La vendita del 100% di Cargotor da Pkp Cargo a Pkp Polskie Linie Kolejowe rappresenta uno dei passaggi più importanti nel processo di riorganizzazione del sistema ferroviario polacco. L’operazione riguarda il trasferimento del gestore del terminal intermodale di Małaszewicze, nodo centrale per i flussi ferroviari merci tra Asia ed Europa, ed è direttamente connessa alla procedura di ristrutturazione avviata da Pkp Cargo nel luglio 2024.
L’accordo coinvolge tre società del gruppo ferroviario statale. Pkp Cargo, principale operatore ferroviario merci della Polonia e secondo nell’Unione Europea, agisce come venditore nell’ambito di una procedura che ha lo scopo il suo risanamento finanziario. Pkp Polskie Linie Kolejowe, gestore nazionale dell’infrastruttura ferroviaria, è l’acquirente designato. L'assetto ceduto è Cargotor, società costituita nel 2013 per adempiere agli obblighi di separazione tra gestione dell’infrastruttura e attività di trasporto previsti dalla normativa polacca.
Il 30 dicembre 2025 le parti hanno sottoscritto un accordo di investimento che definisce le condizioni per la vendita delle azioni di Cargotor a Pkp Plk per un valore di 28,8 milioni di zloty polacchi, pari a circa 6,8 milioni di euro. L’intesa è valida fino al 30 giugno 2026 e prevede il perfezionamento dell’operazione entro il 31 marzo 2026, salvo proroga legata al soddisfacimento delle condizioni sospensive. Tra queste figurano l’autorizzazione del giudice commissario della procedura di ristrutturazione, le approvazioni societarie e il via libera dell’Autorità garante della concorrenza polacca Uokik.
Cargotor gestisce circa 180 chilometri di binari nell’area di Małaszewicze, al confine orientale della Polonia con la Bielorussia, comprendendo le stazioni di Chotyłów, Małaszewicze, Kobylany e Bór e diverse aree operative collegate. L’infrastruttura è specializzata nel trasbordo tra lo scartamento europeo da 1435 millimetri e quello a scartamento largo da 1520 millimetri, utilizzato nei Paesi dell’ex Unione Sovietica. Questa caratteristica rende il terminal un passaggio obbligato per i traffici ferroviari tra Cina ed Unione Europea, perché intercetta una quota stimata tra l’85% e il 90% dei treni merci ferroviari in ingresso in Europa dalla Cina.
La tempistica dell’operazione è strettamente legata al piano di ristrutturazione di Pkp Cargo presentato il 30 giugno 2025. Il documento prevede la dismissione di assetti non ritenuti essenziali per l’attività di trasporto merci, con l’obiettivo di ridurre l’indebitamento e migliorare la liquidità. Nel 2024 la società ha registrato una perdita netta di 2,41 miliardi di zloty polacchi, pari a circa 562 milioni di euro, a fronte di ricavi pari a 4,46 miliardi di zloty polacchi, in calo del 18,8% su base annua. L’indebitamento complessivo ha raggiunto quasi 3 miliardi di zloty polacchi, equivalenti a circa 678 milioni di euro.
In questo contesto, la cessione di Cargotor viene descritta da Pkp Cargo come un passaggio funzionale al riordino della struttura del gruppo e alla concentrazione sulle attività principali di trasporto merci e integrazione delle catene logistiche. La società ha sottolineato che la gestione diretta dell’infrastruttura ferroviaria non rientra nella catena del valore principale del gruppo, mentre la vendita consente di generare risorse finanziarie immediate in una fase di forte pressione sulla liquidità.
Dal lato dell’acquirente, Pkp Plk considera l’operazione coerente con il proprio mandato statutario di gestione e sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. L’integrazione di Cargotor consentirebbe di concentrare sotto un unico soggetto pubblico la gestione di un’infrastruttura strategica, migliorando il coordinamento degli investimenti, la sicurezza operativa e la pianificazione della capacità. La presenza di un unico gestore elimina inoltre le ambiguità regolatorie legate alla separazione verticale tra gestori dell’infrastruttura e operatori di trasporto, richiesta dalla normativa europea per garantire accesso equo e non discriminatorio alla rete.
L’area di Małaszewicze è al centro di un più ampio programma di modernizzazione infrastrutturale. Gli investimenti complessivi previsti nella regione sono stimati tra 3 e 4 miliardi di zloty polacchi, pari a circa 700-930 milioni di euro, e includono il potenziamento della capacità ferroviaria e nuovi terminal intermodali. L’obiettivo è aumentare il numero di coppie di treni gestibili quotidianamente sui binari a scartamento largo da 14 a 55, rafforzando il ruolo del nodo polacco nei corridoi Est-Ovest.
Il contesto resta tuttavia influenzato dalle dinamiche geopolitiche. Nel primo semestre del 2025 i volumi verso ovest hanno registrato una contrazione del 24,3%, attribuita alla riorganizzazione dei flussi ferroviari della Nuova Via della Seta e all’impatto delle sanzioni legate al conflitto in Ucraina. Episodi come la temporanea chiusura del confine polacco-bielorusso nel settembre 2025 hanno evidenziato la criticità sistemica del nodo di Małaszewicze per le catene di approvvigionamento continentali.
Parallelamente, Pkp Plk prosegue un programma d’investimenti su scala nazionale sostenuto anche da fondi europei. Nel 2024 la società ha annunciato gare per 11,8 miliardi di zloty polacchi, pari a circa 2,74 miliardi di euro, mentre per il 2025 sono previsti contratti infrastrutturali per circa 2,3 miliardi di euro. La Polonia ha inoltre ottenuto 451,5 milioni di euro dal programma Connecting Europe Facility 2024 per progetti nel settore dei trasporti.
Antonio Illariuzzi

































































