Nei servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio le imprese dovranno trovare fino a 156.600 lavoratori entro il 2029, secondo le previsioni di Unioncamere-Excelsior. Questa stima è emersa alla Camera dei Deputati durante l'evento "Logistica, cresce la domanda di lavoro ma mancano le competenze", dedicato al divario tra domanda e offerta e alla necessità di percorsi formativi più vicini alle esigenze delle aziende. Nella stessa sede è stato presentato il Corso di Alta Formazione in Logistics Management dell'Università di Trieste.
Il dato proviene dal rapporto Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2025-2029), elaborato dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro. Oltre il 90% del fabbisogno è legato al ricambio del personale e nei percorsi professionali di logistica, trasporti e riparazione dei veicoli le imprese cercano ogni anno 13.600-14.900 figure, a fronte di un’offerta di circa 6.600 giovani. Cambiano anche i profili richiesti: digitalizzazione, sostenibilità, gestione dei dati e integrazione tra sistemi di trasporto sono gli elementi che stanno ridisegnando le professioni del settore. Il 75% dei responsabili di magazzino cercati dalle imprese deve possedere competenze digitali, mentre il 74% delle entrate programmate nei servizi logistici riguarda professioni legate alla protezione dell’ambiente.
Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha spiegato che la questione è seguita sia in Commissione Lavoro sia in Commissione Trasporti, e ha indicato la logistica urbana come ambito in cui servono regole più omogenee a livello nazionale. Criteri diversi da città a città, per esempio sull'accesso alle Ztl, creano difficoltà concrete agli operatori, in particolare in comparti essenziali come la logistica farmaceutica. Sul versante delle imprese, Claudio Chiti, Commercial Specialty Director Marine di Howden, ha definito la logistica un fattore strategico per la competitività, che richiede competenze, prevenzione e una solida cultura del rischio. Accanto allo strumento assicurativo, ha aggiunto, il valore nasce dalla qualità delle persone e dell'organizzazione. "Le polizze trasferiscono il rischio; le competenze lo riducono", ha aggiunto Giorgio Beretti, Technical Specialty Director Marine della stessa società, per sostenere che investire nelle persone è la prima forma di prevenzione.
Luca Ceccarelli, presidente di Ceccarelli Group, ha ricordato che la logistica italiana vale il 9% del Pil. A suo giudizio si può fare impresa puntando su etica, trasparenza e responsabilità sociale senza rinunciare a efficienza e competitività. Per attrarre e trattenere talenti, ha spiegato, le aziende devono costruire una rete di trasporti affidabile, fondata sul rispetto delle regole e sulla tutela dei lavoratori. Alla fidelizzazione si è dedicata Francesca Tabacco, Senior Client Manager di Howden, che ha indicato nel welfare aziendale lo strumento per far crescere e trattenere le persone formate.
Donata Vianelli, rettrice dell'Università di Trieste, ha sottolineato la necessità di un modello formativo completo, con percorsi universitari solidi, aggiornamenti brevi e mirati e attenzione alle competenze trasversali. Fabrizio Ossani, direttore generale di Gruppo Federtrasporti, ha indicato nel corso triestino un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato. Il corso s’intitola "Logistics Management - diritto, finanza e gestione aziendale". Come ha illustrato il direttore Massimo Campailla, prevede 120 ore frontali ripartite tra temi giuridici ed economici legati a trasporti e logistica, con lezioni teoriche e pratiche e un programma costruito insieme alle aziende collaboratrici. Si rivolge a neolaureati e laureandi e a chi già lavora nel settore, anche senza titolo di laurea. Al percorso di base si affiancano moduli di approfondimento facoltativi, erogati in collaborazione con le società private che collaborano all'iniziativa.




































































