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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Rhenus riunisce a Padova trasporto e magazzino

    Dal primo trimestre del 2027 Rhenus concentrerà nell'Interporto di Padova trasporto nazionale e internazionale, spedizioni e magazzinaggio, su 10mila metri quadrati. Due magazzini attuali confluiranno nel nuovo sito, mentre a Dubai ha aperto un ufficio dedicato alla logistica umanitaria.

    Israele continua a frenare la vendita di Zim

    Il Governo israeliano non vuole cedere la compagnia marittima Zim alla tedesca Hapag-Lloyd e lo sta dimostrando in diverse occasioni. La più recente è la riunione delle otto amministrazioni che devono esprimersi sull’operazione. L’incontro è stato rinviato al 9 settembre 2026, ma è già emerso che la maggior parte dei soggetti interessata è orientata verso il parare negativo, secondo fonti israeliane, come il quotidiano economico Calcalist e Ynet. Per ora resta comunque attesa la chiusura dell'operazione entro la fine del 2026, per un valore di 4,2 miliardi di dollari (circa 3,6 miliardi di euro). I ministeri israeliani della Difesa, dell'Economia e dell'Agricoltura hanno già annunciato la propria opposizione e a loro si è aggiunto il ministero dei Trasporti, la cui posizione si fonda sull'analisi tecnica dell'Autorità per la Navigazione e i Porti. Il ministero delle Finanze non ha ancora annunciato una posizione, ma al suo interno la Ragioneria Generale risulta orientata contro l'operazione, mentre il Consiglio per la Sicurezza Nazionale non si è ancora espresso.

    Al centro della questione c’è la struttura della New Zim, la società israeliana separata che dovrebbe nascere dallo scorporo per garantire a Israele una flotta commerciale direttamente controllata. Dovrebbe operare con sedici navi, contro le undici previste come soglia minima dall'attuale meccanismo della golden share e inizierebbe l’attività senza debiti, a fronte dei 2,9 miliardi di dollari (circa 2,5 miliardi di euro) d’indebitamento della Zim, con garanzia dell'accesso alla rete globale di Hapag-Lloyd. Gli acquirenti hanno inoltre garantito la conservazione degli equipaggi israeliani, una divisione regionale da 200 addetti e un polo tecnologico da 250 a 300 occupati.

    Nel secondo parere presentato la penultima settimana di agosto 2026, il direttore dell'Autorità per la Navigazione e i Porti, Tzadok Radker, ha dichiarato che gli elementi positivi indicati dagli acquirenti non compensano i nodi di fondo sul controllo effettivo dell'attività, sulla sostenibilità di lungo periodo della nuova società e sulla tutela degli interessi nazionali collegati alla golden share. Il controllo sulla capacità di trasporto, sull'accesso alla rete globale e sulle infrastrutture operative resterebbe infatti nelle mani di Hapag-Lloyd, mentre Radker riconosce, tra gli aspetti positivi della proposta, l'impegno alla formazione di nuovi marittimi israeliani.

    Hapag-Lloyd e Fimi contestano il metodo istruttorio seguito finora: riferiscono di aver risposto a 120 delle 174 domande ricevute dalle otto amministrazioni e di aver depositato quaranta documenti per circa 600 pagine a sostegno della tesi che la New Zim israeliana sarebbe più solida di quella attuale. Il fondo israeliano Fimi lamenta di aver avuto solo tre brevi incontri con i rappresentanti della Ragioneria Generale, della Difesa e dell'Autorità per la Navigazione e i Porti e ha presentato pareri favorevoli firmati da EY, Bcg e dall'ex direttore dell'Autorità Yigal Maor. La transazione è già stata approvata ad aprile 2026 dagli azionisti di Zim. La compagnia nel secondo trimestre del 2026 ha prodotto ricavi per 1,78 miliardi di dollari (circa 1,54 miliardi di euro, +9%) e un utile netto di 64 milioni di dollari (circa 55 milioni di euro, +170%), continuando a operare secondo l'accordo di fusione firmato a febbraio.

    Antonio Illariuzzi

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