Per la quarta settimana consecutiva, il mercato dei noli container marittimi registra un rincaro. Lo mostra l'aggiornamento del Drewry World Container Index del 26 marzo 2026, il cui indice composito è salito in una settimana del 5%, raggiungendo quota 2.279 dollari per container da 40 piedi. Il rialzo è trainato principalmente dalle rotte Asia-Europa e Transpacifico, con le prime che mostrano un'accelerazione più marcata rispetto alle seconde. Sullo sfondo, la crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente continua a condizionare la disponibilità di carburante bunker e a comprimere i margini operativi dei vettori, con riflessi diretti sui noli finali.
Al centro della pressione sui mercati c'è lo Stretto di Hormuz. Le continue interruzioni in questo passaggio cruciale, attraverso il quale transita circa il 20% del petrolio mondiale, hanno ridotto la disponibilità di carburante bunker nei principali hub di rifornimento asiatici. A Singapore e nei porti cinesi le scorte si assottigliano, costringendo le compagnie di navigazione ad adottare misure operative straordinarie: navigazione a velocità ridotta per contenere i consumi, strategie di rifornimento alternative e applicazione di sovrapprezzi d'emergenza sul carburante. Secondo Drewry, queste misure sono destinate a mantenere elevata la pressione sui noli nel breve periodo.
Le ripercussioni più consistenti si registrano sulle rotte Asia-Europa. La direttrice Shanghai-Genova ha subito un'impennata del 12% in una sola settimana, portando il costo a 3.474 dollari per container da 40 piedi: si tratta dell'incremento settimanale più elevato tra tutte le principali rotte globali analizzate. Anche la rotta Shanghai-Rotterdam ha segnato un rialzo, seppure più contenuto, del 3%, attestandosi a 2.552 dollari. Il viaggio di ritorno da Rotterdam verso Shanghai ha registrato a sua volta un aumento inatteso del 10%.
Nonostante la pressione sui prezzi, la capacità di stiva verso l'Europa si mantiene paradossalmente stabile. Secondo il Container Capacity Insight di Drewry, per la settimana successiva sono previste soltanto tre cancellazioni di partenza sulla direttrice Asia-Europa, un numero che non indica particolari restrizioni dell'offerta. Ciononostante, i vettori continuano a spingere per nuovi rialzi tariffari: compagnie come Cma Cgm hanno già comunicato l'intenzione di applicare nuove tariffe Fak (Freight All Kinds) intorno ai 3.500 dollari per container da 40 piedi a partire dal 1° aprile.
Sul Transpacifico l'andamento è anch'esso rialzista, sebbene con dinamiche differenti rispetto al mercato europeo. I noli dalla Cina verso New York sono cresciuti del 3%, a 3.393 dollari per container da 40 piedi, mentre quelli verso Los Angeles hanno segnato un aumento del 4%, raggiungendo i 2.686 dollari. In questo caso, i vettori stanno intervenendo in modo più aggressivo sull'offerta: il Container Capacity Insight di Drewry segnala sei cancellazioni di partenza programmate per la settimana successiva sulle coste est e ovest degli Stati Uniti. Una riduzione della capacità che contribuirà a sostenere la pressione al rialzo sui prezzi nel breve termine.
Il quadro complessivo che emerge dall'analisi Drewry non lascia spazio a previsioni di stabilizzazione a breve. L'effetto combinato dei rincari di aprile, delle riduzioni strategiche della capacità e dell'instabilità nel costo del bunker alimenta un ciclo rialzista che gli operatori della filiera dovranno considerare nella pianificazione logistica del secondo trimestre 2026.








































































