Nella notte tra il 7 e l’8 aprile 2026 è iniziata la tregua tra Stati Uniti e Iran, che prevede anche la riapertura alla navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz. Ed effettivamente durante la mattina dell’8 aprile le prime vani cargo sono transitate nello stretto. La prima è stata la portarinfuse con bandiera liberiana Daytona Beach, salpata dal porto iraniano di Bandar Abbas, seguita dalla portarinfuse greca NJ Hearth.
Ma durante la giornata lo scenario è peggiorato: Israele ha bombardato Beirut, mentre l’Iran ha colpito una raffineria e due impianti di desalinizzazione in Kuwait. Nel pomeriggio, l’agenzia iraniana Fars – affiliata alle Guardie della Rivoluzione (Irgc) - ha comunicato che sarebbe stato bloccato il transito delle petroliere, proprio a causa del bombardamento della capitale libanese. Poi, l’agenzia Mehr, sempre iraniana, ha affermato che Teheran sta preparando “pesanti attacchi” su Israele.
La Bbc ha diffuso un comunicato dell’Irgc in cui la milizia iraniana annuncia alle navi presenti nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman che “transitare nello stretto di Hormuz rimane chiuso e hai bisogno del permesso dell'Irgc prima di navigare attraverso lo stretto. Qualsiasi nave che cerchi di viaggiare in mare sarà presa di mira e distrutta”. La situazione resta quindi precaria e ad alto rischio, una condizione che non spingerà certo le compagnie marittime a transitare a Hormuz.







































































