Ceva potenzia terminal a Tarragona
Ceva Logistics rafforza la propria presenza in Spagna con un investimento strategico di 9 milioni di euro per ampliare e ammodernare le attività di logistica dei veicoli finiti nell’area di La Laboral, accanto al porto di Tarragona. Il progetto prevede nuovi investimenti in attrezzature e l’aggiunta di 94mila metri quadrati di spazio operativo, protetto con reti antigrandine. L’intervento consentirà di aumentare la capacità del sito con spazio per altri 4.500 veicoli, in risposta alla crescita della domanda nell’area. L’ammodernamento riguarderà anche le dotazioni di officina, con un nuovo tunnel di lavaggio e la riqualificazione e l’estensione delle cabine di verniciatura. Sono inoltre previsti interventi sui processi di stoccaggio e distribuzione dei veicoli, con l’obiettivo di sostenere volumi operativi più elevati nel bacino mediterraneo. Ceva logistics sottolinea che il sito di Tarragona potrà operare su oltre 65 ettari con una capacità complessiva di 32.500 posti. La società collega questa capacità all’ampliamento delle aree di stoccaggio, alla prossimità immediata al porto, ai collegamenti ferroviari disponibili, alle officine presenti nel sito e alle attività distributive. L’intervento consolida così il ruolo di Tarragona nella rete spagnola della logistica dei veicoli finiti del gruppo.
Ponte logistico nel Golfo
Mawani e Gulftainer hanno avviato un trasporto terrestre tra Sharjah e Dammam per rafforzare l’integrazione logistica tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, nel contesto della chiusura dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa collega reti di trasporto terrestri e marittime con l’obiettivo di accelerare i flussi transfrontalieri di merce, migliorare l’efficienza della catena di fornitura e facilitare l’accesso ai mercati regionali. Il collegamento unirà porti marittimi e poli logistici interni, rendendo più coordinato il movimento dei carichi nei due mercati. Il ponte commerciale farà leva sul Khorfakkan Inland Corridor, sul Khorfakkan Commercial Terminal e sul Sajaa Dry Port per costruire una soluzione logistica integrata. La combinazione tra infrastrutture interne e connessioni terra mare dovrebbe consentire un trasporto diretto più rapido tra Sharjah e Dammam, con benefici attesi sulla continuità dei flussi e sulla riduzione dei colli di bottiglia. L’iniziativa è inoltre presentata come uno strumento per ridurre i tempi di transito, aumentare l’affidabilità delle rotte e sostenere la crescita dei volumi commerciali nell’area del Golfo. La notizia richiama anche sviluppi recenti sulla connettività regionale, tra cui l’attivazione del Green Corridor tra i porti dell’Oman e Dubai per le spedizioni marittime e aeree. In questo contesto, il nuovo asse tra Sharjah e Dammam viene indicato come un intervento a supporto della distribuzione, della resilienza delle catene di fornitura e dell’espansione degli scambi regionali.
Due aerei cargo per Ethiopian
Ethiopian Airlines ha firmato due contratti di leasing con AerCap per due Boeing 777 300Ersf convertiti da aereo passeggeri a cargo, con consegne previste nel secondo trimestre del 2028. Il 777 300Ersf sarà il primo velivolo di questo tipo a operare in Africa e rafforzerà la capacità merci del vettore etiope. Gli aeromobili saranno convertiti da Israel Aerospace Industries, che nel 2025 ha ottenuto la certificazione supplementare di tipo dalle Autorità statunitensi Faa e israeliane Caai per questo programma di conversione. AerCap partecipa al programma di conversione del 777 300 e nel settembre scorso ha consegnato i primi due esemplari del 777 300Ersf a Kalitta Air, vettore di lancio del modello. Ethiopian Airlines dispone attualmente di quattro Boeing 737 800P2f, due Boeing 767 300P2f, due Boeing 767 300F e 12 Boeing 777F. Il 777 300Ersf offre una capacità superiore del 25% rispetto agli attuali cargo bimotore a lungo raggio di dimensioni inferiori, con effetti attesi sull’efficienza dei costi e sulla crescita della piattaforma merci del vettore.
Crisi del Medio Oriente favorisce LH Cargo
Secondo Bloomberg, il conflitto in Iran ha ridotto la capacità globale del trasporto aereo merci tra il 18% e il 20%, a causa delle interruzioni che hanno colpito vettori mediorientali come Emirates, Qatar ed Etihad. In questo contesto Lufthansa cargo ha registrato un aumento della domanda tra il 10% e il 15% nell’ultima settimana, con una crescita significativa in India e nel Sud Est asiatico. La compagnia ha introdotto quattro voli cargo aggiuntivi verso l’India, mentre i volumi dal Sud Est asiatico sono aumentati di circa il 40%. La domanda è sostenuta dalla ricerca di affidabilità da parte degli spedizionieri in un contesto di elevata volatilità operativa. Il gruppo ha beneficiato anche della riallocazione dei flussi logistici, supportata dall’espansione dei voli passeggeri verso Asia e Africa utilizzati per capacità belly. Restano tuttavia elementi d’incertezza legati a possibili carenze di carburante nello stretto di Hormuz e ai ritardi nelle consegne dei nuovi aeromobili Boeing 777-8, ora previste per il 2030. Ulteriori criticità derivano da tensioni sindacali interne e dalla sospensione dei voli verso alcune aree del Golfo per la chiusura degli spazi aerei. La domanda è inoltre sostenuta dal trasporto di server per data center, farmaci e flussi di commercio elettronico, sebbene le future regolazioni europee possano incidere su quest’ultimo segmento.
One cresce a Busan
La compagnia marittima One ha firmato un accordo strategico di lungo periodo con Dongwon per acquisire una quota indiretta ma rilevante in Dongwon Global Terminal Busan, terminal container in costruzione nel porto coreano. L’operazione riguarda il primo terminal completamente automatizzato della Corea del Sud, un’infrastruttura che, una volta completata, avrà sei banchine e una capacità superiore a 4,5 milioni di teu. L’ingresso di One nel capitale del Dgt si inserisce nella strategia con cui le grandi compagnie di navigazione rafforzano il controllo diretto delle infrastrutture portuali per assicurarsi capacità e maggiore stabilità operativa. Per One, l’accordo punta a migliorare l’affidabilità dei servizi e la continuità dei collegamenti, con effetti attesi soprattutto sulle rotte intra-asiatiche e sulla rete globale. Il progetto di Busan si colloca inoltre nel percorso di digitalizzazione e automazione dei porti, con l’obiettivo di accrescere efficienza, produttività e competitività.








































































