- Con il Decreto Legge 19 febbraio 2026 numero 19, in vigore dal 20 febbraio, nasce Agemar, anagrafe nazionale digitale della gente di mare. La misura punta a centralizzare e rendere interoperabili carriera, imbarchi, titoli e certificazioni, collegandoli ad Anpr e Pdnd.
- La gestione vede il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come titolare, PagoPa come responsabile della gestione tecnica e un ruolo operativo dichiarato per Fondo Nazionale Marittimi, Confitarma e Assarmatori. Il finanziamento prevede 4,8 milioni di euro nel 2026, 2,2 milioni nel 2027 e 1,2 milioni annui dal 2028.
- La tabella di marcia è stretta: entro il 30 aprile 2026 è previsto l’allineamento dei dati, poi migrazione e collaudi nel 2026-2027, entrata a regime entro il 2028 e rendicontazione Pnrr entro il 2029. Restano ancora punti critici su tempi, privacy e divario digitale.
Con il Decreto Legge 19 febbraio 2026 numero 19, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 41 del 19 febbraio 2026 ed entrato in vigore il 20 febbraio 2026, l’Italia istituisce l’Agemar, acronimo di Anagrafe Nazionale Digitale della Gente Di Mare. La misura, prevista all’articolo 11 del provvedimento, introduce un’infrastruttura digitale per la gestione centralizzata dei dati relativi ai lavoratori marittimi, con l’obiettivo di rendere le informazioni interoperabili e consultabili in modo sicuro da marittimi, compagnie e autorità, superando la frammentazione attuale tra registri cartacei e archivi eterogenei. Il fulcro operativo è la digitalizzazione del libretto di navigazione, documento che oggi accompagna la carriera della gente di mare con annotazioni manuali ad ogni imbarco e sbarco, e che con Agemar è destinato a essere sostituito progressivamente da un equivalente digitale.
La cornice è quella della trasformazione digitale della pubblica amministrazione prevista dal Pnrr. Agemar si colloca nell’ecosistema nazionale dei dati pubblici attraverso due pilastri: l’integrazione con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente e l’interoperabilità tramite la Piattaforma digitale nazionale dati. L’articolo 11 inserisce nel Codice dell’amministrazione digitale il nuovo articolo 62-sexies, che definisce l’Agemar come banca dati nazionale dedicata alla “gente di mare” e ne stabilisce finalità, contenuti e modalità di accesso. La scelta d’innestare l’anagrafe marittima nel perimetro del Cad e di collegarla a infrastrutture come Anpr e Pdnd vuole garantire univocità dell’identificazione, tracciabilità degli accessi e scambio strutturato dei dati tra amministrazioni e soggetti autorizzati, in coerenza con i vincoli del Regolamento UE 2016/679.
Il Fondo Nazionale Marittimi è come principale motore della progettualità che ha portato all’istituzione dell’anagrafe. Il presidente del Fondo, Angelo D’Amato, colloca l’origine del percorso in una progettualità condivisa con Confitarma e Assarmatori, elaborata insieme agli enti formativi Formare e Oltremare e prospettata alla Direzione generale del ministero dei Trasporti, guidata da Patrizia Scarchilli, nel 2025. Il Fondo si dichiara disponibile anche sul piano operativo: il procuratore Alessandro Ferrari afferma che il Fondo garantirà collaborazione alla struttura del ministero “mettendoci a disposizione sin d’ora anche per la gestione operativa insieme a Confitarma e Assarmatori”, con l’obiettivo di rendere lo strumento fruibile per aziende e lavoratori.
Il ministero dei Trasporti è indicato come amministrazione titolare dell’Agemar e responsabile della gestione dell’anagrafe, con l’obbligo d’integrarla con altre banche dati pubbliche tramite la Pdnd. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la Trasformazione digitale, ha un ruolo acceleratore per coordinare l’aggancio dell’Agemar a Anpr e agli altri sistemi pubblici e ad attivare risorse Pnrr.
