- Il 26 gennaio 2026 la Cgt ha depositato un preavviso di sciopero di 48 ore rinnovabili dal 2 febbraio su tutta la flotta di Corsica Linea e La Méridionale. La mobilitazione, sostenuta anche da Samm e Stc, riguarda tutti i porti serviti e rappresenta un’escalation dopo lo sciopero di 24 ore del 2 dicembre 2025.
- Al centro della vertenza c’è la denuncia di concorrenza ritenuta sleale da parte di Gnv e Corsica Ferries, operative sotto bandiera internazionale italiana da Sète verso Algeria e Corsica. I sindacati contestano il mancato rispetto delle regole di cabotaggio, il dumping sociale e l’erosione del perimetro di servizio pubblico.
- Le organizzazioni sindacali chiedono l’attuazione di un programma navale comune 2026 tra Corsica Linea e La Méridionale, la garanzia del finanziamento delle Dsp fino al 2030 e la tutela dell’occupazione. Secondo le stime sindacali, sarebbero a rischio circa mille posti di lavoro.
Il sindacato francese Cgt ha depositato il 26 gennaio 2026 un preavviso di sciopero di 48 ore rinnovabili dal 2 febbraio 2026 dei lavoratori di tutta la flotta di Corsica Linea e La Méridionale e su tutti i porti serviti. L’azione, sostenuta anche da Samm e Stc, riapre una vertenza avviata a dicembre 2025 contro quella che i sindacati definiscono concorrenza sleale di Gnv e Corsica Ferries, entrambe operative con bandiera internazionale italiana, e contro la mancata attuazione degli impegni industriali annunciati dalle due compagnie francesi.
La scintilla dello sciopero è il mancato seguito al “programma navale comune” per il 2026 che le direzioni aziendali avrebbero promesso dopo lo sciopero di 24 ore del 2 dicembre 2025. Per i sindacati quel programma avrebbe dovuto rafforzare le linee passeggeri tra Francia e Maghreb e costituire una barriera all’avvio di Gnv da Sète, oltre a mettere un argine all’espansione di Corsica Ferries, sempre da Sète. Il nuovo preavviso prevede l’arresto del lavoro dopo l’arrivo delle navi, garantendo comunque le attività di sicurezza, lo sbarco dei passeggeri e lo scarico dei veicoli accompagnati. È quindi uno schema pensato per aumentare al massimo l’impatto operativo sulle rotazioni, riducendo al tempo stesso il rischio di contestazioni sul piano della sicurezza.
Il documento sindacale elenca cinque richieste. La prima è l’attuazione effettiva degli accordi di cooperazione tra Corsica Linea e La Méridionale, con un programma comune 2026 che i sindacati considerano indispensabile per difendere mercato e occupazione. La seconda è la sospensione alle autorizzazioni concesse a compagnie in bandiera internazionale al di fuori del perimetro di Osp o Dsp, con un riferimento diretto a Gnv sulle linee Francia–Maghreb e a Corsica Ferries su collegamenti verso la Corsica. La terza riguarda la garanzia, da parte dello Stato, del finanziamento delle Dsp marittime Corsica–continente fino alla scadenza nel 2030. La quarta è l’applicazione rigorosa delle regole di cabotaggio e del principio di reciprocità e la quinta è la tutela di impieghi e diritti sociali, con una stima sindacale di circa mille posti di lavoro a rischio.
Sète è al centro della contesa perché qui Gnv ha aperto il 3 giugno 2025 due collegamenti settimanali verso Algeri e Béjaïa, dove impiega la nave Fantastic, e dal 21 febbraio 2026 prevede di aggiungere la nave Altair, aumentando la capacità e portando a due rotazioni settimanali il servizio verso l’Algeria. Nello stesso porto Corsica Ferries ha annunciato, per aprile-settembre 2026, quattordici viaggi in triangolazione Sète–Ajaccio–Porto Torres, ampliando ulteriormente l’offerta. La lettura sindacale è che l’espansione da Sète sottragga volumi alle linee storiche basate su Marsiglia, dove operano Corsica Linea e La Méridionale, e che la competizione si giochi anche sul costo del lavoro, dato che le compagnie in bandiera internazionale avrebbero oneri sociali inferiori rispetto al primo registro francese.
La vertenza è anche istituzionale. Il 27 gennaio 2026 una delegazione di Samm, Stc e Cfdt è stata ricevuta dal ministero Trasporti francese, ma i sindacati lamentano l’assenza di “azioni concrete” e del tavolo promesso. Sullo sfondo c’è la norma Dsp 2023-2030 per la continuità territoriale tra i porti corsi e Marsiglia, approvata dalla Commissione Europea nel novembre 2024 e basata su compensazioni pubbliche pari a 853,6 milioni di euro. Per i sindacati l’equilibrio della Dsp rischia di indebolirsi se segmenti di domanda sono intercettati da operatori in regime di mercato con strutture di costo diverse. Allo stesso tempo Corsica Ferries ha contestato in più occasioni le Dsp davanti alle istituzioni europee, contribuendo a mantenere alta la tensione sul perimetro e sulla legittimità degli aiuti.
La cronologia degli ultimi mesi chiarisce perché lo sciopero sia tornato centrale. Dopo la mobilitazione del 2 dicembre 2025, la discussione si è intrecciata con il tema flotta. Il 12 dicembre 2025 La Méridionale ha presentato in Comitato sociale ed economico la cessione del traghetto Kalliste, motivandola con vincoli economici e con l’adeguamento alle nuove norme ambientali in vigore nel 2026, mentre i sindacati hanno interpretato la scelta come un ridimensionamento che indebolisce la capacità di risposta competitiva. Il 17 gennaio 2026 una riunione ordinaria del Comitato sociale ed economico è stata interrotta con l’uscita dello Stc, che ha contestato il mancato rispetto degli impegni presi. Il 22 gennaio la Cgt ha depositato un primo preavviso legato proprio alla cessione del Kalliste e alla richiesta di un programma supplementare comune tra Sète e i porti del Maghreb. Quattro giorni dopo, il 26 gennaio, il sindacato ha esteso la protesta all’intera flotta con lo sciopero di febbraio.
Per gli operatori del trasporto merci e della logistica, l’elemento più concreto è il rischio di discontinuità sulle rotte che servono la Corsica e il Maghreb, con possibili ripercussioni su catene di approvvigionamento e pianificazione dei flussi, soprattutto se lo sciopero venisse rinnovato giorno per giorno. La formula “dopo l’arrivo delle navi” e la garanzia delle attività di sicurezza riducono il rischio di blocchi a bordo, ma possono comunque spezzare le sequenze operative delle rotazioni e creare accumuli di traffico nei porti serviti. In parallelo, l’entrata in servizio dell’Altair dal 21 febbraio 2026 e la programmazione delle rotazioni Corsica Ferries tra aprile e settembre 2026 indicano che, al di là della vertenza sindacale, la pressione competitiva su Sète è destinata a restare un fattore strutturale nel 2026.


































































