registratore dei dati di viaggio. La misura è indirizzata alla stabilità operativa e alla disponibilità di dati oggettivi in caso di eventi di mare e incidenti, con possibili effetti sulle analisi post evento e sulle pratiche di gestione del rischio.

    Il pacchetto 2026 interviene anche sulle navi che utilizzano gas o combustibili a basso punto di infiammabilità, aggiornando i requisiti del Codice Igf su aspetti di progettazione, aree pericolose, protezione antincendio, procedure di rifornimento e ridondanza, mentre il Codice Igc viene aggiornato includendo l’accettazione di materiali criogenici come l’acciaio ad alto contenuto di manganese. Pur essendo ambiti più specialistici, il punto operativo è l’adeguamento dei criteri di progetto e delle verifiche di conformità in fase di nuova costruzione o conversione, con effetti anche sul dialogo tecnico tra armatori, cantieri e classifiche.

    Per le merci pericolose, l’entrata in vigore obbligatoria dal 1° gennaio 2026 dell’Imdg consolidato che incorpora l’emendamento 42-24 aggiorna la lista delle merci pericolose con oltre 60 revisioni, introduce undici nuovi numeri Un per materiali emergenti come batterie agli ioni di sodio e veicoli alimentati al litio, aggiorna istruzioni d’imballaggio e disposizioni speciali e rafforza aspetti documentali, tra cui l’indicazione dei pericoli primari e sussidiari nei piani di stivaggio. La riclassificazione di alcune voci, inclusi vincoli più severi su specifiche configurazioni di batterie al litio, incide su preparazione documentale, stivaggio, accettazione al carico e formazione del personale di terra e di bordo, con un impatto diretto anche per terminal e spedizionieri che operano su rotte miste cargo passeggeri.

    Sul piano dell’implementazione, la portata globale degli emendamenti dipende, oltre che dalla vigenza delle convenzioni, dall’applicazione da parte degli Stati di bandiera e dall’attività di controllo degli Stati portuali. Nel Regno Unito, secondo quanto riportato nel materiale, la Maritime And Coastguard Agency ha indicato l’applicazione automatica degli aggiornamenti Stcw tramite il quadro regolatorio nazionale e ha istruito i fornitori di formazione a integrare i requisiti nei corsi erogati dal 1° gennaio 2026, mantenendo la validità dei certificati pregressi.

    Nell’Unione Europea, l’Agenzia Emsa supporta Stati membri e Commissione nelle attività di aggiornamento e nelle sottomissioni tecniche ai comitati Imo, inclusi i lavori preparatori sulla revisione Stcw in vista delle riunioni del sottocomitato Elemento umano formazione e tenuta della guardia previste nel 2026. In Italia, il ministero dei Trasporti coordina l’applicazione attraverso gli organismi di classificazione riconosciuti, che svolgono anche compiti statutari delegati per ispezioni e certificazioni.

    Mara Gambetta

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