Il 2025 è stato un anno di contrasti per il porto di Trieste. Infatti, se da un lato è aumentato il traffico di semirimorchi, che è una della attività peculiari dello scalo giuliano, dall’altro è diminuito di ben un quinto quello dei container. Il tonnellaggio complessivo, che comprende tutte le tipologie di merci, è rimasto sostanzialmente stabile a circa 60 milioni di tonnellate (+0,72%). Sul fronte container, il 2025 si è chiuso a 681.733 teu, in flessione del 19,05% rispetto al 2024. Il calo riguarda solamente il transhipment, che ha movimentato 144.803 teu, ben il 52% in meno dell’anno precedente, mentre il gateway è rimasto stabile (+0,30) a 536.930 teu. In quest’ultimo caso i container pieni sono cresciuti del 4,9% a 405.015 teu. L’Autorità portuale spiega questo andamento con la cessione del consorzio 2M, avvenuta all’inizio del 2025.
Viceversa, il ro-ro conferma un ciclo espansivo più lineare. Nel 2025 sono transitati a Trieste 317.296 rotabili (+7,42%). Tale aumento è sostenuto dall’attivazione e dal potenziamento di collegamenti con la Turchia. La relazione fra offerta marittima e domanda logistica è rafforzata dalla funzione del porto come nodo di accesso all’Europa Centrale, dove la filiera del trasporto s’integra con i servizi terrestri, in particolare ferroviari.
La competizione fra operatori ha avuto un ruolo diretto nel rafforzamento dei volumi ro-ro. Grimaldi ha inserito nell’ottobre 2025 una quarta nave, Eurocargo Roma, sulla linea Trieste–Gemlik, affiancandola a Eco Malta, Eco Mediterranea ed Eco Salerno, in un confronto serrato con Dfds. Per la logistica terrestre, ciò si traduce in un incentivo al trasferimento modale e in una maggiore attrattività della rotta, soprattutto per i traffici di semirimorchi e unità accompagnate, con ricadute su piazzali, gate e organizzazione dei picchi.
Un altro segnale della vitalità di questo comparto è l’aumento della componente di container sulle navi ro-ro. Secondo i dati dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, nel primo trimestre 2025 sono stati trasportati su ro-ro 31.717 teu. È un indicatore utile perché lega il ro-ro non solo ai flussi di rotabili, ma anche a soluzioni ibride e a catene logistiche che usano il ponte marittimo per ridurre tempi e variabilità rispetto a itinerari alternativi.
Il profilo complessivo che emerge dai numeri 2025 è quindi quello di un porto che, nella componente container, ha assorbito un cambiamento di rete degli armatori con una contrazione concentrata sul trasbordo e con una sostanziale tenuta dell’hinterland, accompagnata dalla crescita dei contenitori pieni. Parallelamente, il ro-ro ha proseguito la crescita, trainato dai collegamenti con la Turchia e da una competizione che ha ampliato l’offerta e inciso sulle condizioni economiche del servizio. In questo quadro, la base intermodale resta un fattore abilitante: nel consuntivo del sistema sono indicati 11.600 treni complessivi (+3,85%), un risultato ottenuto nonostante cantieri e deviazioni di percorso e che contribuisce a sostenere i flussi gateway a cui Trieste continua a legare la propria funzione logistica.
A.M.B.






























































