A settembre 2026 il mercato italiano dei veicoli trainati ha registrato un calo del 12,7%. È il dato diffuso da Unrae, che precisa che le immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5 tonnellate si sono fermate a 1.134 unità, contro le 1.299 dello stesso mese del 2025. Per la prima volta da maggio, il calo di settembre riporta in negativo il dato cumulato dall'inizio dell'anno: nei primi nove mesi del 2026 sono state immatricolate 11.489 unità, con un calo dell’uno percento rispetto alle 11.602 di gennaio-settembre 2025. Michele Mastagni - coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti dell'Unrae - spiega che la flessione di settembre conferma un 2026 discontinuo: da gennaio si contano quattro mesi in terreno positivo e cinque in calo, con oscillazioni congiunturali marcate: "Questo andamento a fasi alterne è il segnale di imprese costrette a rinviare il rinnovo delle flotte in attesa di un quadro certo e definito sugli strumenti di sostegno".
Per Mastagni, le imprese devono sapere già oggi su quali incentivi potranno contare dal gennaio 2027. L'Unrae chiede quindi di completare l'attuazione del Fondo pluriennale per il rinnovo del parco dell'autotrasporto, stabilendo condizioni di accesso e tempi di erogazione. Per rimorchi e semirimorchi, l'associazione sollecita risorse dedicate e procedure semplificate. Unrae ricorda che il 13 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di Decreto legislativo sul nuovo Codice della Strada, che ammette semirimorchi lunghi fino a 15,54 metri e autoarticolati fino a 18 metri.
L’associazione sottolinea che veicoli di maggiore lunghezza permettono di contenere il numero dei viaggi, con minori consumi ed emissioni di anidride carbonica a parità di merce trasportata. Il limite indicato nello schema resta però inferiore ai 18,75 metri finora concessi a determinate condizioni e, in assenza di un periodo transitorio, le nuove configurazioni potranno circolare solo dal 2028, quando il Codice diventerà applicabile. L'associazione accoglie con favore la direzione intrapresa, ma ritiene che la misura debba essere più ambiziosa e immediatamente applicabile. Mastagni auspica che i prossimi pareri parlamentari raccomandino di riportare a 18,75 metri la lunghezza massima degli autoarticolati e di introdurre un regime transitorio che ne consenta l'impiego senza attendere i tempi di attuazione del nuovo regolamento di esecuzione.
P.R.






































































