Msc e il consorzio infrastrutturale guidato da BlackRock hanno riaperto e accelerato le trattative con CK Hutchison per chiudere l’acquisizione del portafoglio portuale internazionale del gruppo di Hong Kong. Secondo quanto riportato da Reuters il 3 marzo 2026, i colloqui sono ripartiti con un nuovo obiettivo: finalizzare l’operazione escludendo i due terminal sul Canale di Panama, diventati giuridicamente e politicamente troppo complessi dopo la cancellazione delle concessioni locali.
Il negoziato riguarda quindi una versione rivista dell’accordo annunciato nel marzo 2025, che prevedeva la vendita di gran parte delle attività portuali internazionali di Hutchison Ports a un consorzio formato dal fondo Global Infrastructure Partners – controllato da BlackRock – e da Terminal Investment Limited (Til), il braccio terminalistico del gruppo armatoriale Msc. L’intesa originaria attribuiva all’operazione un valore complessivo di circa 22,8 miliardi di dollari (circa 21 miliardi di euro) per la cessione di partecipazioni in 43 porti con 199 banchine distribuite in 23 Paesi, esclusi gli scali della Cina continentale.
Con la rinegoziazione in corso, il perimetro dell’operazione verrebbe ridotto a 41 porti, lasciando fuori i terminal di Balboa e Cristobal sul Canale di Panama. Secondo le ricostruzioni riportate da Reuters, il consorzio punta a chiudere rapidamente l’accordo sugli altri assetti per preservare il valore industriale e finanziario dell’operazione, rinviando a un secondo momento qualsiasi soluzione per gli scali panamensi.
Nel progetto industriale delineato nel 2025, Til avrebbe assunto il ruolo operativo principale rilevando direttamente la maggior parte dei terminal del portafoglio Hutchison. Il gruppo controllato dalla famiglia Aponte è già uno dei maggiori operatori terminalistici al mondo: secondo Maritime Executive la rete Til comprende oltre 70 terminal in più di 30 Paesi, con una capacità di movimentazione annua intorno ai 70 milioni di teu. L’integrazione degli scali Hutchison consentirebbe a Til di rafforzare ulteriormente la propria presenza globale e di competere con operatori come Psa International, DP World e Cosco.
BlackRock e Global Infrastructure Partners rappresentano invece il partner finanziario dell’operazione. I fondi infrastrutturali del gruppo statunitense puntano a entrare in una delle più estese reti portuali globali, un settore considerato attrattivo per la stabilità dei flussi di cassa legati ai traffici marittimi. Nella struttura originaria dell’accordo il consorzio avrebbe dovuto assumere il controllo della Panama Ports Company con una quota di maggioranza, mentre Til avrebbe detenuto una partecipazione di minoranza.
La revisione dell’accordo è stata resa necessaria dagli sviluppi giudiziari e politici in Panama. A fine gennaio 2026 la Corte Suprema del Paese ha annullato le concessioni portuali detenute da una controllata di CK Hutchison sui terminal di Balboa e Cristobal, aprendo una disputa legale sul futuro delle infrastrutture e bloccando di fatto la possibilità di trasferire immediatamente gli assetti all’interno del consorzio internazionale.
Il portafoglio interessato dalla trattativa comprende terminal in Europa, Medio Oriente, Asia e Americhe. Tra le infrastrutture figurano scali in Paesi come Regno Unito, Paesi Bassi, Messico, Australia, Pakistan ed Egitto, inclusi sei terminal situati lungo il Canale di Suez, una delle principali rotte del commercio marittimo globale.
P.R.

































































