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Podcast K44

Cronaca

  • Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    Sequestrati in Sicilia due autocarri con targhe non proprie

    La Sezione Polizia Stradale di Caltanissetta ha sequestrato due autocarri intestati a una ditta autotrasporto che erano privi di copertura assicurativa e con targhe riferite ad altri veicoli. Il secondo camion era stato inviato dall'impresa per trasbordare il carico del primo. Sanzioni per circa 8mila euro.

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  • A Hormuz l’Iran annuncia tre petroliere colpite da mine

    A Hormuz l’Iran annuncia tre petroliere colpite da mine

    I Pasdaran annunciano due petroliere incendiate da mine il 17 ottobre 2026 e una terza il 19, sulla rotta meridionale non autorizzata dello Stretto. Washington smentisce il primo annuncio e nessuna nave è stata identificata. Teheran rilancia la proposta di riapertura in sette giorni.

    Nuovi soldi all’autotrasporto mentre prosegue la protesta

    • Al termine del tavolo di Milano del 20 ottobre 2026, il viceministro Edoardo Rixi ha annunciato l'avvio dell'erogazione di circa 480 milioni di euro per le domande di credito d'imposta sul gasolio presentate fino al 30 agosto. Per Unatras i pagamenti partiranno da domani, mentre la verifica con il Governo è fissata al 27 ottobre.
    • Ai primi di novembre si aprirà una nuova finestra per le domande relative a settembre e ottobre, con crediti utilizzabili nel 2027. Rixi ha annunciato anche lo sblocco dei 590 milioni per il rinnovo del parco, risorse contro il peso dell'Ets sui noli e una proposta per legare più strettamente le tariffe al prezzo del gasolio.
    • Sulle strade la protesta sta proseguendo: code e un'uscita chiusa su A1 e A30 in Campania, quarto giorno di presidio al varco Bausan del porto di Napoli, presidi sulla statale 18 in Calabria, blocchi alle barriere di Messina e un corteo di camion e trattori a Bitonto. Alle 15.00 il ministro dei trasporti incontrerà i comitati.

     

    Circa 480 milioni di euro, in erogazione da subito, per chiudere tutte le domande di credito d'imposta sul gasolio presentate dalle imprese di autotrasporto fino al 30 agosto. Questo appare come il primo risultato dell’incontro del 20 ottobre 2026 a Milano tra il ministro e il viceministro dei Trasporti e tredici associazioni dell’autotrasporto rappresentate nell’Albo. Mentre attendiamo comunicati ufficiali, possiamo riportare solo le dichiarazioni rilasciate prima e dopo la riunione. Prima, il ministro aveva parlato di 430 milioni già iscritti a bilancio e di risorse di cassa disponibili anche per il contributo Marebonus per il trasporto combinato strada-mare, ma dopo l’incontro la cifra è cresciuta: "I 430 sono diventati 480 milioni circa", ha spiegato il viceministro Rixi, precisando che i pagamenti potrebbero iniziare già nella stessa giornata, mentre Paolo Uggè, presidente di Unatras, ha riferito che le imprese riceveranno i primi accrediti da domani.

    Secondo Rixi, ai primi di novembre si aprirà una nuova finestra per le domande riferite a settembre e ottobre, i cui crediti saranno utilizzabili nel 2027 e il Governo, ha riferito il viceministro, si è impegnato a inserire nuove risorse in un prossimo Decreto. Il viceministro ha quantificato in "circa un miliardo" il totale sbloccato, una cifra che però unisce capitoli diversi: accanto ai crediti d'imposta c'è infatti lo sblocco dei 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare. Su questo fronte le associazioni hanno chiesto di continuare a sostenere anche i motori endotermici, dato che i veicoli industriali in circolazione viaggiano ancora a gasolio.

    Rixi ha annunciato anche risorse per contenere l'aumento dei noli marittimi legato all'Ets, ricordando che quest'anno l'applicazione dell'Ets alla navigazione è arrivata al 100% e che i maggiori costi ricadono soprattutto sulle isole e sugli autotrasportatori che portano le merci sul continente, annunciando che il Governo destinerà nuove risorse per contenere i noli. Il viceministro ha annunciato anche risorse per contenere l'aumento dei noli marittimi legato all'Ets, che lega in modo più stretto e rapido le tariffe dell'autotrasporto all'aumento del gasolio, per affrontare una crisi iniziata come congiunturale ma che potrebbe diventare strutturale. Il tavolo resta aperto, con l'appuntamento del 27 ottobre servirà, nelle parole di Uggè, a verificare che gli impegni presi siano attuati. Il presidente di Unatras ha aggiunto di comprendere le ragioni di chi protesta, senza condividere i blocchi che limitano la libertà degli altri, e ha chiamato in causa anche armatori e committenti che non pagano quanto dovuto.

