Dal 2017, anno della presentazione ufficiale, le notizie sul trattore stradale elettrico Tesla Semi mostrano un flusso carsico: a periodi di grandi annunci ne seguono altri, ben più lunghi, di silenzi. Novembre 2025 rientra nel primo caso: durante l'Annual Shareholder Meeting di Tesla tenutosi ad Austin, in Texas, la società statunitense ha presentato una nuova generazione del veicolo, ma nello stesso tempo ha annunciato un ulteriore rinvio della sua vendita su scala commerciale al secondo trimestre del 2026 (la prima data annunciata fu del 2019). Lo ha dichiarato lo stesso fondatore e Ceo, Elon Musk, precisando che la produzione inizierà nello stabilimento del Nord Nevada.
La nuova generazione del Tesla Semi nasce dalla sperimentazione operativa in corso con diversi esemplari assegnati ad alcune grandi imprese statunitensi. Secondo Tesla, rispetto al modello attuale quello nuovo offre un’efficienza energetica superiore del 15%, con un consumo che sarebbe sceso a 1,7 kWh per miglio, equivalente a circa 1,06 kWh per chilometro, portando l’autonomia a circa 800 chilometri con una carica completa. Già durante le prove condotte da Dhl nell'estate del 2024, il Semi ha percorso 390 miglia (circa 625 km) completamente carico con una massa complessiva di 75mila libbre (34 tonnellate). La potenza del motore resta a 800 kW, ma Tesla ha implementato miglioramenti nel sistema di raffreddamento, nel software e nella gestione termica.
Il nuovo Tesla emi si distingue anche per il disegno della cabina, che dovrebbe migliorare l’aerodinamica. Il frontale è stato ridisegnato con una barra luminosa che riprende lo stile dell’autovettura Model Y, sostituendo i fari tradizionali con un'illuminazione più moderna e integrata. Il parabrezza avvolgente è stato ridimensionato e reso più piccolo, contribuendo sia all'aerodinamica che alla riduzione del peso e il tetto è stato modellato con un profilo più arrotondato per migliorare il flusso d'aria e ridurre la resistenza. Modificati anche il pannello laterale, i paraurti e l’area intorno alle ruote.
Un elemento molto importante nella mobilità elettrica è il sistema di ricarica delle batterie e Tesla è intervenuto anche in ciò. Ha introdotto un sistema di ricarica ultra-veloce di nuova generazione, così che il nuovo Tesla Semi può supportare una potenza di ricarica di picco pari a 1,2 MW, un valore superiore a quello offerto dagli attuali Megacharger. In concreto, ciò ridurrà i tempi di ricarica. A tale proposito, Tesla sta espandendo la propria rete di stazioni di ricarica Megacharger, che nel 2027 raggiungerà le 46 installazioni.
Tesla ha anche affermato che il nuovo Semi offrirà una maggiore capacità di carico, ma non ha fornito altri particolari. Probabilmente è stata ottenuta dalla riduzione del peso delle batterie, rese più efficienti, diminuenedo così la tara. Ricordiamo che le normative statunitensi impongono una massa complessiva massima di 82mila libbre, pari a circa 37 tonnellate. In particolare, le nuove celle batteria, denominate 4680 Gen 2, hanno un guscio più leggero e una migliore densità energetica e si stima che la tara del Semi dovrebbe ridursi a 23mila libbre, pari a circa 10.500 chili.
Il nuovo Tesla Semi è stato progettato per implementare la guida autonoma, anche se Musk non si è spinto a dichiarare quando sarà possibile quella di livello 5, ossia con l’assenza di un autista a bordo. Secondo quanto ha dichiarato in precedenza Lars Moravy, vicepresidente dell'ingegneria dei veicoli Tesla, la guida autonoma potrebbe essere inizialmente applicata nelle attività di carico e scarico. Dal punto di vista tecnico, Ashok Elluswamy, vicepresidente del software Autopilot/AI, ha spiegato che il sistema di guida autonoma del Semi deriverà da quello delle autovetture.
Un elemento essenziale per la commercializzazione su larga scale del Tesla Semi è il completamento della fabbrica del Nord Nevada, che sorge accanto alla Gigafactory. Secondo quanto hanno dichiarato i dirigenti della società, l’edificio è completato e ora si stanno installando gli equipaggiamenti interni e le linee di assemblaggio. L’impianto ha una superficie di circa 158mila metri quadrati e offrirà una capacità produttiva di 50mila unità l’anno, che potrebbe essere raggiunta entro la fine del 2026. Oggi i veicoli pilota forniti ai clienti che svolgono le sperimentazioni sono costruiti nello stabilimento di Freemont, in California. Il primo cliente della produzione commerciale sarà la stessa Tesla, che userà i Semi per rifornire i propri stabilimenti.
Non si hanno però ancora comunicazioni ufficiale sul prezzo del camion. Nel 2017, in occasione della prima presentazione, Tesla dichiarò che il Semi sarebbe stato venduto al prezzo di 150mila dollari nella versione da 300 miglia di autonomia e di 180mila dollari per quella da 500 miglia. Poi questi prezzi sparirono dal sito web della società quando venne sospesa la campagna di preordini, nell’agosto del 2022. Da allora non giunsero più comunicazioni, ma alcuni analisti indipendenti affermano che questi prezzi non sono realistici e parlano di una forchetta tra 250mila e 400mila dollari.
Nonostante il prezzo di acquisto più elevato, il Tesla Semi potrebbe ancora offrire vantaggi economici significativi nel lungo termine grazie ai costi operativi inferiori. L'elettricità è generalmente molto più economica del gasolio, e i veicoli elettrici richiedono meno manutenzione grazie al minor numero di parti mobili. Un'analisi dettagliata suggerisce che tagliare un picco di domanda di 400 kW potrebbe far risparmiare circa 67.200 dollari all'anno, ai tassi attuali di tariffe per la domanda. Sommando i risparmi su carburante, manutenzione e altri fattori operativi su un ciclo di vita di dieci anni, un singolo Semi potrebbe recuperare tra 300mila e 400mila dollari del suo prezzo di acquisto. Ma sono dati tutti da verificare.






























































