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Cronaca

  • Armi in un container nell’autotrasporto catanese

    Armi in un container nell’autotrasporto catanese

    Due pistole con i colpi inseriti, un revolver con matricola abrasa e cartucce sono stati sequestrati dai Carabinieri di Nesima nel piazzale di una ditta di autotrasporti. Il 27enne che aveva le chiavi del lucchetto è stato arrestato per detenzione illegale di armi e di arma clandestina.

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  • Sciopero Usb nei porti per chiedere il lavoro usurante

    Sciopero Usb nei porti per chiedere il lavoro usurante

    Il 28 settembre 2026 il sindacato di base Usb ha attuato uno sciopero nazionale dei portuali per chiedere il lavoro usurante e il ritiro dell'emendamento sulle agenzie interinali. La sigla dichiara che il terminal Psa di Genova si è fermato del tutto e che negli altri scali le adesioni sono …

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  • Il camion cinese Sany e263 debutta in Europa con Alltrucks

    Il camion cinese Sany e263 debutta in Europa con Alltrucks

    Il trattore stradale elettrico Sany e263 del costruttore cinese ha una batteria Lfp da 636 kWh e oltre 500 chilometri di autonomia a 42 tonnellate. In Europa, Putzmeister cura adattamento e ricambi, Alltrucks l'assistenza con oltre 700 officine in tredici Paesi.

    Ritardi e fondi insufficienti frenano le ferrovie a nord-ovest

    Costretta a fare i conti con la mancanza di fondi e ritardi che riguardano sia l’esecuzione delle opere se non addirittura la prima fase della progettazione, la rete ferroviaria e logistica del nord-ovest non vive la sua stagione migliore. A finire sotto la lente d’ingrandimento sono una settantina di opere infrastrutturali e logistiche a cavallo tra Piemonte, Liguria e Lombardia monitorate da Oti Piemonte, l’Osservatorio territoriale infrastrutture, promosso da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte.

    L’ultimo rapporto annuale del marzo 2026 mette in evidenza come solo una trentina di opere rispettano la tabella di marcia, mentre 22 hanno subito un rallentamento rispetto al 2025 e nove sono addirittura in grave ritardo. Volendo limitare lo sguardo alle infrastrutture ferroviarie indirizzate al traffico merci, in difficoltà sono gli interventi che riguardano il nodo di Novara, la ferrovia del Sempione, il quadruplicamento della Tortona-Voghera, l’adeguamento secondo gli standard dei trasporti intermodali della linea Torino-Fossano-Savona e il polo logistico di Alessandria. In grave ritardo figura invece il raddoppio della Vignale (Novara)-Oleggio-Arona, di fatto fermo.

    Per entrare nei dettagli, prendiamo il quadruplicamento della Tortona-Voghera, funzionale per garantire la capacità adeguata al futuro Terzo Valico dei Giovi: nel corso del 2025 è proseguita tutta la fase autorizzativa, ma su un costo totale dell’intervento stimato in 900 milioni di euro, sono disponibili poco più di 21 milioni, in pratica quanto serve solo a coprire le spese della progettazione.

    Un altro intervento che stenta a decollare, nonostante sia stato annunciato da tempo, è il potenziamento del nodo ferroviario di Novara dove l’opera più significativa è rappresentata dalla bretella a servizio esclusivo del traffico merci che si dirama a nord di Novara e sottopassando sia l’autostrada A4 sia la linea AV Torino-Milano raggiunge il terminal intermodale del Boschetto. A sua volta anche questa piattaforma sarà interessata da diversi interventi di adeguamento e potenziamento in modo da essere in grado di ricevere i treni intermodali a standard europeo. Ebbene, su un costo complessivo di 190 milioni di euro sono stati reperiti solo 5,7 milioni, sufficienti per l’adeguamento dei primi cinque binari del Boschetto a modulo 750 metri.

    C’è poi il capitolo della ferrovia del Sempione con lavori di adeguamento e risanamento delle gallerie per aumentare il profilo adatto al transito dei treni intermodali senza limiti di sagoma. Questi lavori, cofinanziati dalla Svizzera, comportano prolungate interruzioni totali della linea per quasi tutto il periodo estivo, a partire dal 2024 e fino al 2028, con pesanti ricadute per il traffico merci costretto a scegliere altri itinerari transfrontalieri. Ma nonostante questo grave contraccolpo sul servizio, resterà comunque irrisolto il nodo strutturale della galleria elicoidale di Varzo-Iselle dove le pendenze elevate e i limiti del tracciato continuano e continueranno a rappresentare un collo di bottiglia per i treni merci pesanti, mentre l’ipotesi di un nuovo tracciato in variante da Beura-Cardezza, dove è ubicato lo scalo di Domo II, verso il tunnel del Sempione, rimane nella fase degli studi preliminari, senza decisioni realizzative, per non dire che pare definitivamente accantonata.

    E si arriva così al polo logistico di Alessandria. Il progetto di sviluppo e rilancio della vasta area di Smistamento è visto in un’ottica di maggiore connessione con i porti liguri. La gara della progettazione e della realizzazione della prima fase è stata aggiudicata da Rfi nel maggio 2025 al raggruppamento guidato da ClfF che dovrà attrezzare il fascio alto del terminal con sette binari oltre a due binari dedicati alle merci pericolose insieme all’apparato centrale (Acc) che gestirà questa porzione dell’impianto. Sul polo di Alessandria saranno investiti in tutto oltre 370 milioni di euro, ma la prima fase ne prevede 92 già disponibili. La tabella di marcia segna comunque un lieve ritardo.

    Un’isola felice, o quasi, potrebbe essere quella del terminal Domo II, ma solo grazie al fatto che il piano di investimenti da 50 milioni è sostenuto da una società privata, CargoBeamer. Qui si prevede la realizzazione di un moderno impianto intermodale con due binari da 700 metri con doppia banchina, container e semirimorchi oltre a 24 moduli automatizzati per il carico e scarico orizzontale di semirimorchi anche non gruabili con una capacità annua fino a 185mila Uti.

    Interventi di potenziamento sono previsti anche sulla Torino-Alessandria-Tortona, funzionale al Terzo Valico e anche alla futura Torino-Lione con il tunnel di base del Moncenisio. Adeguamento sagoma e tecnologie richiederanno una spesa di oltre 280 milioni, 250 dei quali già disponibili. Fermo invece il raddoppio della Vignale (Novara)-Oleggio-Arona per mancanza di risorse: in cassa ci sono 6,5 milioni per un progetto che ne richiederà più di 420. Un punto interrogativo sull’effettiva disponibilità delle risorse riguarda la tratta nazionale italiana della futura Torino-Lione, tra il capoluogo piemontese e Bussoleno.

    L’adeguamento della linea storica tra Avigliana e Bussoleno costerà 250 milioni, il rapporto Oti sostiene che per ora ne ce sarebbero solo 130. Ma è la variante tra Avigliana e Bussoleno a destare maggiori preoccupazioni in quanto la spesa è lievitata fino a tre miliardi di euro e si attende la conferma da parte della Commissione Europea sull’ipotesi della compartecipazione al 50%, finora assicurata a livello politico ma non ancora messa a bilancio.

    Piermario Curti Sacchi

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