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    Zalando chiude il grande polo logistico di Erfurt

    L’8 gennaio 2026 Zalando ha annunciato la chiusura del proprio centro logistico tedesco di Erfurt, in Turingia, con termine delle attività previsto entro la fine di settembre 2026. La decisione riguarda direttamente circa 2.700 lavoratori e interessa uno dei nodi storici della rete logistica del gruppo in Germania orientale, operativo da oltre tredici anni. L’annuncio è arrivato attraverso una comunicazione ufficiale dell’azienda e s’inserisce nel più ampio processo di razionalizzazione avviato dopo l’acquisizione e la successiva integrazione di About You, completata nella seconda metà del 2025 .

    Il sito di Erfurt venne inaugurato nel dicembre 2012 come primo grande centro logistico sviluppato internamente da Zalando, con un investimento complessivo di circa 170 milioni di euro e il supporto di 22,4 milioni di euro di incentivi pubblici regionali (sul totale ricevuto a livello nazionale di 35,5 milioni). La struttura si estende su circa 130mila metri quadrati e, nel corso degli anni, ha rappresentato un riferimento per la distribuzione di articoli di Moda e Lifestyle verso numerosi mercati europei, sfruttando la posizione centrale della Turingia e la connessione diretta con le autostrade A4 e A71, oltre al terminal ferroviario per il trasporto combinato strada-rotaia.

    Dal punto di vista operativo, Erfurt era un impianto fortemente orientato alla gestione di grandi volumi, con soluzioni di automazione progressivamente integrate. Il centro disponeva di sistemi di smistamento a sacco con capacità di centinaia di migliaia di unità, tecnologie di gestione del magazzino proprietarie e robot mobili per la movimentazione dei colli, in particolare nel segmento calzature. Nonostante questi investimenti, il sito è stato valutato dal Gruppo come meno efficiente rispetto ad altri hub più recenti, progettati fin dall’origine con profili ottimizzati per l’automazione di nuova generazione.

    La chiusura di Erfurt è direttamente collegata alla sovrapposizione infrastrutturale emersa dopo l’integrazione con About You. L’operazione, del valore di 1,13 miliardi di euro, ha portato in dote a Zalando una rete logistica parzialmente duplicata, rendendo necessario un consolidamento per ridurre capacità ridondante e costi unitari di evasione degli ordini. L’obiettivo dichiarato del Gruppo è concentrare i flussi su un numero più limitato di piattaforme considerate strategiche, mantenendo una rete europea composta da 14 centri in sette Paesi.

    In Germania resteranno operativi tre poli logistici principali: Mönchengladbach, nella Renania Settentrionale Vestfalia, con un forte orientamento verso i mercati del Benelux; Lahr, nel Baden Württemberg, già ampiamente automatizzato; e Gießen, in Assia, nuovo hub da circa 130mila metri quadrati ancora in fase di avviamento nel 2026 e destinato ad assorbire una parte significativa dei volumi oggi gestiti da Erfurt. Quest’ultimo sito è stato progettato come impianto di nuova generazione, con maggiore flessibilità operativa e un’integrazione più spinta tra sistemi informativi, automazione e gestione dei picchi stagionali.

    La decisione di Zalando rappresenta un caso interessante di riorganizzazione logistica successiva a una fusione in un settore ad alta intensità di capitale e con margini sotto pressione. Il gruppo punta a generare sinergie operative stimate in circa 100 milioni di euro annui attraverso la razionalizzazione della rete, la concentrazione dei volumi e la riduzione del costo per unità spedita. In un mercato europeo della Moda online sempre più competitivo, segnato dall’espansione di piattaforme come Shein e Temu, la logistica diventa uno dei principali ambiti di intervento per preservare redditività e livelli di servizio.

    La chiusura di Erfurt si accompagna anche all’interruzione delle attività in tre magazzini esteri (non è stato precisato dove) gestiti da fornitori logistici terzi per conto di Zalando e About You, i cui contratti non saranno rinnovati. Questa scelta evidenzia una strategia selettiva che privilegia il controllo diretto sui poli ritenuti più efficienti e l’utilizzo di partner esterni solo in contesti specifici, riducendo al contempo la frammentazione della rete.

    Sul piano operativo, l’azienda ha comunicato che le attività del centro di Erfurt proseguiranno regolarmente fino alla data di chiusura, garantendo continuità di servizio ai clienti finali. I flussi saranno progressivamente riallocati sugli altri impianti, senza impatti dichiarati sui tempi di consegna, grazie alla maggiore capacità residua e al livello di automazione dei siti mantenuti attivi. Questo aspetto è interessante, poiché dimostra come la resilienza della rete venga oggi costruita più sulla flessibilità dei grandi hub che sulla moltiplicazione dei punti di stoccaggio.

    Zalando ha avviato il confronto con il consiglio di fabbrica per definire un piano sociale e misure di accompagnamento alla chiusura, tra cui trasferimenti interni verso altri siti, in particolare Gießen, e strumenti di supporto alla ricollocazione. La distanza geografica tra Erfurt e i nuovi poli operativi, tuttavia, pone interrogativi concreti sulla reale possibilità di mantenere una quota significativa della forza lavoro all’interno del Gruppo, soprattutto per le mansioni più operative.

    Per il territorio della Turingia l’impatto è rilevante. Il centro logistico rappresentava il principale datore di lavoro privato dell’area e uno degli elementi cardine dell’area industriale di Erfurt, che ospita complessivamente circa 85 aziende, impiegando circa seimila addetti. La perdita di un polo di queste dimensioni modifica l’equilibrio logistico locale e riduce l’attrattività del sito come piattaforma di grandi volumi, aprendo al contempo interrogativi sull’efficacia delle politiche di attrazione basate su incentivi pubblici nel settore della logistica conto terzi e del commercio elettronico.

    In una prospettiva più ampia, la decisione di Zalando riflette un andamento che interessa l’intero comparto: la progressiva concentrazione dei flussi su hub molto automatizzati, capaci di servire più mercati da un’unica piattaforma, e la riduzione del numero di siti intermedi. Il caso Erfurt conferma come la competitività non sia più legata solo alla posizione geografica, ma alla capacità d’integrare automazione, sistemi informativi e flessibilità contrattuale in un contesto di forte volatilità della domanda.

    Michele Latorre

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