Da alcune settimane nel porto di Genova non sono convalidati i certificati sanitari relativi ai prodotti alimentari vegetali congelati, tra cui fragole, funghi, broccoli e carciofi. La situazione è stata segnalata a Spediporto da decine di importatori e spedizionieri che operano nello scalo ligure e deriva dall’assenza di strutture autorizzate secondo la normativa per ricevere questo tipo di merci in caso di controllo accresciuto disposto dal Veterinario di porto. In mancanza di presidi fisici idonei per eseguire le verifiche, l’Ufficio Veterinario non rilascia il nulla osta necessario per l’introduzione della merce nel territorio nazionale.
Il blocco ha progressivamente assunto dimensioni rilevanti sul piano operativo. I contenitori con prodotti vegetali congelati restano infatti fermi in porto senza poter completare l’iter sanitario, con effetti diretti sui costi sostenuti dagli operatori. Le soste prolungate nei terminal generano spese aggiuntive per importatori e spedizionieri e rallentano il completamento della catena di distribuzione delle merci, in particolare per prodotti alimentari destinati alla grande distribuzione e all’industria alimentare.
La questione non riguarda soltanto le partite già presenti nello scalo, ma anche i flussi in arrivo nelle prossime settimane. Gli operatori esprimono forte preoccupazione per i contenitori previsti in sbarco a Genova, per i quali al momento non è chiaro quale sarà la gestione operativa se la situazione non dovesse sbloccarsi rapidamente. Il rischio è quello di un ulteriore accumulo di merci ferme nei terminal portuali. Diversi operatori stanno valutando, o hanno già deciso, di dirottare lo sbarco delle merci su altri porti dotati di strutture autorizzate per effettuare i controlli previsti dalla normativa.
Spediporto ha avviato da tempo un dialogo con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per sollecitare un intervento sulla questione. Dal canto suo l’Autorità portuale ha chiesto ai terminalisti di impegnarsi a dotarsi in tempi rapidi di strutture adeguate che consentano di effettuare i controlli previsti per questa tipologia di prodotti. Secondo quanto riferito dagli operatori, questo impegno potrebbe consentire nei prossimi giorni un progressivo allentamento delle tensioni operative.
Ad aggravare ulteriormente il quadro si aggiunge un arretrato consistente nelle pratiche di convalida dei Noa, le prenotifiche di arrivo relative ad altre tipologie di merci soggette a controllo veterinario. Attualmente, secondo quanto segnalato dagli operatori, gli uffici stanno chiudendo pratiche risalenti al 25 febbraio 2026, con un accumulo che rallenta l’intero processo amministrativo legato all’ingresso delle merci.
Si registra inoltre un ritardo rilevante nelle attività di campionamento necessarie per le analisi sanitarie. Gli operatori segnalano un arretrato di oltre 40 campioni ancora da prelevare, ulteriore elemento che contribuisce a rallentare l’iter dei controlli e ad allungare i tempi di sblocco delle merci. Nel complesso risultano oltre mille pratiche in arretrato per un valore stimato superiore a 50 milioni di dollari (circa 46 milioni di euro).
M.G.










































































