Al porto della Spezia il 17 aprile 2026, i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza e il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato oltre 65 chili di cocaina, suddivisi in 56 panetti, nascosti in un container destinato formalmente al trasporto di mobili in legno pregiato. Il controllo è iniziato a causa d’incongruenze rilevate nella documentazione di trasporto: la provenienza del carico e l’indirizzo di destinazione finale, esterno al territorio spezzino, non risultavano coerenti con la tipologia di merce dichiarata. Nonostante l’esito negativo dello scanner, gli operatori hanno svolto un’ispezione fisica approfondita del container, con unità cinofile. L’attenzione si è concentrata su una cassettiera in legno che presentava una struttura metallica anomala. Lo smontaggio ha portato alla scoperta di due contenitori sigillati in ferro e rivestiti in piombo, al cui interno erano nascosti i panetti di stupefacente immersi in polvere speziata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’utilizzo del rivestimento in piombo avrebbe dovuto schermare il carico ai controlli radiografici, mentre la polvere serve a confondere il fiuto dei cani antidroga. Si tratta di tecniche consolidate nel traffico internazionale di stupefacenti, che si affiancano all’impiego di merci di copertura e documentazione formalmente regolare per ridurre il rischio d’individuazione.
L’episodio conferma un andamento già emerso negli ultimi anni. Il porto della Spezia è stato più volte coinvolto in operazioni antidroga legate a traffici dal Sud America verso l’Europa. Il caso più importante resta quello del 13 gennaio 2022, quando furono sequestrati circa 412 chili di cocaina pura, per un valore superiore a cento milioni di euro, nell’ambito di un’indagine internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Genova. Il sequestro del 2026, pur di dimensioni inferiori, conferma quindi la persistenza della rotta. Emerge una continuità operativa che richiama anche precedenti anteriori, come il sequestro del 2020 di oltre 333 chili di cocaina nascosti in lastre di granito provenienti dal Brasile.

































































