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    La spagnola Boluda Shipping acquisisce Samskip

    Il 28 ottobre 2026 Boluda Shipping ha firmato l'accordo per rilevare l'intero gruppo Samskip, a un valore non reso noto. La chiusura è prevista per il 1° gennaio 2027, dopo il via libera delle Autorità competenti. La rete unita conterà 32 navi su 18 rotte in 28 Paesi.

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    Camion fermi per giorni alla frontiera turco-bulgara

    Dal 28 ottobre 2026 le proteste degli autisti turchi contro le regole Schengen sui soggiorni interrompono a tratti i transiti dei camion verso Bulgaria e Grecia. A Kapıkule l'attesa superava già i quattro giorni. Ankara ha avviato contatti con Sofia e la Commissione Europea.

    Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti punta sul cargo

    • Il cargo aereo pesa solo l'1,3% dei volumi delle esportazioni extra-UE italiane ma vale il 26,8% del valore, per la sua vocazione alle merci di fascia alta. L'Italia genera l'11,8% delle esportazioni extra-UE, ma gli scali nazionali gestiscono appena il 6,8% del cargo europeo: il resto viaggia su gomma verso l'estero, l'aviocamionato.
    • Il nuovo Piano Nazionale Aeroporti conferma lo squilibrio territoriale: il Nord movimenta il 72,6% dei volumi cargo, con Malpensa che da sola pesa il 58,7% del traffico tutto merci. Fiumicino domina il traffico in stiva grazie ai voli intercontinentali, mentre i corrieri espresso si appoggiano su scali minori come Bergamo, Pisa, Ciampino, Ancona e Napoli.
    • Il ministero dei Trasporti stima una crescita dei volumi cargo del 31,8% al 2035, da 1.212.979 a 1.647.067 tonnellate. Il Piano punta sull'Airport Community System, digitale e interoperabile con Iata e Dogane, oltre a connessioni ferroviarie dedicate e droni per l'ultimo miglio.

     

    Il nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti, diffuso a luglio 2026 con l’orizzonte 2026-2035, affida al cargo aereo un ruolo di crescita importante del traffico italiano: i volumi movimentati dagli scali italiani dovrebbero salire da 1.212.979 tonnellate registrate nel 2024 a 1.647.067 tonnellate previste nel 2035, un aumento del 31,8% secondo il modello econometrico elaborato dal ministero dei Trasporti, che ha redatto il documento. La proiezione, con un tasso di crescita medio annuo del 2,7% nella fase 2030-2035, accompagna un capitolo del Piano dedicato ai problemi strutturali del comparto e alle leve necessarie per recuperare competitività rispetto ai grandi hub del Nord Europa.

    Il cargo aereo pesa poco sui volumi complessivi dell'export extra Unione Europea italiano, appena l'1,3%, ma vale il 26,8% del valore economico esportato, una quota che riflette la vocazione del trasporto aereo per le merci di fascia alta, i prodotti a rapida obsolescenza e quelli con scadenze stringenti. Il Piano mette questo dato a confronto con un altro squilibrio: l'Italia genera l'11,8% delle esportazioni extra-UE, ma gli scali nazionali gestiscono solo il 6,8% del cargo aereo europeo. La differenza si spiega in parte con il fenomeno dell'aviocamionato: merci pallettizzate che, pur avendo una lettera di vettura aerea, viaggiano fisicamente su strada verso gli hub del Benelux e della Germania, dove vengono poi imbarcate. Per contrastare questa dispersione di traffico verso l'estero, il ministero intende consolidare un Tavolo di coordinamento nazionale dedicato al comparto.

    La distribuzione territoriale dei volumi resta fortemente sbilanciata. Nel 2024 il Nord ha movimentato 881.091 tonnellate, pari al 72,6% del mercato nazionale, mentre il Centro si è fermato al 25,1% e Sud e Isole insieme non hanno superato il 2,3%, rispettivamente all'1,3% e all'1%. Milano Malpensa da sola assorbe il 58,7% del traffico all-cargo nazionale, mentre il traffico in stiva degli aerei passeggeri (belly) si concentra su Roma Fiumicino, che beneficia dei collegamenti intercontinentali, con quote minori per Venezia e Bologna. I corrieri espresso, al contrario, mostrano una distribuzione più capillare, appoggiandosi su scali come Bergamo, Pisa, Ciampino, Ancona e Napoli. Un caso a parte è quello dell'area Tirrenica, che movimenta solo il 14,2% dei volumi cargo nazionali ma pesa per il 25,4% sul valore economico complessivo: il 38% dell'export farmaceutico italiano, in valore, transita infatti per l'hub di Roma Fiumicino.

    Sul fronte dei modelli di attività, il Piano segnala come il commercio elettronico stia imponendo un ripensamento della logistica aerea: circa l'80% delle merci scambiate a livello transfrontaliero dal settore viaggia già via aerea, una quota che spinge verso reti più capillari e tempi di consegna più stretti, con la conseguente necessità di accorciare le catene di fornitura e decentrare i centri di smistamento. Circa metà del general cargo viaggia tuttora nelle stive degli aerei passeggeri sfruttando le reti intercontinentali di Fiumicino, mentre il resto utilizza velivoli cargo dedicati, concentrati soprattutto su Malpensa e Brescia.

    Tra le risposte indicate dal Piano, la principale riguarda la digitalizzazione: lo sviluppo di un Airport Community System (Acs) interoperabile con l'Associazione internazionale del trasporto aereo Iata e con l'Agenzia delle Dogane dovrebbe consentire la condivisione istantanea dei dati tra handler, spedizionieri e Autorità doganali, riducendo i tempi di sdoganamento che oggi penalizzano la competitività degli scali italiani. Il documento prevede inoltre che le cargocity aeroportuali superino la logica della sola redditività diretta per lo scalo, diventando assetti strategici per l'export del Paese, dotate di servizi attivi 24 ore su 24 e di aree di sosta sicure per gli operatori dell'autotrasporto. Il Piano indica infine lo sviluppo di connessioni ferroviarie dedicate al cargo e l'impiego di droni per la gestione dell'ultimo miglio.

    Anna Maria Boidi

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