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Tre conferme per le nuove Autorità Sistema Portuale


Tre conferme per le Autorità Portuali di Sistema arrivano oggi dal ministero dei Trasporti: Zeno D'Agostino per l'Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico Orientale, che ha sede a Trieste; Rodolfo Giampieri per l'Asp del Mare Adriatico Centrale, che ha sede ad Ancona; Sergio Prete per l'Asp del Mar Ionio, che ha sede a Taranto. Sono questi i primi tre nomi usciti dal ministero per le nuove Autorità, che sono in vigore dal 15 settembre. Il ministro Delrio ha confermato gli attuali presidente delle Autorità Portuali di Trieste, Ancona e Taranto "per l'eccellente lavoro svolto". Ora i presidenti delle Regioni interessate devono esprimere il loro parere.
Non giunge ancora nessuna comunicazione ufficiale sulle richieste di rinvio presentate da Sicilia e Sardegna proprio sull'entrata in vigore della riforma. Sulla questione, il sindacato Uiltrasporti si dichiara contrario a ogni rinvio. "Se il Ministro Delrio scegliesse di accettare l'opzione di deroga richiesta da alcune Regioni di rinviare gli accorpamenti dei porti nelle nuove Autorità di Sistema Portuale, gli scenari concatenati potrebbero essere solo due", spiega il Segretario Generale nazionale, Claudio Tarlazzi. "Il primo riguarderebbe il mantenimento delle diseconomie determinate dai localismi, che in questi anni hanno ampiamente dimostrato di non sostenere lo sviluppo del Paese, che, invece, ha bisogno più che mai di integrare i porti con i territori e le altre modalità di trasporto e di realizzare opere che assumono valore in un contesto di esigenza nazionale".
Il secondo scenario negativo sarebbe "l'assenza di sviluppo di pezzi importanti della portualità del Paese con gravi ripercussioni sull'economia nazionale, per il non finanziamento delle opere, penalità questa prevista per quei porti che decidono di astenersi dal partecipare alla riforma nazionale. Al netto dell'importante introduzione nei porti dello sportello doganale e di quello amministrativo" - aggiunge Tarlazzi – "verrebbe meno un pilastro fondamentale della riforma".

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