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  • Studio Assarmatori sul transhipment fuori dall’UE

    Studio Assarmatori sul transhipment fuori dall’UE

    Lo studio di Giovanni Satta, presentato il 4 novembre 2026 al Parlamento Europeo, individua cambiamenti potenzialmente riconducibili all'Ets in 41 degli 86 servizi marittimi esaminati. Assarmatori chiede di rafforzare lo sconto per il transhipment europeo. In gioco fino a 892 milioni di euro di ricavi annui.

Autotrasporto

  • Concessa la metà del credito imposta per l’autotrasporto

    Concessa la metà del credito imposta per l’autotrasporto

    Il ministero dei Trasporti ha finora concesso 242,2 milioni di euro dei 480 milioni stanziati per il credito d'imposta sul gasolio, utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026. La Fiap propone emendamenti al Decreto autotrasporto perché l'adeguamento del carburante arrivi fino ai subvettori.

    La nuova disciplina scambio pallet è Legge

    La nuova disciplina sull’interscambio dei pallet è stata approvata in via definitiva il 26 novembre 2025 dalla Camera dei Deputati all’interno del Disegno di Legge Semplificazioni. L’articolo 2 riscrive in modo organico la normativa introdotta nel 2022, superando i nodi operativi emersi in fase applicativa. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale avverrà nei prossimi giorni e le disposizioni diventeranno immediatamente efficaci. Il mondo della logistica si trova quindi davanti a un cambiamento immediato che riguarda le procedure di scambio, il valore dei supporti e la digitalizzazione dei processi.

    La novità più rilevante riguarda il riconoscimento formale dei sistemi-pallet come soggetti tecnici incaricati di definire gli standard di riferimento. Questa scelta attribuisce a organizzazioni già operative sul mercato la responsabilità di stabilire specifiche tecniche, criteri di manutenzione e soprattutto il valore medio di mercato dei pallet. La Legge stabilisce che tale valore debba essere pubblicato tre volte all’anno, con aggiornamenti fissi il 15 gennaio, il 15 maggio e il 15 settembre. La precedente versione del 2022 attribuiva questo compito al ministero dell’Impresa, con il risultato di ritardi e mancate pubblicazioni che avevano creato incertezza nelle transazioni. Il nuovo modello punta a una maggiore aderenza al mercato e a un processo decisionale affidato a soggetti che conoscono da vicino dinamiche, oscillazioni della domanda e condizioni della filiera.

    Il meccanismo di scambio resta fondato sull’obbligo dell’uno a uno nel luogo di consegna. La norma ribadisce che, quando la restituzione immediata non è possibile, il soggetto ricevente deve emettere un buono pallet. Il buono, qualificato giuridicamente come titolo rappresentativo di merce, deve riportare data di emissione, dati delle parti coinvolte, quantità e qualità dei pallet. Dal momento dell’entrata in vigore la Legge apre un periodo transitorio di ventiquattro mesi in cui sono ammessi sia i buoni cartacei sia quelli digitali. Terminata la fase di accompagnamento, solo il documento digitale sarà considerato valido. La digitalizzazione è quindi obbligatoria dal 2027 e richiede agli operatori logistici un adeguamento dei sistemi gestionali, con particolare attenzione alla tracciabilità dei movimenti e alla conservazione probatoria dei documenti.

    Un aspetto operativo importante riguarda la gestione del buono nel tempo. La norma stabilisce che, trascorsi sei mesi senza la restituzione fisica dei pallet, il buono si converte automaticamente in un debito monetario pari al valore medio di mercato pubblicato dal sistema-pallet di riferimento. Questa soglia temporale elimina il rischio di accumulo di credito non risolto e definisce un limite certo entro cui chiude­re le partite aperte. Dal punto di vista gestionale, imprese di trasporto, magazzini conto terzi e piattaforme distributive dovranno adeguare le procedure interne per controllare le scadenze, evitare insoluti e integrare le informazioni in modo coerente con i nuovi standard digitali.

    L’ambito di applicazione della disciplina è limitato ai pallet standard e intercambiabili, riconoscibili tramite marchi registrati e regolati dai sistemi-pallet. Restano esclusi i supporti non standard, le movimentazioni internazionali e i pallet appartenenti a società di pooling che operano in base a contratti privati. La conferma di questo perimetro è rilevante perché delimita la sfera della normativa alle operazioni più diffuse nella logistica nazionale, lasciando invariati i modelli contrattuali del pooling e le transazioni con l’estero.

    Il ruolo dei sistemi-pallet assume una dimensione regolatoria che fino a oggi non esisteva. La loro presenza consente un aggiornamento più frequente e tecnicamente fondato del valore dei supporti, elemento cruciale in un mercato esposto a oscillazioni dei costi del legno e della manutenzione. La Legge introduce quindi un indicatore ufficiale che diventa riferimento univoco per la chiusura delle partite di scambio. Per gli operatori logistici ciò significa poter gestire le differenze tra consegne e resi con maggiore certezza economica, ridurre il contenzioso e impostare procedure più stabili nei confronti dei clienti della grande distribuzione, dell’industria manifatturiera e dei centri distributivi che operano su alti volumi.

    La digitalizzazione dei buoni rappresenta un passaggio importante per tutto il settore. I grandi flussi di movimentazione, accentuati dalla crescita del commercio elettronico e dalla diffusione della distribuzione urbana, richiedono processi omogenei e documenti facilmente integrabili nei sistemi di gestione. Il buono digitale, in forma uniforme e tracciabile, consente alle imprese di ridurre errori, controllare in modo più puntuale le giacenze temporanee e collegare la movimentazione dei pallet ai sistemi di gestione del trasporto e del magazzino. La scadenza del 2027 obbliga imprese di ogni dimensione a pianificare investimenti nella gestione documentale, nella formazione del personale e nell’allineamento dei flussi con i clienti.

    La riforma rappresenta anche la conclusione di tre anni di lavoro del gruppo pallet, una rete di associazioni del trasporto, della logistica e del settore legno che aveva segnalato l’inapplicabilità della disciplina del 2022. La nuova versione recepisce molte delle osservazioni avanzate in quella fase, dall’esigenza di indicazioni tecniche più aggiornate alla necessità di tempi certi per la chiusura delle partite. Per il settore logistico, la chiarezza normativa è un elemento centrale per garantire continuità operativa e ridurre le divergenze nelle relazioni contrattuali.

    Michele Latorre

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