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Spedizionieri promuovono OOCL e Maersk

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Un'analisi economico-finanziaria condotta dal Centro Studi Fedespedi mostra come Hyundai, Yang Ming e Mol siano invece le compagnie con i bilanci meno solidi.

OOCL portacontainer Southampton navigazione pruaDopo il crac Hanjin e la conseguente richiesta di maggiore trasparenza sui bilanci dei vettori marittimi impegnati nel trasporto container giunta da vari operatori, il centro studi di Fedespedi (Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali) ha elaborato un'analisi economico-finanziaria da utilizzare come manuale sullo stato di salute delle compagnie di navigazione.
La ricerca analizza quattordici dei maggiori global carrier mondiali (tra cui manca MSC i cui i bilanci non sono pubblici) evidenziandone per ciascuno lo stato di salute finanziario, la capacità della gestione operativa di fare fronte agli impegni finanziari assunti e la solidità patrimoniale. L'indice sintetico ricavato dallo studio di Fedespedi sulla scorta di diversi indici di bilancio mostra come OOCL sia la compagnia marittima più solida dal punto di vista finanziario, seguita da Maersk, CMA-CGM, Hapag Lloyd e NYK. I "peggiori della classe" risultano essere invece Hyundai, Yang Ming, MOL e Hanjin.
A proposito del contesto generale del mercato, la ricerca di Fedespedi evidenzia inoltre che nel 2016 il traffico container è stimabile in circa 157 milioni di teu, con una crescita del 1,1% rispetto al 2015. Le maggiori quattordici compagnie prese in esame l'anno scorso avevano trasportato complessivamente 97,1 milioni di teu, con un aumento del 1,5% sul 2014, rappresentando il 62,5% del trasportato totale. Una percentuale, quest'ultima, destinata a crescere ulteriormente nel corso di quest'anno alla luce delle fusioni e acquisizioni in atto che porteranno a un consolidamento fra gli attori del mercato.
La flotta a disposizione di queste compagnie è di 2410 navi (il 40% circa delle portacontainer totali), per una capacità di stiva complessiva pari a 12,3 milioni di teu (60,8% del totale). Da rilevare inoltre come, nonostante la diminuzione del 2% delle navi a disposizione, la capacità sia aumentata del 3,2% come conseguenza della messa in servizio di navi con portata unitaria maggiore (in media 5109 teu).

Nicola Capuzzo

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