Secondo una presa di posizione congiunta elaborato da Cer (Community of European Railway and Infrastructure Companies) ed Espo (European Sea Ports Organisation), l’interfaccia tra porti e sistema ferroviario rappresenta uno snodo strategico per la competitività logistica europea, la resilienza delle catene di approvvigionamento e gli obiettivi di sostenibilità dell’Unione Europea. Il documento invita quindi le istituzioni europee a considerare il sistema porto-ferrovia come un’infrastruttura integrata, da rafforzare sia sul piano normativo sia su quello operativo e finanziario.
Uno dei principali punti sollevati riguarda la necessità di semplificare il quadro normativo ferroviario applicato alle aree portuali. Nel documento Cer ed Espo evidenziano come l’ambiente operativo dei porti sia molto diverso da quello della rete ferroviaria nazionale. Le velocità dei convogli sono più basse, il traffico è quasi esclusivamente merci e gran parte delle attività riguarda operazioni di manovra all’interno degli scali portuali. Per questo motivo le due organizzazioni chiedono ai legislatori europei di valutare una revisione delle norme ferroviarie applicabili a queste aree, con l’obiettivo di migliorare l’efficacia operativa senza compromettere sicurezza e interoperabilità e senza introdurre ulteriori oneri amministrativi.
Un secondo tema riguarda il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nell’ecosistema logistico portuale. Il documento evidenzia come molte inefficienze derivino da una pianificazione frammentata delle infrastrutture e da sistemi informativi non pienamente compatibili tra loro. Cer ed Espo sottolineano quindi la necessità di rafforzare la collaborazione tra autorità portuali, gestori dell’infrastruttura ferroviaria, imprese ferroviarie merci e operatori dei terminal. Un ruolo centrale è attribuito alla digitalizzazione, con l’obiettivo di sviluppare sistemi informativi standardizzati e favorire la condivisione dei dati operativi per migliorare la pianificazione dei traffici e la prevedibilità delle operazioni.
Il documento dedica inoltre ampio spazio al tema degli investimenti infrastrutturali. Secondo Cer ed Espo il potenziamento dei collegamenti ferroviari tra porti e hinterland richiede un quadro politico coerente e risorse finanziarie adeguate. In particolare, le due organizzazioni chiedono che il prossimo programma Connecting Europe Facility disponga di un budget di almeno 100 miliardi di euro, destinato a sostenere progetti legati alla rete Ten-T e ai collegamenti strategici tra porti e corridoi logistici europei.
Il documento sottolinea anche l’importanza di rafforzare la capacità della rete in chiave di resilienza e sicurezza. In questo contesto viene richiamato il concetto di "dual-use readiness", cioè la possibilità di utilizzare le infrastrutture sia per finalità civili sia per esigenze militari. Secondo Cer ed Espo, il coordinamento tra programmi europei come Ten-T, Cef e le iniziative legate alla mobilità militare può contribuire a colmare le lacune infrastrutturali e a sostenere progetti con un elevato valore aggiunto europeo.
Le due organizzazioni rappresentano una parte rilevante dell’ecosistema logistico europeo. Cer riunisce circa 70 imprese ferroviarie e gestori di infrastrutture, che insieme coprono circa il 78% della lunghezza della rete ferroviaria europea e l’81% del traffico merci ferroviario. Espo rappresenta invece le autorità portuali di 22 Stati membri dell’Unione Europea e della Norvegia e costituisce il principale interlocutore dei porti europei nei confronti delle istituzioni comunitarie.








































































