Man Truck & Bus Italia ha scelto la sua prima partecipazione a Ecomondo per presentare la strategia per crescere nel mercato dei veicoli industriali allestiti e, visto il contesto, con un'attenzione particolare alla raccolta rifiuti e ai servizi ambientali. Il punto di partenza è la composizione del mercato italiano, dove gli autotelai rappresentano il 55% delle immatricolazioni. In questo segmento il costruttore tedesco punta sull'ampiezza della gamma e su configurazioni sviluppate per le singole applicazioni. Man applica il collaudato modello del cava-cantiere, dove ha rafforzato progressivamente la propria posizione con un lavoro per segmenti che parte dall'analisi del mercato e prosegue con lo sviluppo del prodotto, la specializzazione della rete di vendita e il rapporto con gli allestitori.
Nel 2026 Man ha esteso lo stesso approccio ai compattatori. La filiale italiana ha analizzato i dati di mercato e le modalità di acquisto, formato venditori specialisti, rafforzato la collaborazione con i principali allestitori e attivato un servizio dedicato alle gare d’appalto. Uno dei primi risultati è che nei primi nove mesi del 2026 la quota di Man nei compattatori sopra le 6 tonnellate ha raggiunto il 4,1%, che vale il quarto posto nel segmento.
Per Man personalizzare un veicolo industriale significa configurarlo in funzione del lavoro che dovrà svolgere. Allo stand di Ecomondo abbiamo visto il Man Tgx 26.480 6x2-4 BL con scarrabile Cbs per casse fino a 7 metri, dotato dell'interfaccia digitale Application Fit, che gestisce lo scambio di dati tra veicolo e allestimento e consente di parametrizzare alcune funzioni secondo la configurazione richiesta. Accanto era esposto l'elettrico eTgs 28.449 6x2-4 BL con compattatore posteriore Terberg eROTOlympus da 20 metri cubi, azionato da una presa di forza elettrica e alimentato da cinque pacchi batteria, con un'autonomia indicativa fino a 200 chilometri che tiene conto anche dell'energia assorbita dall'allestimento.
La flessibilità degli allestimenti elettrici dipende dal Man Modular Battery System, prodotto a Norimberga, dove il costruttore ha riconvertito parte dello stabilimento che storicamente realizzava motori diesel per produrre fino a 100mila pacchi batteria all'anno. La progettazione avviene interamente in Germania, dalla chimica delle celle al software di gestione fino al pacco finito, e lo stabilimento sta lavorando a pieno regime. I pacchi si collocano sul telaio e sotto la cabina secondo le esigenze del cliente: da tre a sei nella gamma media e pesante, da due a quattro nei leggeri, fino a sette su alcuni trattori sviluppati su richiesta, configurazione che permette di superare i 600-700 chilometri con una sola ricarica.
La piattaforma è progettata per arrivare tecnicamente alle 50 tonnellate, nel caso l'Unione Europea innalzi i limiti di massa. La modularità delle batterie consente configurazioni per la raccolta rifiuti, le casse mobili, gli scarrabili e il trasporto di merci pericolose Adr. Nei compattatori la modularità consente di adattare il telaio all'allestimento: con un caricatore laterale le batterie si spostano tutte sul lato sinistro e il caricatore si monta a destra, mentre con il carico posteriore si distribuiscono su entrambi i lati per bilanciare i pesi.
Producendo le batterie in proprio, Man deve rispettare le norme europee su sicurezza e riciclo. Agli standard minimi fissati dall'UE il costruttore aggiunge prove proprie, tra cui crash test e immersione dei pacchi nel gasolio. Sul riciclo recupera già il 70% della batteria, la stessa soglia che l'Unione Europea indica per il 2030, e lavora verso l'obiettivo interno del gruppo Volkswagen, che è del 97%. Per accompagnare i clienti nella transizione, il servizio Man Transport Solutions affianca imprese e committenti nella valutazione di tratte, consumi e autonomia, nella progettazione dell'infrastruttura di ricarica, nella formazione degli autisti e nella conversione graduale della flotta.






































