    La partita sulla protesta si giocherà però nel pomeriggio, quando, alle 15.00, il ministro incontrerà i rappresentanti territoriali e i comitati spontanei protagonisti dei presidi, ai quali chiederà di togliere i blocchi in cambio dell'erogazione immediata delle risorse. Rixi conta che rientrino già entro sera, segnalando problemi di approvvigionamento per supermercati e ospedali: "Giuste le istanze, però i blocchi non possono essere consentiti sine die".

    Mentre in Prefettura si trattava, nel Sud la mobilitazione è andata avanti per tutta la mattinata. In Campania il punto più delicato è il porto di Napoli, dove la protesta è arrivata al quarto giorno. Al varco Bausan i manifestanti fermano i veicoli industriali e le operazioni di carico e scarico, mentre auto private e passeggeri transitano regolarmente, una situazione che Rixi ha definito "abbastanza spinosa". Nel resto della regione gli autotrasportatori hanno trascorso la notte davanti al casello di Nola, sull'A30, e all'alba la protesta si è estesa alla rete di collegamento dell'area metropolitana: sull'Asse mediano e sulla Nola-Villa Literno il traffico è rimasto paralizzato tra Giugliano e Casacelle, con code di chilometri. Il bollettino di Autostrade segnalava alle 9.55 code in entrambe le direzioni alla barriera di Napoli Nord, due chilometri di fila verso Roma tra Napoli Nord e Caserta Nord, rallentamenti in entrata e in uscita a Nola e l'uscita di Nocera-Pagani chiusa per entrambe le provenienze. I presidi restano ai caselli A1 di Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello, davanti agli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise e lungo l'asse Acerra-Afragola.

    Ad Avellino Est i camion sono stati raggiunti dai trattori del Comitato Agricoltori Avellinesi, e un altro gruppo di autotrasportatori si è schierato al casello di Grottaminarda, sull'A16. Nel Salernitano i mezzi presidiano dal mattino gli svincoli dell'A2 di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina, Padula-Buonabitacolo, Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni, mentre nel Vallo di Diano le auto passano, con rallentamenti, sotto il controllo di Forze dell'ordine e personale Anas. Ferma invece la barriera di Mercato San Severino in direzione Caserta, mentre a Pontecagnano Faiano i camion parcheggiati all'uscita della tangenziale frenano la circolazione verso la rotatoria. Un altro presidio è annunciato per il pomeriggio a Buccino. Le conseguenze si vedono già sugli scaffali della grande distribuzione campana e a Benevento l'amministratore delegato del pastificio Rummo ha detto all'agenzia Dire di aver esaurito le scorte e di essere fermo.

    In Calabria i presidi sono ripresi all'alba lungo la Statale 18 nel Tirreno cosentino, a Tortora, Santa Maria del Cedro, Acquappesa-Guardia Piemontese e Fuscaldo, dove ad autotrasportatori e agricoltori si sono affiancati cittadini, amministratori locali e studenti. I manifestanti aspettano l'esito di Milano e chiedono interventi sul prezzo del carburante e sostegni ai settori coinvolti, non escludendo di prolungare la protesta. A Cosenza autotrasportatori e lavoratori agricoli si sono uniti al corteo degli studenti contro i tagli all'istruzione e il caro libri, mentre nei supermercati della città cominciano a mancare i prodotti freschi.

    In Sicilia proseguono sia il fermo delle imprese aderenti al Cts sia i blocchi organizzati da altri autotrasportatori. Le imprese del Comitato Autotrasporto Siciliano, coordinato da Salvatore Bella, tengono i camion nei piazzali e non ritirano i semirimorchi dalle navi. Il comitato precisa di non organizzare né sostenere blocchi contro chi sceglie di lavorare e lega la revoca del fermo, fissato fino alla mezzanotte di oggi, alla firma formale degli impegni da parte del ministro. Alle barriere autostradali di Tremestieri e San Gregorio, a Messina, altri autotrasportatori mantengono i blocchi e annunciano che se ne andranno solo se l'incontro con Salvini darà un esito positivo. Nel porto di Messina il presidio ha fermato una trentina di camion in via Francesco Crispi, e proteste analoghe sono segnalate alle barriere di Catania. Nel centro di Messina i supermercati restano con meno merce, e nella fascia ionica la raccolta porta a porta dell'indifferenziata è saltata in almeno 15 comuni, da Giardini Naxos a Scaletta Zanclea.

    In Puglia la scena della mattinata è stata Bitonto: dalle 7.00 un corteo di decine di trattori e camion ha risalito la provinciale 231 dalla periferia verso il centro, dove agricoltori, allevatori e autotrasportatori hanno dato vita a un presidio. Alle rivendicazioni sul carburante gli agricoltori aggiungono quelle sulle importazioni e sulla tutela delle produzioni locali. A Bari prosegue il presidio sotto la sede della Regione. Presidi sono segnalati anche alle porte di Potenza. Verso il Centro, nel Lazio i camion si sono diretti verso i caselli dell'A1 di Frosinone e Ferentino, la stampa locale riporta nuove proteste in Molise, a Campobasso.

    P.R.

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