L’allarme arriva da LetExpo 2026 di Verona nella sua giornata inaugurale, il 10 marzo. A margine della manifestazione, il presidente di Alis Guido Grimaldi ha richiamato l’attenzione sulla situazione nello Stretto di Hormuz, dove circa 30mila marittimi sono bloccati a bordo delle proprie navi. Secondo Grimaldi, molti di loro sono italiani e si trovano in condizioni operative sempre più difficili. Per questo l’associazione chiede un intervento rapido delle istituzioni per garantire la sicurezza degli equipaggi e delle imbarcazioni coinvolte.
Il presidente di Alis ha sottolineato come la situazione nello stretto possa avere effetti diretti sull’intero sistema logistico internazionale. Dallo Stretto di Hormuz transitavano mediamente circa 125 navi al giorno e una sua eventuale chiusura prolungata potrebbe rallentare in modo rilevante i flussi commerciali: “Il rischio è bloccare il settore della logistica e l’intero comparto produttivo che dipende dal flusso delle merci”, ha aggiunto Grimaldi, ricordando che il 40% delle merci del Mediterraneo passa dai porti italiani prima di raggiungere molti Paesi europei.
Durante l’intervento di apertura di LetExpo, Grimaldi ha evidenziato la sua crescita, precisando che l’edizione di quest’anno conta 550 espositori, con un incremento del dieci percento rispetto allo scorso anno. Numeri che riflettono la dimensione raggiunta dall’associazione, che oggi rappresenta oltre 2.500 soci, più di 511 mila lavoratori e circa 160 miliardi di euro di fatturato aggregato. Nel suo intervento, il presidente di Alis ha collegato lo sviluppo della manifestazione alla crescente centralità del settore logistico nelle dinamiche economiche globali. Proprio per questo, ha osservato, le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non rappresentano uno scenario distante, ma un fattore che incide direttamente su rotte commerciali, costi operativi e organizzazione dei trasporti.
Lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio globale e l’interruzione dei traffici marittimi può avere effetti rilevanti sulle catene di approvvigionamento energetico e sui costi del trasporto. A ciò si sommano altri segnali già rilevati dagli operatori del settore, tra cui l’aumento dei noli marittimi, premi assicurativi più elevati e le prime ripercussioni segnalate da porti e compagnie aeree coinvolte nelle rotte commerciali che attraversano l’area. Secondo Grimaldi, la situazione richiede una risposta coordinata a livello europeo. Servono politiche comuni sulla sicurezza delle rotte commerciali, sulle infrastrutture strategiche e sull’autonomia energetica del continente. In caso contrario, ha avvertito il presidente di Alis, l’instabilità internazionale rischia di tradursi rapidamente in nuovi aumenti dei prezzi con effetti diretti su imprese e famiglie.
Massimiliano Barberis







































