L’anagrafe riguarda la “gente di mare” italiana, includendo ufficiali di coperta e di macchina, personale subalterno, personale alberghiero e di servizio sulle navi passeggeri, comandanti e direttori di macchina, oltre a figure con qualifiche specialistiche come Gmdss e security officer. L’obiettivo è consentire al singolo marittimo di consultare in modo centralizzato e sicuro la propria carriera, i titoli, le abilitazioni, gli imbarchi e le certificazioni. Per le compagnie di navigazione, Agemar è uno strumento per verificare rapidamente la posizione professionale e la validità dei titoli dei marittimi da imbarcare, semplificando le pratiche amministrative e riducendo tempi e costi burocratici, con ricadute dirette su gestione dell’equipaggio e procedure di cambio equipaggio. Le Capitanerie di Porto e le Autorità marittime, a loro volta, avrebbero accesso a dati aggiornati in tempo reale per facilitare controlli e ispezioni di sicurezza come Port State Control e Flag State Control, oltre alla gestione delle emergenze.
L’anagrafe comprenderà informazioni sulla carriera professionale, con la storia degli imbarchi, i periodi di servizio effettivo, eventuali interruzioni e, dove previste, note disciplinari o encomi. Accanto alla carriera, sono elencati i titoli professionali rilasciati dal Mit, con date di conseguimento e scadenza, limitazioni e rivalidazioni. Sono poi indicati i dati di dettaglio sugli imbarchi, inclusi identificativi della nave come l’Imo number, la tipologia e la stazza, il ruolo ricoperto, la durata, i porti di imbarco e sbarco e il motivo dello sbarco. Una sezione specifica riguarda abilitazioni speciali e certificazioni di competenza, con riferimento alle certificazioni Stcw, alle abilitazioni Gmdss, ai certificati di sicurezza e a qualifiche specialistiche, oltre ai certificati medici d’idoneità alla navigazione.
È proprio sul libretto di navigazione che si concentra una parte rilevante della razionalità del progetto. Il sistema cartaceo è soggetto a smarrimenti e deterioramenti, con conseguente necessità di duplicati e con difficoltà di verifica dell’autenticità, oltre a tempi amministrativi più lunghi per aggiornamenti e convalide. Il libretto digitale, invece, dovrebbe rendere disponibile l’accesso online continuo, ridurre il rischio di falsificazione, permettere aggiornamenti in tempo reale ad ogni imbarco e sbarco e consentire verifiche rapide in fase di assunzione. La dematerializzazione viene legata anche a una riduzione dei costi amministrativi, con una stima di risparmio potenziale del 30-40% sui costi legati alla gestione dell’equipaggio, grazie alla riduzione di attività manuali, carta e archiviazione.
Agemar rientra in un sistema di interoperabilità basato su Anpr e Pdnd. Anpr è lo hub centrale per l’identità digitale dei cittadini e, nel caso dei marittimi, è lo strumento per garantire univocità e sicurezza dell’identificazione. La Pdnd è la piattaforma che assicura connessioni sicure tra Mit, Capitanerie, Fondo nazionale marittimi, enti formativi e compagnie, con tracciabilità degli accessi e conformità alla privacy. L’accesso per i marittimi è previsto tramite identità digitale con Spid, Cie o Cns, mentre per compagnie e autorità attraverso credenziali istituzionali e nel rispetto delle finalità autorizzate.
Un ulteriore importante elemento è l’interazione con l’ecosistema portuale e logistico digitale. Agemar è progettata per dialogare con i Port Community System e con la Piattaforma Logistica Nazionale, con l’obiettivo di verifiche automatiche della documentazione dell’equipaggio in fase di scalo, semplificazione delle procedure doganali e di controllo frontiere e dematerializzazione dei documenti di bordo, come la lista d'equipaggio digitale. In questa prospettiva, Agemar è anche inserita tra le banche dati che possono alimentare il National single window marittimo conforme alla Direttiva europea Emswe, riducendo duplicazioni informative nelle comunicazioni verso le autorità.
Il calendario attuativo prevede che entro il 30 aprile 2026 i gestori degli strumenti digitali dovranno registrare e allineare i dati nell’Anpr, per consentire una prima popolazione dell’anagrafe con i dati relativi a marittimi in servizio, titoli in corso di validità, imbarchi recenti e certificazioni valide. È proprio questa scadenza il principale punto di attenzione: rispetto all’entrata in vigore del 20 febbraio, il margine temporale è di circa 70 giorni, e la migrazione deve attingere a sistemi diversi, inclusi archivi cartacei delle Capitanerie, archivi del Fondo e basi dati delle compagnie. Ciò rende plausibile il rischio di rinvii o di una necessaria gestione per priorità, ad esempio caricando prima i dati dei marittimi attualmente imbarcati e successivamente gli storici. La fase successiva è collocata tra 2026 e 2027, con migrazione dai sistemi legacy e attività di collaudo. L’entrata a regime è fissata come obiettivo entro il 2028, mentre la rendicontazione Pnrr viene richiamata al 2029, termine entro cui le attività finanziate devono completare attuazione e rendicontazione.
