Vado Gateway – società che gestisce l’omonimo terminal container - ha espresso rammarico per l’esito negativo del tavolo di raffreddamento convocato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale nella serata di martedì 31 marzo 2026, incontro dedicato allo sciopero di 24 ore proclamato da Filt Cgil e Uiltrasporti per giovedì 2 aprile 2026 e confermato dalla due sigle.
Nel testo, Vado Gateway ribadisce di operare nel rispetto della normativa vigente e richiama in particolare l’articolo 63 del Contratto collettivo nazionale dei lavoratori dei porti, che consente alle società terminalistiche di ricorrere al part-time fino a un massimo del venti percento della forza lavoro. La società sottolinea inoltre che questa modalità non è in contrasto con l’articolo 17 della Legge 84/94. La società aggiunge che l’utilizzo della Culp è in crescita costante in rapporto all’aumento dei volumi movimentati e ricorda che il part-time è impiegato non solo nel sistema portuale di Vado Ligure da almeno quindici anni, ma anche in altri scali italiani come Livorno, Ravenna e Gioia Tauro. Sempre secondo Vado Gateway, il ricorso a questa formula contrattuale non risponde a una logica di riduzione del costo del lavoro, ma alla necessità di servire collegamenti marittimi settimanali concentrati in specifici giorni della settimana.
Il sistema portuale di Savona-Vado si prepara a una giornata di fermo operativo dalle 00.00 del 2 aprile 2026 alle 00.00 del 3 aprile 2026, con uno sciopero che coinvolge le attività portuali e ha il suo punto centrale nel terminal container Vado Gateway. La mobilitazione riguarda i lavoratori del terminal, gli addetti delle imprese autorizzate ex articoli 16, 17 e 18 e il personale collegato alle operazioni di banchina e piazzale, con possibili effetti su imbarco e sbarco dei container, movimentazione e attività accessorie. I sindacati contestano l’applicazione del part-time e la flessibilità operativa.






































































