Prologis ha avviato i lavori di Milano DC5 (Logistica L3), un immobile logistico a temperatura controllata da circa 11.800 metri quadrati che sorgerà all'interno del Mercato Alimentare di Milano, il più grande mercato agroalimentare all'ingrosso d'Italia, con consegna prevista entro il quarto trimestre del 2026. Il terreno è concesso in diritto di superficie da Sogemi, società partecipata dal Comune di Milano che gestisce il Mercato Alimentare e i mercati di quartiere cittadini, e l'area è stata aggiudicata a Prologis tramite gara pubblica. L'iniziativa rientra nel processo di modernizzazione delle infrastrutture agroalimentari della città, in un comprensorio che negli ultimi anni è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione.
L'edificio sarà articolato in sei unità, con configurazione cross-dock e un profilo flessibile pensato per gli operatori del comparto alimentare, per la distribuzione urbana e per le piccole e medie imprese. Per l’alimentazione energetica, Prologis prevede sistemi ad alta efficienza e una copertura predisposta per l'installazione d’impianti fotovoltaici, in linea con i propri impegni Esg. Il sito sorgerà a circa 6 chilometri dal centro, a 2 dall'aeroporto di Linate e a 1 dalla tangenziale. Prologis sottolinea che il progetto riattiva un'area già urbanizzata, senza consumo di nuovo suolo. Sabine Hutter, vicepresidente Capital Deployment di Prologis Italia, lo colloca in "uno dei mercati europei più complessi, vincolati e caratterizzati da elevate barriere all'ingresso" e indica nella combinazione di efficienza, prossimità e flessibilità il tratto distintivo della piattaforma.
Milano DC5 segue Milano DC3 (Logistica L2), che ha registrato buoni risultati di locazione e aveva già rigenerato un sito urbano precedentemente edificato all'interno del mercato. Prologis spiega che in questa fase c’è una domanda solida e costante da parte di operatori alimentari, distribuzione dell'ultimo miglio e piccole e medie imprese, a fronte di una disponibilità di spazi molto ridotta e di una marcata carenza di terreni. Per la società, la presenza nel mercato rende i grossisti e i distributori che già vi operano gli interlocutori naturali per le nuove unità.






































































