Tra l’8 e il 14 gennaio 2026 le proteste degli agricoltori in Francia hanno avuto un impatto diretto e rilevante sul trasporto merci, con autostrade e porti strategici paralizzati e centinaia di camion costretti a lunghe attese o deviazioni. La mobilitazione, legata all’opposizione all’accordo UE-Mercosur - nonostante l'opposizione formale del Governo francese - e alla gestione della dermatosi nodulare contagiosa dei bovini, ha inciso in modo particolare sulla continuità dei flussi logistici nazionali e internazionali, trasformando l’autotrasporto in uno dei principali soggetti penalizzati.
I blocchi stanno interessando i principali nodi della rete francese. L’autostrada A1 nel Pas-De-Calais, corridoio essenziale verso il Nord Europa, è rimasta filtrata per diversi giorni in un punto dove transitano abitualmente circa 20mila camion al giorno. Nel Sud-Ovest, l’asse A63 tra Francia e Spagna e l’A64 nell’area di Tolosa hanno subito interruzioni ripetute, con effetti immediati sui collegamenti transfrontalieri e sulle catene di approvvigionamento. A queste criticità si sono aggiunti i blocchi ai porti di Le Havre, La Rochelle e Bayonne, con controlli ai camion in ingresso e in uscita che hanno rallentato l’operatività di alcuni dei principali scali merci del Paese.
Secondo le prime stime diffuse dalle organizzazioni degli autotrasportatori, i tempi medi di consegna hanno registrato ritardi compresi tra il 20% e il 30%. Le imprese di trasporto hanno dovuto ricorrere a itinerari alternativi su strade secondarie, spesso inadatte a veicoli fino a 44 tonnellate, con un aggravio dei costi operativi stimato intorno al 15%. L’impatto è risultato particolarmente critico per il trasporto di merci deperibili e per la logistica della grande distribuzione, dove il mancato rispetto delle finestre di consegna ha comportato anche il rischio di deterioramento dei prodotti.
Accanto alle difficoltà operative, il settore ha denunciato episodi illegali. L’Organisation Des Transporteurs Routiers Européens ha segnalato fermi forzati di camion frigoriferi, aperture non autorizzate delle semirimorchio per ispezionare i carichi e casi di distruzione delle merci. Secondo l’associazione, tali azioni si sarebbero verificate in alcuni casi senza un intervento immediato delle forze dell’ordine, sollevando interrogativi sulla capacità dello Stato di garantire la libertà di circolazione e la sicurezza delle merci in transito.
Le prese di posizione delle associazioni di autotrasporto si sono articolate su due piani. La Fédération Nationale Des Transports Routiers ha adottato un approccio operativo, mantenendo un contatto costante con il ministero Dei Trasporti e con le prefetture e diffondendo aggiornamenti quotidiani sui punti critici della rete. L’obiettivo è consentire alle imprese di adattare i percorsi e limitare, per quanto possibile, le perdite economiche.
Più netta la linea dell’Organisation Des Transporteurs Routiers Européens, che rappresenta in prevalenza le piccole e medie imprese del settore. Pur riconoscendo le difficoltà del mondo agricolo, l’associazione ha sottolineato come anche il trasporto merci attraversi una fase di forte pressione economica, caratterizzata da aumento dei costi, riduzione dei margini e crescita delle insolvenze. In questo contesto, l’Otre ha chiesto la rimozione immediata dei blocchi, la garanzia della libertà di circolazione su tutto il territorio nazionale e la cessazione di ogni azione di controllo o danneggiamento non autorizzata nei confronti dei camion. In assenza di un intervento efficace delle autorità, l’organizzazione ha evocato la necessità di meccanismi d’indennizzo per le imprese colpite, aprendo un tema nuovo di possibile responsabilità dello Stato per i danni subiti dal comparto.
La situazione generale mostra un parziale allentamento della tensione, ma senza un ritorno alla piena normalità. I principali blocchi sull’A1 sono stati rimossi la sera del 14 gennaio, mentre i trattori hanno lasciato Parigi nelle prime ore della giornata. Restano tuttavia focolai di instabilità nel Sud-Ovest, in particolare nell’area di Tolosa, dove nuove azioni sull’A64 e nei pressi dell’aeroporto di Blagnac hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Sul fronte politico, il Governo ha annunciato un pacchetto di sostegno da 300 milioni di euro per il settore agricolo, subordinato però all'approvazione del bilancio 2026 ancora in discussione in Parlamento, e un progetto di Legge d’urgenza, misure che non hanno però prodotto effetti immediati sulla mobilitazione.
Pietro Rossoni
































































