Vent'anni dopo il primo esemplare uscito dall'officina di Born, il trattore stradale a cabina arretrata costruito nei Paesi Bassi su base Iveco torna in produzione con una generazione interamente nuova. Iveco Schouten ha presentato lo Strator modello 2026 in anteprima mondiale al Truckstar Festival, la manifestazione ospitata il 25 e 26 luglio 2026 sul circuito TT di Assen, giunta alla quarantaquattresima edizione. Il veicolo sostituisce la prima serie, nata nel 2006, e adotta cabina, catena cinematica ed elettronica dell'ultima generazione dell'Iveco S-Way.
Lo Strator appartiene alla categoria dei veicoli industriali a cabina arretrata, che nel mercato del Nord Europa vengono indicati con il termine "torpedo": una configurazione con motore anteposto alla cabina, rara in Europa, dove la normativa sulle masse e dimensioni ha imposto da decenni la cabina avanzata sul motore. Iveco Schouten precisa che non si tratta di un esemplare da esposizione né di un prototipo, ma di un veicolo di serie, ordinabile e consegnabile in diverse configurazioni. Il cofano caratteristico del modello è stato ridisegnato integralmente per l'anno modello 2026, in collaborazione con Jacco Hoogendoorn, ingegnere di Spyker Cars, e con lo studio belga Arens Vehicle Design di Amel, con l'obiettivo di mantenere la linea del modello originale raccordandola alle forme, all'aerodinamica e ai contenuti tecnici dell'attuale S-Way, la cui cabina costituisce la base dell'allestimento.
Sotto il cofano trova posto il motore diesel xCursor 13, sviluppato da Fpt Industrial, nelle tre tarature da 338, 368 e 427 kW, corrispondenti a 460, 500 e 580 CV. Si tratta di propulsore a sei cilindri privo di ricircolo dei gas di scarico (Egr), con iniezione common rail a 2.500 bar e turbocompressore a geometria variabile e coppia massima va da 2.500 Nm nella versione da 460 CV a 2.800 Nm in quella da 580 CV. La trasmissione è il cambio automatizzato ZF TraXon di ultima generazione, a dodici rapporti. L'offerta di trazioni comprende il 4x2, il 6x2 con asse aggiuntivo anteriore sterzante e sollevabile oppure con asse trascinato a ruote gemellate, e il 6x4. Attualmente per lo Strator non è prevista la catena cinematica elettrica disponibile sull'S-Way di serie. Ogni esemplare viene assemblato a Born su specifica del cliente, con un programma di fornitura che il costruttore indica come adatto sia al trasporto nazionale sia a quello internazionale.

La vicenda dei veicoli con cabina arretrata nel gruppo torinese risale agli anni Cinquanta. Magirus, entrata nell'orbita Iveco nel 1975, produsse tra il 1950 e il 1970 il Rundhauber, seguito dall'Eckhauber fino ai primi anni Ottanta. Con l'acquisizione di International Trucks Australia, nel 1992, rientrarono nel listino il 7800 Roadtrain e successivamente il PowerStar. Da quest'ultimo deriva direttamente lo Strator: nel 2006 Charles Feijts Bedrijfswagens abbinò la catena cinematica dello Stralis, allora appena lanciato, alla cabina del modello australiano.
Nel frattempo è cambiato l'assetto societario. Nell'ottobre 2025 Iveco Schouten, concessionaria di famiglia con sede a Giessen, ha rilevato le quote di Charles Feijts Groep dal direttore e azionista di maggioranza Georges Simons, portando a diciannove il numero delle proprie sedi nei Paesi Bassi; Simons è rimasto responsabile operativo delle filiali di Born e Venlo e partecipa al capitale del gruppo acquirente. Il costruttore sottolinea che la squadra che realizzò il primo Strator è rimasta coinvolta nello sviluppo e nella produzione del nuovo modello. "Vent'anni fa abbiamo costruito il primo Strator per pura passione", ha ricordato Simons, "e oggi possiamo presentare una generazione completamente nuova che utilizza la tecnologia Iveco più recente". Le configurazioni disponibili e le opzioni di allestimento sono consultabili attraverso il configuratore in linea attivato dal costruttore sul sito strator.nl.
P.R.



























































