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Sindacato denuncia problemi nelle dimissioni online


Il 12 marzo 2016 è entrata in vigore la riforma del Jobs Act sulle dimissioni telematiche, che avvengono compilando un apposito modulo pubblicato sul sito web Cliclavoro (portale del Ministero del Lavoro). A poche settimane dall'avvio della norma i criteri di rapidità, semplicità e sicurezza – assicurati dal Governo – non sembrano però trovare riscontro. Infatti, secondo una denuncia della Cgil, il sistema telematico è collassato e i lavoratori non possono attuare l'unica procedura che convalida le dimissioni.
I buoni obiettivi della riforma si scontrano quindi con i problemi tecnici, e non solo: "Nel modulo predisposto dal Ministero non è prevista la procedura delle dimissioni per giusta causa, con tutte le conseguenze legate alla possibilità di accedere alla NASPI (indennità di disoccupazione ndr) da parte dei lavoratori che si dimettono per colpe gravi dei datori di lavoro", afferma il sindacato in una nota che denuncia le inefficienze del sistema online.
"Riteniamo gravissimo quello che sta succedendo a danno dei lavoratori. A causa dei ritardi del Ministero del Lavoro e delle gravi carenze della nuova procedura, si moltiplicano i casi in cui i lavoratori non possono procedere alla convalida delle proprie dimissioni" aggiunge la Cgil, non escludendo azioni legali in difesa dei lavoratori.
La norma prevista dal Governo punta a rendere più trasparente il rapporto di lavoro e a tutelare i lavoratori più deboli. La procedura telematica ha la data certificata, così da impedire l'immorale pratica delle dimissioni in bianco, cui spesso le donne erano sottoposte in previsioni di eventuali maternità. Il lavoratoe può scegliere tra due metodi: inviare con il pin Inps Dispositivo il modulo digitale direttamente al Ministero del Lavoro, oppure affidarsi a un soggetto abilitato (un patronato, un sindacato, un ente bilaterale o una commissione di certificazione), che compila i dati e li inoltra direttamente all'organo competente.

Davide Debernardi

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