Il 5 gennaio, poco dopo le 13.00, è avvento il primo incidente mortale sul lavoro nella logistica del 2026. Un autotrasportatore di 65 anni, Fabrizio Braghetto, è morto schiacciato dal meccanismo di un autocompattatore per la carta nel cortile della sede di Rizzato Calzature Megastore a Borgoricco, in provincia di Padova. Secondo le prime ricostruzioni di Carabinieri e tecnici Spisal dell’Ulss 6 Euganea, l’uomo stava svolgendo da solo le operazioni di scarico di cartoni dal camion verso il macchinario quando è caduto all’interno del container di compattazione ed è stato travolto dagli organi in movimento. L’allarme è stato lanciato tra le 13.00 e le 13.20, con l’intervento di Suem 118 anche con elisoccorso, Vigili Del Fuoco, Carabinieri e personale Spisal, ma il medico legale ha constatato il decesso sul posto. La Procura Di Padova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti e disposto il sequestro dell’area e dell’autocompattatore, in attesa degli accertamenti tecnici e dell’autopsia, che dovrà chiarire anche l’eventuale ruolo di un malore improvviso.
Braghetto, nato nel 1960 e residente ad Arsego, frazione di San Giorgio Delle Pertiche, era sposato e padre di due figli. Secondo quanto riportato dalle testate locali, l’uomo era già pensionato ma continuava a collaborare saltuariamente con l’azienda da circa quattro anni e stava valutando di lasciare definitivamente l’attività nei mesi successivi, in concomitanza con la scadenza della patente professionale. Dalle ricostruzioni emerge che il figlio sarebbe venuto a conoscenza dell’accaduto attraverso i social, raggiungendo in seguito il luogo dell’infortunio. I sindaci di Borgoricco e di San Giorgio Delle Pertiche hanno espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia e all’azienda, mentre a San Giorgio Delle Pertiche è stata annunciata la sospensione dei fuochi d’artificio previsti per l’Epifania del 6 gennaio 2026 come segno di lutto.
L’infortunio è avvenuto nella zona industriale di Borgoricco, nel comprensorio del Camposampierese, dove la sede centrale dell’azienda svolge anche una funzione di gestione logistica delle forniture ai punti vendita. La dinamica, per quanto ancora al vaglio, colloca l’incidente nella fase di smaltimento d’imballaggi e cartoni, con uso di attrezzature di compattazione poste in aree esterne di stabilimento. Un elemento rilevato nelle ricostruzioni è la presenza della pedana idraulica del camion trovata parzialmente abbassata, circostanza che gli inquirenti valuteranno per comprendere se vi sia stato un azionamento accidentale o un passaggio operativo non regolare che possa aver contribuito alla perdita dell’equilibrio del camionista.
Il contesto temporale è considerato rilevante dagli investigatori perché il 5 gennaio era una giornata definita “semi festiva”: un’organizzazione con presenze ridotte può incidere sulle modalità di esecuzione delle attività, soprattutto quando operazioni che abitualmente si svolgono con supporto di altri addetti vengono affrontate in autonomia. Su questo punto si concentreranno le verifiche su procedure interne, istruzioni operative e gestione dei rischi connessi al lavoro in solitaria in prossimità di organi in movimento e punti di schiacciamento.
Gli accertamenti dello Spisal dovranno inoltre stabilire lo stato del macchinario e l’effettiva operatività dei dispositivi di sicurezza al momento dell’evento. In termini generali, la cornice richiamata nelle fonti è quella del Dlgs 81/2008 e della Direttiva Macchine 2006/42/Ce, insieme agli standard tecnici di riferimento per attrezzature di compattazione e sistemi di protezione, con verifiche su comandi, interblocchi, arresti di emergenza e barriere di prevenzione accesso alle zone pericolose. Nel caso specifico, oltre alla conformità dei documenti, saranno decisivi i riscontri pratici su manutenzione, eventuali manomissioni, modalità di attivazione del ciclo di compattazione e compatibilità tra le operazioni di conferimento materiale e le condizioni di sicurezza previste dal costruttore.
Le elaborazioni dell’Osservatorio Vega Engineering e i richiami Inail rilevano che l’incidenza di mortalità cresce nelle fasce d’età più avanzate, con una criticità marcata per gli ultrasessantacinquenni, e che in valore assoluto i decessi si concentrano spesso tra 55 e 64 anni in occasione di lavoro. Nel caso di Borgoricco, l’età della vittima e la prosecuzione dell’attività dopo il pensionamento introducono un profilo organizzativo ricorrente nelle filiere a domanda variabile, dove collaborazioni saltuarie e giornate con organici ridotti possono modificare assetti di squadra e livelli di presidio. È anche su questi aspetti, oltre che sulla componente tecnica dell’attrezzatura, che gli accertamenti dovranno chiarire se l’assetto operativo del giorno dell’infortunio fosse coerente con la valutazione dei rischi e con le misure di prevenzione previste.
La Uil Veneto ha sottolineato che “non è trascorsa neanche una settimana dall’inizio del nuovo anno” e ha chiesto che la sicurezza sul lavoro sia posta tra le priorità del 2026, mentre altre sigle sindacali hanno ribadito la necessità d’intensificare verifiche e formazione, soprattutto nei comparti a maggiore esposizione, come trasporti e magazzinaggio.

























































