Sogedim ha annunciato il 18 marzo 2026 Eagle, nuovo servizio overseas dedicato alle esportazioni dall’Italia verso gli Stati Uniti, con focalizzazione sulla tratta Genova–New York. Il servizio nasce in un contesto di evoluzione degli scambi globali e di crescente attenzione alla diversificazione geografica dell’esportazione. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di sbocco extra-UE per i prodotti italiani e il secondo a livello globale, confermando una domanda elevata. In questo scenario, secondo quanto indicato da Sogedim, l’esportazione verso il mercato statunitense assume un ruolo strategico per ridurre la dipendenza dai mercati europei e intercettare nuove opportunità di crescita.
Eagle è strutturato come servizio consolidato via mare, con partenza settimanale e cut off fissato al lunedì, e s’inserisce in un’offerta più ampia che integra diverse modalità di trasporto, tra cui aereo e ferroviario. L’obiettivo è garantire flessibilità operativa in funzione di tempi e costi, mantenendo continuità lungo la catena logistica. Il servizio prevede inoltre la tracciabilità completa delle spedizioni, elemento sempre più richiesto dalle aziende per assicurare controllo e affidabilità nei flussi internazionali.
L’introduzione di Eagle segue il precedente sviluppo di soluzioni multimodali per le importazioni dalla Cina, confermando l’orientamento del gruppo Sogedim verso servizi integrati lungo le principali direttrici del commercio globale. L’aumento dei flussi sulla rotta transatlantica ha contribuito alla definizione di un’offerta dedicata, in grado di rispondere alle esigenze operative delle imprese esportatrici.
Simone Morelli, Chief Operating Officer Overseas di Sogedim, spiega che il servizio è stato progettato per fornire un supporto concreto nella gestione delle spedizioni verso gli Stati Uniti, facendo leva su una rete internazionale e sulla capacità di reagire alle criticità operative. Il riferimento è a un contesto caratterizzato anche da possibili variabili legate ai dazi commerciali tra Stati Uniti e Unione europea, che tuttavia non riducono l’attrattività del mercato americano per il Made in Italy.



































































