- Il mercato dei veicoli industriali apre il 2026 con 2.558 immatricolazioni, in lieve crescita dell’1,07% su gennaio 2025, dopo un ultimo trimestre 2025 a doppia cifra. Il diesel resta al 96,76% di quota, mentre l’elettrico, pur in aumento, si ferma allo 0,82%.
- Le motrici crescono del 2,56% e vedono un’espansione dell’elettrico nel segmento leggero fino al 28,97% della fascia 3,51-7,49 tonnellate. I trattori stradali restano stabili (-0,22%) con una quota diesel del 98,97% e Gnl in forte contrazione.
- Sul fronte dei veicoli commerciali, gennaio segna 14.290 immatricolazioni (-5,2% su base annua. L’elettrico puro scende al 2,4% di quota dal 4,5% di dicembre 2025. Il comparto attende l’operatività dei nuovi incentivi annunciati dal ministero delle Imprese.
A gennaio 2026 il mercato italiano dei veicoli industriali ha rallentato in modo evidente. Secondo i dati diffusi da Federauto, il comparto ha totalizzato 2.558 immatricolazioni, in crescita dell’1,07% rispetto a gennaio 2025. S’interrompe così la forte dinamica dell’ultimo trimestre 2025, che registrò incrementi del 16,3% a ottobre, del 16,1% a novembre e dell’11,1% a dicembre, favoriti anche dal confronto con un 2024 debole. L’intero 2025 si è chiuso a 27.005 unità, in calo del 3,72% sull’anno precedente.
Il mercato appare ancora saldamente ancorato al diesel, la cui quota comunque mostra un leggero calo passando dal 98,10% al 96,76%. L’elettrico è cresciuto del 213,33% su base annua, ma questa percentuale si riferisce a volumi irrisori, con 47 immatricolazioni, pari allo 0,82% del totale, mentre il metano resta residuale.
Le immatricolazioni delle motrici hanno raggiunto 1.204 unità, in aumento del 2,56%. Tra gli allestimenti, il cassone si conferma la carrozzeria prevalente con 617 unità e una quota del 51,25%. Sono cresciuti il trasporto rifiuti solidi urbani (+33,85%) e i pianali (+22,22%), mentre sono calati isotermici (-22,94%), betoniere (-38%) e cisterne (-18,42%), segnalando un ribilanciamento della domanda tra edilizia e servizi ambientali.
Nei segmenti di massa complessiva, il dato più marcato è quello dei leggeri tra 3,51 e 7,49 tonnellate, che con 145 unità registrano un aumento dell’81,25%. In questa categoria l’elettrico raggiunge il 28,97%, con 42 unità e una crescita del 320% su gennaio 2025. Nei medi tra 7,5 e 16 tonnellate, 238 unità (+3,48%), e nei pesanti oltre 16 tonnellate, 821 unità (-4,98%), il diesel ha superato il 98% di quota, confermando che la transizione energetica si concentra nei segmenti più leggeri.
Sempre tra le motrici emerge la crescita del noleggio, che raggiunge 90 unità pari al 7,48% del mercato, in aumento del 181,25% su base annua. Federauto collega l’andamento all’aggiornamento normativo del 2024 e agli effetti applicativi del Pacchetto Mobilità europeo del 2022. Il fenomeno si era comunque già consolidato nel 2025, con un cumulato annuo in crescita del 90,6% sul 2024.
Nei trattori stradali le immatricolazioni sono rimaste sostanzialmente stabili a 1.354 unità (-0,22%). Il diesel copre il 98,97% del totale, mentre l’elettrico si limita a 4 unità. Il gas naturale registra una contrazione dell’88% con sole 3 unità. Anche qui il noleggio è cresciuto a 56 unità, pari al 4,14% del mercato (+93,10%), mentre il conto terzi domina con il 93,21% di quota.
Iveco mantiene la maggioranza del mercato italiano, con una quota del 26,66%, però mostra una caduta di ben il 10,26%. Viceversa, sono cresciute le immatricolazioni di Volvo Trucks (+30,13%) e Mercedes-Benz (+26,43%), mentre sono arretrati Daf (-18,36%) e Renault Trucks (-29,17%). Secondo Federauto, la dinamica competitiva s’inserisce in un contesto di domanda selettiva e orientata alla sostituzione.
Sul fronte dei veicoli commerciali con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate, il 2026 si apre con un segno negativo. Secondo Unrae, a gennaio le immatricolazioni si sono fermate a 14.290 unità, in calo del 5,2% rispetto alle 15.070 dello stesso mese del 2025, che a sua volta aveva registrato una contrazione del 16,0% su gennaio 2024. Si tratta del terzo mese consecutivo in flessione.
L’elettrico puro è arretrato sia in volume, sia in quota, attestandosi al 2,4% del mercato, quasi la metà del 4,5% di dicembre 2025 e in calo anche rispetto al 2,7% di gennaio 2025, quando non erano attivi incentivi. Secondo Unrae, l’effetto dei contributi del ministero dell’Ambiente appare già attenuato, mentre resta da completare la procedura dei rimborsi ai concessionari. Un possibile sostegno potrà arrivare dagli incentivi annunciati dal ministero delle Imprese Tavolo automotive del 30 gennaio, con 200 milioni di euro stanziati per il periodo 2026-2030. Tuttavia, i tempi di attuazione rendono improbabile un impatto immediato sulle immatricolazioni del 2026.
La struttura del mercato evidenzia un calo dei privati al 16,1% (-1,2 punti percentuali), mentre le autoimmatricolazioni sono salite all’11,9% (+4,7 punti). Il noleggio a lungo termine è sceso al 25,6% (-4,2 punti), il breve termine è salito al 4,8% (+1,2 punti) e enti e società sono rimaste al 41,6%, pur cedendo mezzo punto.
Per alimentazioni, il diesel ha perso 5,6 punti e si è attestato al 79,1%. La benzina è scesa al 3,4%, il Gpl salito al 3,7% (+1,6 punti), gli ibridi hanno raggiunto il 9,1% (+3 punti), mentre i veicoli plug-in sono passati dallo 0,4% al 2,3%. La CO2 media ponderata è scesa a 187,5 g/km (-1,8% rispetto a 190,9 g/km di gennaio 2025). Il quadro complessivo indica una domanda prudente, con una transizione energetica ancora frammentata e fortemente dipendente da incentivi e infrastrutture.
A.I.









































