Si possono delineare tre benefici di Agemar: semplificazione, sicurezza e competitività. La semplificazione riguarda la riduzione delle code e degli adempimenti presso le Capitanerie, la possibilità di accesso immediato alle informazioni da parte del marittimo e la condivisione digitale delle qualifiche con le compagnie. Sul lato aziendale, l’effetto è la riduzione del rischio d’imbarcare personale con documentazione scaduta o non autentica e come semplificazione delle pratiche di cambio d’equipaggio e della gestione delle liste equipaggio. Per le Autorità marittime, l’impatto atteso è una verifica più rapida durante ispezioni e controlli di conformità, con riduzione del carico amministrativo legato a documenti cartacei e una migliore tracciabilità in caso d’incidenti.
La dimensione della sicurezza è collegata soprattutto alla prevenzione delle frodi documentali. Agemar, basandosi su identità digitale per le annotazioni, garantirebbe autenticità e immodificabilità dei dati, oltre alla tracciabilità degli accessi. In questo punto emergono anche i profili più delicati: i certificati medici d’idoneità alla navigazione sono dati sanitari, rientrano tra i dati particolari e richiedono protezioni rafforzate; analogamente, le eventuali note disciplinari possono avere impatti sulle prospettive occupazionali e necessitano di regole di accesso rigorose. Bisogna quindi limitare l’accesso ai dati sanitari ai soli soggetti autorizzati e di prevedere crittografia e tracciabilità completa degli accessi.
Per la competitività della bandiera italiana i benefici vengono da una maggiore efficienza amministrativa e a una maggiore certezza documentale. Marine mercantili di altri Paesi dispongono già di registri digitali dei marittimi e la digitalizzazione porterà benefici indiretti nella relazione con i controlli internazionali, sostenendo che una migliore tracciabilità e un più basso tasso di deficienze possono influire sulla frequenza delle ispezioni e sui tempi di fermo nave.
Accanto ai benefici, ci sono ancora però degli elementi critici che hanno una ricaduta immediata anche per gli operatori logistici e portuali che dipendono dalla regolarità cambi d’equipaggio e dalla disponibilità tempestiva della documentazione di bordo. La prima è la sostenibilità della tempistica di avvio e popolamento dati, considerando la natura eterogenea dei registri. La seconda è la gestione del divario digitale: parte della forza lavoro marittima, in particolare i lavoratori più anziani, potrebbe incontrare difficoltà nell’uso di identità digitali e accesso online. Un’ulteriore criticità è l’accesso a bordo in condizioni di connettività limitata, quindi potrebbero servire modalità offline o strumenti di delega alla compagnia o all’agenzia.
Rilevante, in chiave di filiera, è anche la questione dell’interoperabilità con sistemi esteri, in particolare per i marittimi stranieri imbarcati su navi italiane. È necessario un dialogo con anagrafi marittime di altri Paesi per verificare titoli esteri riconosciuti dall’Italia e adottare standard internazionali per lo scambio dati, come gli schemi Xml Fal dell’Imo in relazione al progetto di finestra unica” marittima. Questa dimensione è importante per evitare che l’anagrafe si trasformi in un collo di bottiglia amministrativo quando l’equipaggio include professionalità provenienti da mercati del lavoro marittimo internazionali.
È emersa comunque un’ampia convergenza sull’impianto della digitalizzazione. Il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, la definisce “un ulteriore passo verso la digitalizzazione e la semplificazione del settore”, mentre la Fit-Cisl sottolinea che “anagrafe e libretto di navigazione digitali rafforzano bandiera italiana e diritti”, collegando trasparenza e tutele. Filt-Cgil e Uiltrasporti sono favorevoli ma attente alla fase attuativa, in particolare per evitare ricadute occupazionali negli uffici amministrativi delle Capitanerie e per prevenire barriere di accesso per chi ha minore alfabetizzazione digitale. I sindacati autonomi guardano soprattutto alla tutela della privacy, con particolare attenzione ai dati sanitari e disciplinari e alla limitazione degli accessi ai soli soggetti autorizzati.
Mara Gambetta










































































