Amazon ha annunciato a New Delhi, durante il sesto Amazon Smbhav Summit al Bharat Mandapam, un piano d’investimenti da 35 miliardi di dollari (circa 32 miliardi di euro) in India fino al 2030, che si sommano a circa 40 miliardi di dollari già investiti dal 2010 (circa 37 miliardi di euro), portando l’impegno complessivo dichiarato a 75 miliardi di dollari (circa 69 miliardi di euro). Il programma si articolerà lungo tre direttrici operative con ricadute dirette sulla logistica: capacità d’intelligenza artificiale, crescita delle esportazioni spinta dal commercio elettronico e aumento dell’occupazione lungo la catena di fornitura.
La scelta temporale colloca Amazon dentro una sequenza ravvicinata di annunci Big Tech in India. Il più recente avvenne il 9 dicembre 2025, quando Microsoft annunciò piani da 17,5 miliardi di dollari (circa 16 miliardi di euro) in quattro anni, rafforzando l’idea di una competizione accelerata su cloud, calcolo e applicazioni d’intelligenza artificiale. Per la logistica, questo contesto è rilevante perché la crescita del commercio elettronico e dei servizi di consegna rapida aumenta la domanda di capacità di magazzinaggio, smistamento e ultimo chilometro, mentre l’evoluzione dei servizi cloud spinge investimenti in data center e connettività che diventano infrastruttura abilitante anche per tracciabilità, pianificazione e ottimizzazione delle reti distributive.
L’annuncio è stato coordinato da Amit Agarwal, Senior Vice President per gli Emerging Markets, con un messaggio che lega l’espansione di Amazon alle priorità di politica industriale indiane su digitalizzazione e autosufficienza. Samir Kumar, Country Manager di Amazon India, ha spiegato l’obiettivo di portare l’export cumulativo abilitato da commercio elettronico a 80 miliardi di dollari entro il 2030 (circa 74 miliardi di euro), mentre Russell Grandinetti, Senior Vice President International Stores, ha precisato che l’India è laboratorio di soluzioni replicabili su scala globale, un punto che per la logistica tende a tradursi in sperimentazione di modelli di magazzino urbano, automazione e nuove promesse di consegna.
Il perimetro geografico dell’investimento è nazionale, ma alcuni poli hanno un peso specifico maggiore. Per quanto riguarda il trasporto e la logistica, al centro del programma c’è l’espansione della rete fisica. Amazon opera in India con oltre cento centri di adempimento in quindici Stati. Nel 2025 ha avviato nuove piattaforme in aree strategiche, tra cui Delhi Ncr, Bengaluru, Kolkata, Nagpur, Thane, Visakhapatnam, Hubballi, Hooghly, Hyderabad, Tiruvallur e Krishnagiri, per sostenere una rete che comprende anche centri di smistamento e circa 1.950 stazioni di consegna gestite direttamente o con collaboratori locali.
All’interno della stessa logica di prossimità, Amazon ha sviluppato il canale delle consegne ultrarapide. Il servizio Amazon Now, avviato progressivamente da gennaio 2025, ha portato all’apertura di oltre cento micro centri di adempimento nelle città pilota Bengaluru, Mumbai e Delhi, con crescita mensile degli ordini giornalieri del 25%. Per la logistica urbana ciò implica una diversa architettura di rete, con scorte distribuite, frequenze di rifornimento più alte e un peso maggiore dei trasporti a corto raggio. In tale contesto è apparso un elemento regolatorio rilevante: a gennaio 2026 il Governo indiano ha chiesto alle piattaforme di commercio elettronico di abbandonare tempistiche di consegna fisse, un passaggio che potrebbe cambiare il modo in cui vengono progettate promesse al cliente, turni, capacità di picking e dimensionamento dell’ultimo chilometro.
Amazon inquadra l’impegno come allineato alle priorità nazionali su esportazione e digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese. Secondo un Economic Impact Report di Keystone Strategy, tra il 2010 e il 2024 l’ecosistema Amazon avrebbe contribuito a digitalizzare oltre 12 milioni di imprese e ad abilitare 20 miliardi di dollari di export cumulativo (circa 18 miliardi di euro), oltre a supportare 2,8 milioni di posti di lavoro nel 2024 tra diretti, indiretti, indotti e stagionali. L’obiettivo dichiarato al 2030 sale a 3,8 milioni, secondo Investment Monitor, con effetti attesi su filiere collegate come trasporti, imballaggi, manifattura e servizi. In termini logistici, l’aumento di volumi in esportazione implica sia capacità di consolidamento e gestione doganale, sia una maggiore pressione sulla qualità del servizio.
L’export viene indirizzato anche attraverso iniziative di filiera, con attività d’inserimento sul campo in oltre dieci cluster manifatturieri, tra cui Tirupur, Kanpur e Surat, e una collaborazione con l’Apparel Export Promotion Council Of India e quella con il Directorate General Of Foreign Trade per l’iniziativa Districts As Export Hubs. In tale schema, l’elemento logistico non è un accessorio: la capacità di gestire etichettatura, conformità, packaging, standard di spedizione e reti di consegna internazionali diventa infatti parte della proposta di valore verso produttori e venditori.
Il contesto di mercato spiega l’intensità del piano: Amazon compete direttamente con Flipkart di Walmart e con gli operatori del commercio espresso, oltre alla presenza di gruppi locali come Reliance. Le proiezioni citate da Retail Insight Network collocano il mercato del commercio elettronico indiano a 211,6 miliardi di dollari nel 2025 (circa 195 miliardi di euro) e fino a 1.156,8 miliardi di dollari nel 2030 (circa 1.064 miliardi di euro), con tassi di crescita annui composti sopra il 20%. In parallelo, Business Standard indica una base utenti Internet prossima ai 900 milioni entro il 2025, elemento che amplia il bacino potenziale e rende più complessa la copertura logistica, perché la crescita riguarda anche aree extraurbane dove infrastrutture e densità di consegna sono diverse rispetto alle grandi città.
Un ulteriore elemento di crescita è l’adozione dell’intelligenza artificiale come leva operativa. Anche senza entrare nel dettaglio dei singoli prodotti digitali, l’effetto per logistica e magazzino tende a concentrarsi su previsione, allocazione delle scorte e orchestrazione dei flussi tra centri di adempimento, stazioni di consegna e micro centri urbani, con impatti su saturazione dei mezzi, tempi di attraversamento e gestione dei picchi.
M.L.





























































